Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33355 presentata da SCOZZARI GIUSEPPE (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20010110
Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: il parco archeologico della valle dei Templi e' un'area di 1200 ettari vincolata dal 1966 in cui e' assolutamente vietato costruire, vincolata dal cosiddetto decreto Mancini; e' possibile solo il risanamento conservativo delle antiche strutture; da notizieapparse sugli organi di stampa, Legambiente ha presentato un corposo dossier al procuratore della Repubblica di Agrigento dottor Ignazio De Francisci con cui denuncia che il sindaco di Agrigento Calogero Sodano e' di fatto proprietario di una lussuosa villa di 180 metri quadri costruita abusivamente in piena "Zona A" sui resti di un ovile nel Parco Archeologico di Agrigento; e' gia' in corso presso il tribunale di Agrigento un processo a 5 sindaci, tra i quali quello in carica Calogero Sodano, per aver favorito l'abusivismo e, nell'estate scorsa, due assessori dell'amministrazione comunale del sindaco Sodano, sono stati arrestati a seguito dell'inchiesta cosiddetta fu "Favara Ovest" -: se i fatti denunciati da Legambiente corrispondano al vero, quali provvedimenti intendano intraprendere per ristabilire una situazione di ordinaria legalita' al comune di Agrigento e se non ritenga necessario a tal fine la rimozione del sindaco e lo scioglimento del consiglio comunale; quali iniziative intendano intraprendere per tutelare l'inestimabile patrimonio artistico e naturalistico della Valle.
Da accertamenti effettuati in ambito locale e' emerso che il sindaco di Agrigento ha indirizzato alla competente prefettura la nota in data 17 gennaio u.s. con la quale comunicava di aver provveduto a denunciare, per calunnia, con atto depositato presso la Procura della Repubblica di Agrigento, l'esponente di legambiente che gli aveva attribuito la proprieta' di una villa nel Parco Archelogico di Agrigento. Si precisa, comunque, che al momento, non risultano situazioni che richiedono, nel particolare contesto della regione Sicilia, l'adozione di misure di rigore. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Severino Lavagnini.