Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33406 presentata da FAGGIANO COSIMO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20010112
Al Ministro dell'interno, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: con delibera n. 171/97, il Consiglio Provinciale della provincia di Brindisi, deliberava l'attivazione della procedura di controllo degli impianti termici per civili abitazioni prevista dall'articolo 11 decreto del Presidente della Repubblica n. 412 del 26 agosto 1993 attraverso il sistema dell'autocertificazione; tale delibera prevedeva: a) un pagamento da parte dei cittadini, della somma di lire 34 mila "necessaria al fine di costituire la disponibilita' sufficiente ad eseguire gratuitamente i controlli degli impianti selezionati a campione, tra quanti hanno provveduto a rilasciare la dichiarazione nonche' a coprire i costi di gestione amministrativa dell'operazione"; b) di stabilire che controlli a campione gratuiti, saranno eseguiti sulle dichiarazioni pervenute, cosi come controlli sistematici ed a titolo oneroso saranno effettuati su tutti gli impianti per cui sia stata omessa la dichiarazione determinando per questi ultimi il corrispettivo di lire 100 mila, salvo conguaglio per maggiore spesa; c) inserire nel disciplinare l'obbligo dell'utilizzazione di artigiani verificatori nonche' l'impiego di giovani (periti termotecnici, meccanici, operai tecnici qualificati nel settore) disoccupati della provincia di Brindisi iscritti nelle liste circoscrizionali e provinciali del lavoro; d) attivare i necessari rapporti di collaborazione con i comuni facenti parte del territorio della provincia di Brindisi; risulta all'interrogante che in sede di capitolato speciale, l'amministrazione provinciale rivedeva quanto stabilito dal consiglio e stabiliva che per ogni autocertificazione fosse dovuta la somma di lire 10 mila IVA esclusa, prevedendo pero' che per ogni impianto autocertificato doveva essere corrisposta la somma di lire 60 mila alla Scab Srl, societa' incaricata di verificare l'efficienza degli impianti termici e dei dispositivi di sicurezza; nel capitolato speciale veniva altresi' indicata la percentuale minima dei controlli a campione (5 per cento delle autocertificazioni pervenute) ma non la percentuale massima cosicche', la Scab, avrebbe finito per controllare tutte o quasi tutte le autocertificazioni pervenute vista la succitata corresponsione di lire 60 mila per ogni autocertificazione controllata incassando in tal modo, centinaia di milioni in piu' non previsti, secondo quanto risulta all'interrogante, da nessuna delibera o dal capitolato; la provincia, oltre ad usare, in maniera censurabile secondo l'interrogante, fondi pubblici gravando per questo di oneri impropri ed inutili i cittadini, non ha mai attinto dalle liste di collocamento per reclutare i controllori e quindi il personale sarebbe stato scelto con criteri privi di logiche trasparenti; i comuni sono stati tagliati fiori dalla campagna di informazione che ha impegnato una spesa di circa 600 milioni di lire e che e' stata affidata alla stessa Scab, determinando inoltre scarsa informazione per molti cittadini costretti ora a pagare per il controllo la somma di lire 80 mila ed inoltre, se il loro impianto non dovesse risultare a norma, sono passibili di una sanzione compresa tra 1 e 5 milioni di lire; i vantaggi per la Scab non si fermano a questo, dato che, in data 26 aprile 2000, l'amministrazione provinciale ha modificato il capitolato speciale prevedendo che le 80 mila lire che precedentemente dovevano essere versate dall'utente non autocertificato direttamente alla ditta che ne doveva curare la riscossione, possono essere anticipate dalla provincia trimestralmente alla Scab a titolo di somma per le verifiche sugli impianti non autocertificati e successivamente l'ente provincia dovra' riscuotere tali somme dai cittadini mediante ruolo, determinando un ulteriore aggravio di costi per gli stessi che oltre alle somme dovute, dovranno anche corrispondere quelle necessarie per aggio di riscossione e compilazione informatizzata del medesimo molo; questa modifica inoltre, gravera' anche sui dipendenti della provincia i quali per il diverso sistema di riscossione si dovranno sobbarcare una notevole mole di lavoro per i controlli conseguenti, determinando ritardi nell'espletamento delle loro ordinarie mansioni; ad appena sei mesi dall'avvio dei controlli, la provincia aveva gia' liquidato circa un miliardo e trecento milioni di lire, pertanto e' attendibile ritenere che questa somma si sia nel frattempo raddoppiata anche perche' nella relazione sul bilancio di previsione del 2000 approvata il 29 marzo 2000, e' iscritta la voce di 3 miliardi e 700 milioni di lire per il servizio di controllo impianti termici, in virtu' delle disposizioni previste dalla legge n. 4 del 1991, il cui gettito viene destinato interamente nella parte spesa allo stesso servizio di "controllo e combustione"; anche il comportamento della societa' incaricata appare all'interrogante di dubbia correttezza se, come si apprende da un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 2 gennaio 2001, la Scab Srl ha inviato nel giugno 2000 lettere di interruzione del rapporto di lavoro per i suoi sette impiegati e quindici operai riuscendo ad ottenere per gli stessi l'attivazione della cassa integrazione straordinaria; i dipendenti pero', avrebbero continuato a prestare attivita' lavorativa per 4 ore al giorno visto che il capitolato d'appalto non prevedeva nessuna interruzione delle attivita'; sempre il citato articolo, indica che la Scab si sta nuovamente impegnando per attivare la mobilita' dei dipendenti per poi procedere dopo il previsto periodo al licenziamento degli stessi, facendo intravedere un uso improprio degli ammortizzatori sociali previsti per situazioni di crisi produttive -: quali interventi urgenti si intendano intraprendere per verificare la correttezza e la trasparenza dell'azione amministrativa rispetto a quanto previsto nel capitolato tecnico redatto dall'amministrazione provinciale con particolare riferimento: alla mancata assunzione di dipendenti iscritti nelle liste di collocamento; al mancato coordinamento con gli enti locali della provincia; alla mancanza di un limite massimo al numero di controlli da fare a campione sulle autocertificazioni; alla anticipazione delle somme per crediti non ancora maturati da parte della provincia alla Scab; all'affidamento della campagna di informazione alla stessa Scab; quali iniziative si intendano assumere per garantire ai cittadini utenti un corretto ed equo utilizzo dello strumento di controllo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica circa il regolamento in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia senza che questo debba tradursi in un aggravio di spesa per i cittadini e per la pubblica amministrazione; quali provvedimenti urgenti si intendano intraprendere infine, per verificare la correttezza dell'utilizzo della cassa integrazione da parte della Scab, se realmente i dipendenti abbiano continuato a lavorare durante tale periodo per verificare le intenzioni della stessa azienda di utilizzare nuovamente gli ammortizzatori sociali per poi pervenire comunque al licenziamento dei lavoratori che rimarrebbero cosi' privi di tutela e di prospettive lavorative. (4-33406)