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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02784 presentata da BENEDETTI VALENTINI DOMENICO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20001215

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della della sanita', il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: la popolazione del comune di Montefalco e' entrata in stato di agitazione, di protesta e di civile mobilitazione, avendo appreso che si starebbe concretizzando la cessione a trattativa privata all'Inail da parte della Azienda Usl n. 3 dell'Umbria, con sede in Foligno, dell'imponente complesso immobiliare costituente il presidio ospedaliero montefalchese, per il prezzo di poco piu' di 5 miliardi di lire; una rigorosa ricostruzione storica, giuridica, immobiliare dell'importante complesso, dimostra che la proprieta' di esso non e' della Azienda Usl, bensi' tuttora del comune di Montefalco; il ridetto, pregiato complesso costituisce comunque un bene prezioso della comunita' montefalchese cui e' sempre appartenuto per antiche e consolidate destinazioni, ospitando tradizionalmente l'ospedale e tutte le funzioni di natura assistenziale e sanitaria di competenza comunale e sovracomunale, tale restando pur nelle mutazioni istituzionali e legislative succedutesi, in tempi sia remoti sia recenti; la comunita' di Montefalco, che ha gia' subi'to molte spoliazioni delle sue istituzioni, uffici e servizi pubblici, ha piu' recentemente sofferto - con l'entrata in funzione della Usl della Valle Umbra Sud e poi della Usl n. 3 dell'Umbria - il progressivo depotenziamento del suo ospedale, che pure forniva un servizio interessante ai montefalchesi e agli abitanti di vari comuni confinanti, fino alla sostanziale disattivazione, che ha clamorosamente smentito le molte strumentali assicurazioni e promesse fatte nel tempo alla popolazione dai politici ed amministratori del comune, della Regione e della stessa Usl; anche per tali antefatti, la popolazione non ha la minima intenzione di veder surrettiziamente e praticamente espropriare il proprio comune del piu' importante bene pubblico della citta', lasciando che la Azienda Usl, assumendolo come suo patrimonio disponibile, lo venda - oltretutto a prezzo che all'opinione pubblica appare molto discutibile - ad un Istituto (l'Inail) che, per notizie assolutamente fumose e non garantibili, vi dovrebbe realizzare un non precisato "Polo riabilitativo"; la giunta regionale dell'Umbria e i responsabili amministrativi dei suoi servizi, con proprie determinazioni e messaggi del maggio, giugno, settembre e ottobre 2000, invece di intervenire per fermare operazioni come quella descritta e invertire la tendenza penalizzante della comunita' montefalchese con un corretto e verificabile ripotenziamento dei servizi sanitari, dimostrano di voler anzi agevolare e legittimare questo sconcertante percorso, avallando la tesi della proprieta' dell'immobile in capo all'Azienda Usl, ritenendo congrui la vendita e il prezzo, propinando inutili e inaffidabili ennesime promesse di facciata secondo cui l'immobile conserverebbe una qualche destinazione sanitaria ed il ricavato della vendita verrebbe destinato dalla Usl n. 3 ad imprecisati investimenti a favore della comunita' montefalchese; e' comprensibile, dunque, l'indignazione del popolo montefalchese, il quale - ad onta delle non piu' accettabili rassicurazioni di rito - si troverebbe con l'Ospedale smantellato; l'immobile incredibilmente non piu' proprieta' del suo comune; la Usl che, pretesolo proprio, lo venderebbe prontamente a prezzo non condivisibile, incamerando il ricavato per le proprie tante e tutt'altre piu' o meno giuste esigenze; nessuna preventiva realizzazione e rilocalizzazione a Montefalco di valide strutture sanitarie; nessuna concreta garanzia che l'Inail stabilisca realmente a Montefalco un "Polo riabilitativo" di cui non e' dato conoscere le caratteristiche e i contenuti, ne' l'attitudine a costituire un effettivo punto di appoggio e di servizio che coinvolga positivamente i bisogni e le convenienze anche dei cittadini locali; l'operazione appare cosi' delicata e importante da travalicare anche gli interessi e competenze locali e regionali, andando a coinvolgere per un verso scelte dell'Inail, per l'altro verso possibili acuti conflitti tra Istituzioni e tra queste e i cittadini, sulla scorta di disposizioni legislative (in particolare legge 23 dicembre 1978 n. 833, legge 23 ottobre 1992 n. 421, decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 come sostituito dal decreto legislativo 7 dicembre 1993 n. 517, decreto legislativo 19 giugno 1999 n. 229) la cui applicazione al caso e' tutta da verificare -: se non ritenga il Governo di dover interporre il suo autorevole intervento presso la regione Umbria, il comune di Montefalco e l'Inail, affinche' per le ragioni dedotte in premessa sia subito fermata l'operazione di cessione del complesso immobiliare dell'ospedale di Montefalco, prevenendo cosi' anche le ulteriori manifestazioni di protesta annunciate da parte significativa della popolazione; se non ritenga il Governo di istituire un tavolo di confronto con regione, comune, Usl n. 3 dell'Umbria, parlamentari e rappresentanti del comitato cittadino sorto sull'argomento, per accertare e confermare la proprieta' comunale del complesso; nonche' per garantire che non venga sottratto il bene pubblico immobiliare piu' importante alla comunita' di Montefalco e alla destinazione sanitaria, ne' possa essere dirottato altrove e altrimenti dalla Usl o da chicchessia il provento di valore realizzato; se non ritenga il Governo, utilizzando lo stesso tavolo di confronto, di offrire democraticamente ai cittadini tutti gli elementi di valutazione per ogni successivo eventuale sviluppo, invitando innanzitutto l'Inail ad esporre e documentare in maniera dettagliata quello che sarebbe il suo progetto ispiratore dell'ipotizzato acquisto e investimento su Montefalco; invitando le parti a rendere trasparenti gli aspetti economici e valutativi; e soprattutto inducendo la giunta regionale, la Usl ed il comune, in qualunque ipotesi, a non compiere alcun atto se non dopo aver concretizzato reali interventi per un percepibileripotenziamento dei servizi sanitari e assistenziali, continui e stabili, a Montefalco, concordati e controllati dalla popolazione stessa. (2-02784)

 
Cronologia
sabato 2 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Ciampi rinvia alle Camere per una nuova deliberazione il disegno di legge recante norme sull'organizzazione e sul personale del settore sanitario (A.C. 4932).

giovedì 21 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Commissione affari sociali della Camera approva in sede legislativa la proposta di legge Norme per agevolare l' impiego dei farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore (AC 7386), che sarà approvata dal Senato il 24 gennaio 2001 (legge 8 febbraio 2001, n. 12).