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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02823 presentata da MONACO FRANCESCO (I DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20010116

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che: secondo quanto ci e' dato sapere almeno 12 militari italiani impiegati nelle missioni in Bosnia e Kosovo sono stati colpiti da diverse forme tumorali e da affezioni di tipo immunitario e di questi gia' 8 sono deceduti; patologie analoghe si sono riscontrate in militari di altri paesi europei anch'essi schierati, in vari periodi, sul terreno bosniaco e kosovaro a seguito dell'intervento Nato del 1994-95 e poi nel 1999; si e' ipotizzato un rapporto causale tra tali patologie e l'utilizzo di armi all'uranio impoverito da parte degli aereomobili americani, rapporto gia' considerato statisticamente evidente secondo le dichiarazioni dello stesso Ministro della Difesa francese Alain Richard; il Ministro della difesa, onorevole Sergio Mattarella, ha dichiarato al Senato che il Governo era a conoscenza sin dall'epoca dell'utilizzo di munizionamento all'uranio impoverito in Kosovo mentre nulla sapeva, fino alla comunicazione ufficiale del 21 dicembre scorso da parte della Nato, dell'utilizzo di analogo materiale nelle missioni sul territorio bosniaco nel corso degli anni 1994 e 1995; nonostante l'allarme suscitato in differenti paesi europei, l'inquietudine nata a seguito delle numerose morti succedutesi negli ultimi mesi, la forte preoccupazione dell'opinione pubblica, la richiesta di informazioni e chiarimenti da parte delle Nazioni Unite, al momento la Nato non ha inteso accogliere la proposta di moratoria delle armi all'uranio impoverito, avanzata dall'Italia in sede di Comitato politico della Nato il 9 gennaio scorso; attualmente nulla si sa delle conseguenze sulla popolazione bosniaca, kosovara e serba dell'utilizzo di oltre 40.000 proiettili con componenti di uranio impoverito, ne' si conosce il livello di inquinamento dei terreni e delle falde acquifere, ipotizzato dal gruppo Unep dell'Onu a seguito dei primi rilievi svolti in otto siti del Kosovo l'anno scorso; una limitazione dell'indagine avviata dal Ministero della Difesa al solo utilizzo dell'uranio impoverito potrebbe anche non dare risultati definitivi circa l'esistenza di un rapporto causale tra le patologie riscontrate dai militari italiani e stranieri della "KFORCE" e la loro presenza nelle zone di guerra, ivi comprese le basi di partenza e atterraggio dei mezzi aerei utilizzati nelle missioni in Bosnia e Kossovo; pertanto, occorre anche valutare con particolare attenzione l'incidenza di tutti gli altri possibili fattori di rischio sull'insorgere delle patologie tumorali rilevate; occorre quanto prima ristabilire un clima di completa serenita' non solo tra i militari ed i civili che a qualsiasi titolo hanno partecipato a dette missioni, ma anche tra coloro che ancora vi operano; un elementare dovere etico, prima ancora che politico, impone che si proceda ad un'opera di bonifica radicale nei territori e nelle basi oggetto di azioni militari; appare necessario assicurare una piena e completa trasparenza nell'informazione sui temi della politica di sicurezza militare del nostro paese e dell'Alleanza atlantica, nel seno della quale deve realizzarsi, piu' compiutamente di quanto non sia parso in questo frangente, una tempestiva comunicazione sull'impiego di mezzi e materiali bellici pericolosi e ad alto rischio, cio' anche in ossequio del principio cardine della parita' di diritti, doveri e responsabilita' tra i Paesi membri della Nato; i nuovi scenari di instabilita' politica o le nuove forme di intervento militare che hanno caratterizzato la scena internazionale degli ultimi anni richiedono, spesso per le loro finalita' di polizia internazionale e di "intervento umanitario", una valutazione approfondita e nuova sulle strategie militari, le modalita' dell'uso della forza, i limiti e la riduzione della stessa fino a coinvolgere il rapporto tra istituzioni politiche e parlamentari da un lato e centri decisionali operativi delle Forze armate dall'altra -: se il Governo italiano, di concerto con gli altri governi e con la stessa Commissione europea, ritenga opportuno e doveroso estendere i controlli e il monitoraggio sanitario riservato ai militari delle proprie forze armate anche ai civili residenti nelle zone che sono state obiettivo degli attacchi aerei con munizioni all'uranio impoverito, in modo da verificare, in collaborazione con le autorita' locali, gli effetti sulla popolazione civile; se non si valuti opportuno rafforzare anche in sede Nato, le possibilita' di coinvolgimento dei Parlamenti nazionali ed europeo, nelle decisioni militari che riguardano la gestione delle missioni di pace e degli interventi umanitari, in modo da garantire una maggiore rispondenza degli stessi allo spirito di tali iniziative militari, e di una maggiore tutela delle popolazioni civili e degli stessi soldati; se si intenda dare corso ad iniziative volte a mettere al bando armi di tale genere che rischiano di essere inutilmente distruttive e di ledere indiscriminatamente civili innocenti, causando danni permanenti e gravi all'ambiente, quindi contravvenendo allo spirito e alla lettera della "Convenzione sulla proibizione o restrizione delle armi eccessivamente dannose o con effetti indiscriminati" entrata in vigore 1983; se in Kosovo, in Bosnia e nelle basi italiane, l'esercito abbia detto e fatto tutto il possibile per mettere sull'avviso i militari circa i rischi che potevano correre ed adottato ogni possibile precauzione per prevenirli. (2-02823)





 
Cronologia
venerdì 5 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Cesare Ruperto è eletto Presidente della Corte costituzionale.

sabato 20 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia alla Casa Bianca il 43° Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush.