Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02798 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20001221
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: il 29 novembre 2000 era previsto lo svolgimento della prima prova scritta del concorso per esame a duecento posti di notaio, indetto con decreto dirigenziale 10 dicembre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - IV Serie Speciale - n. 101 del 21 dicembre 1999; i candidati, al fine di accedere alla prima prova scritta, sono chiamati a superare una prova preselettiva che consiste nel rispondere a 45 quesiti, scelti tra 7000 da un elaboratore elettronico, in un tempo massimo di 45 minuti; dopo il test di pre-selezione, svoltosi nel maggio 2000 e al quale avevano partecipato circa 3.500 persone, per superare il quale ed essere ammessi alla prova teorica pratica, era indispensabile non commettere neanche un errore, solo 1.571 non erano stati esclusi; in seguito all'esclusione dal concorso, una parte dei candidati, circa 600, avevano presentato ricorso ai tribunali amministrativi regionali competenti che avevano disposto l'ammissione con riserva, sospendendo l'efficacia del provvedimento di esclusione; l'ammissione con riserva era motivata, secondo una giurisprudenza conforme, dall'illegittimita' del "bando di concorso a posti di notaio che determina la durata della prova preselettiva in 45 minuti, in quanto in contrasto con l'articolo 4 comma 5 decreto ministeriale 24 febbraio 1997 n. 74, che la fissa in 70 minuti e viziato da irrazionalita' e sviamento, atteso che, con la brevita' del tempo assegnato alla prova stessa, ne esaspera la natura mnemonica, deviandola dalla finalita', ad essa immanente di verifica preliminare della preparazione giuridica dei candidati nelle materie di concorso" (Tar Brescia, ordinanza n. 528 dell'8 settembre 2000; cfr., in termini, Tar Lazio, I sezione, ordinanza 25 luglio 2000 n. 6580); solo alcune delle ordinanze cautelari del Tribunali Amministrativi regionali, circa 150, da quanto risulta da notizie di stampa (cfr. Il Tempo, 30 novembre 2000) sono state impugnate dal ministero della giustizia davanti al Consiglio di Stato che, alla data prevista per lo svolgimento della prova scritta, il 29 novembre 2000, aveva potuto esaminare alcuni dei ricorsi solo il giorno precedente, annullando le ordinanze dei Tar; il 29 novembre, tuttavia, si sono presentati per sostenere la prova non solo i candidati ricorrenti destinatari delle ordinanze Tar non impugnate davanti al Consiglio di Stato che avevano ottenuto l'ammissione con riserva, ma anche i candidati esclusi in via definitiva in appello, alcuni in quanto contestavano la discriminazione in loro danno, altri poiche' non avevano ancora ricevuto la notificazione della decisione del Consiglio di Stato del giorno precedente, tanto che i concorrenti in totale risultavano essere 2000; al momento della registrazione, si sono verificati dei disordini dovuti alle contestazioni dei candidati esclusi che, come ha rilevato lo stesso presidente della commissione d'esame, impedivano agli altri di accedere alle aule d'esame; alle 11.45, con un significativo ritardo rispetto ai tempi previsti, il presidente della commissione d'esame, facendo presente che le tracce delle prove erano gia' pronte dalle 10.30 ma che i disordini avevano impedito la prosecuzione dell'esame, dava avvio alle procedure di sorteggio e alla apertura della busta. Tuttavia, dopo aver aperto il plico, lo stesso presidente comunicava ai candidati che, a suo parere e come avrebbe fatto verbalizzare, non vi erano le condizioni di ordine pubblico per proseguire nello svolgimento dell'esame e annunciava le sue dimissioni; solo alle 16.30, la commissione comunicava di aver formalmente deciso di interrompere il concorso senza che, nel corso della lunga attesa, nessun componente della stessa aggiornasse i candidati o li interpellasse in altro modo; con interrogazione De Martino, n. 4/21254, pubblicata il 15 novembre 2000 (cfr. allegato ai resoconti del Senato della Repubblica), si chiedeva di conoscere se il Ministro interrogato non ritenesse opportuno rinviare le prove scritte per consentire parita' di trattamento a tutti gli interessati, in relazione al fatto che la decisione del Consiglio di Stato non sarebbe intervenuta in tempo utile per lo svolgimento della prova; con un comunicato del 30 novembre 2000, il consiglio nazionale del notariato comunicava che: "il Cnn e' consapevole della situazione di oggettiva ingiustizia che si era venuta a creare a seguito delle contraddittorie pronunce della giustizia amministrativa, ma non puo' in nessun modo giustificare i comportamenti illegittimi o addirittura violenti". Nello stesso si precisava inoltre che: "il Cnn auspica un intervento del Ministro della giustizia che consenta in tempi brevi di indicare con certezza chi ha diritto a partecipare alle prove scritte; garantendo che il loro svolgimento possa avvenire in modo ordinato, eliminando ogni possibilita' che abbiano a ripetersi gli inconvenienti che hanno determinato la sospensione della prova del 29 novembre 2000"; il 12 dicembre 2000, la direzione generale degli affari civili e delle libere professioni del Ministero della giustizia ha fissato un nuovo calendario delle prove scritte del concorso, interrotte il 29 novembre 2000, stabilendo che esse avranno luogo nei giorni 24-25-26 gennaio 2001 in Roma, all'Ergife Palace Hotel; il dottor Fabrizio Hinna Danesi, direttore generale degli affari civili, ha dichiarato che "Abbiamo dato mandato all'Avvocatura dello Stato di impugnare tutte le sentenze del Tar" (cfr. Il Tempo 30 novembre 2000); l'eventuale impugnazione di una parte soltanto delle ordinanze cautelari del Tar, notizia riportata da alcuni organi di stampa, risulterebbe essere all'origine di una irragionevole disparita' di trattamento tra i candidati in contrasto con il principio di imparzialita' che regola, sulla base dell'articolo 97 della Costituzione, l'azione amministrativa; il mancato rinvio delle prove di esame, stante la pendenza della decisione dinanzi al Consiglio di Stato sull'impugnazione delle ordinanze dei Tar, decisione intervenuta solo il giorno precedente a quello della prova, contrasta con il principio generale dell'ordinamento vigente secondo cui l'attivita' amministrativa e' retta dai princi'pi di economicita', di efficacia e di pubblicita' e la pubblica amministrazione non puo' aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze; era prevedibile che, sulla scorta della giurisprudenza amministrativa conforme, la fissazione della durata delle prove di preselezione a 45 minuti avrebbe dato adito alla valanga di ricorsi da parte dei candidati esclusi a seguito dell'espletamento della stessa e la mancata valutazione di tale fattore ha determinato un inutile aggravio di costi a carico dell'amministrazione e a carico dei candidati; la gestione dell'intera procedura concorsuale ha determinato dei costi aggiuntivi ingiustificati sia a carico dell'amministrazione sia a carico dei candidati, fatti che si sarebbero potuti evitare se le prove fossero state rinviate prima del 29 novembre 2000 -: come sia avvenuto che persino in occasione di un concorso per notai si siano create condizioni tali da non permettere che l'ordine pubblico venisse garantito; quali siano i motivi per i quali, nonostante le circostanze e la pendenza dei ricorsi dinanzi al Consiglio di Stato, non sia stato deciso il rinvio delle prove scritte previste per il 29 novembre 2000; se sia vero che solo una parte delle ordinanze cautelari dei Tar competenti e' stata impugnata dinanzi al Consiglio di Stato e, in tal caso, quali siano i criteri sui quali tale scelta e' stata effettuata e se non ritenga il Ministro interrogato che tale selezione abbia costituito un'inammissibile disparita' di trattamento a carico degli stessi; quali siano i motivi per i quali il ministero non abbia tenuto in conto, nell'indizione del concorso, la giurisprudenza amministrativa conforme che aveva deliberato piu' volte l'illegittimita' di un bando che fissasse i tempi per lo svolgimento della preselezione a 45 minuti; se non ritenga di dover assumere ogni iniziativa necessaria per evitare che nella regolamentazione e nella gestione delle procedure concorsuali per il notariato si abbiano a ripetere situazioni come quelle verificatesi il 29 novembre 2000, considerando che ricorrevano tutti gli elementi utili per evitare l'interruzione delle prove e la loro ripetizione nel prossimo mese di gennaio. (2-02798)