Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/08705 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD PADANIA) in data 20010116
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: definire la carenza di infermieri in Veneto un'emergenza e' un eufemismo, visto che detta situazione e' gia' allarmante nelle strutture ospedaliere e diventa quanto mai drammatica per le case di ricovero per anziani; nonostante le ripetute segnalazioni per iscritto alle competenti istituzioni da parte degli Istituti di ricovero trevigiani, non risulta sia mai stata presa in seria considerazione la gravita' del problema, ne' dal Governo ne' tantomeno dal Ministero della Sanita', che, probabilmente, ritengono rinviabile sine die la soluzione del problema; basti pensare all'attenzione ed alla prontezza d'intervento dell'attuale maggioranza dinanzi alle richieste da parte degli industriali di aumentare il contingente di extracomunitari per necessita' di manodopera, minacciando - in caso contrario - di andare a delocalizzare le proprie produzioni all'estero, e, di contro, alla totale indifferenza del Governo al venir meno dell'assistenza ai nostri anziani per carenza di personale infermieristico, come se non si tenesse conto del fatto che mentre una fabbrica si puo' delocalizzare in una area del paese dove c'e' maggior disponibilita' di manodopera, cio' non puo' essere fatto con le case di riposo; e' assodato che, da quando e' stato previsto il corso di laurea per la professione di infermiere, le iscrizioni sono crollate; eppure il Governo non si e' adoperato, ad esempio, per un aumento delle retribuzioni agli infermieri si' da incentivare le iscrizioni ai corsi universitari, ne' tantomeno ha avuto la lungimiranza di considerare il tempo necessario per il completamento degli studi universitari e, di conseguenza, porsi il problema dell'inevitabile carenza di personale infermieristico dal momento dell'iscrizione al raggiungimento del diploma di laurea; si ritiene sarebbe stato piu' logico che il ministero della sanita' per far fronte alla carenza d'infermieri avesse indicato, agli ospedali e alle case di riposo, gli Stati cui rivolgersi per richiedere infermieri extracomunitari con titolo equiparabile a quello nazionale, cio' perche' detti infermieri, oltre ad avere una buona professionalita', in molti casi hanno gia' una discreta conoscenza della lingua italiana; una cooperativa della provincia di Treviso, ad esempio, e' andata in Croazia alla ricerca di personale infermieristico ed ha gia' attuato ulteriori corsi di perfezionamento per circa 15 infermieri Croati, richiedendo, contemporaneamente, al ministero della sanita', il riconoscimento dei titoli professionali dei suddetti affinche' possano operare legalmente nel nostro territorio; lo scorso 5 dicembre 2000, in occasione di una risposta ad una interrogazione del sottoscritto in merito a chiarimenti per la mancata concessione del visto d'ingresso, da parte del Consolato Italiano a Bucarest, a 4 infermiere rumene che dovevano venire in Italia per frequentare uno stage presso l'Istituto Cesana Malanotti di Vittorio Veneto, si e' appreso, con estremo stupore, che, ad oggi sono riconosciuti dal Ministero della sanita' soltanto i titoli d'infermiere rilasciati da Cuba, dal Peru' e dall'universita' italiana in Albania; causa le difficolta' sopraccitate per reperire personale infermieristico e la disinformazione tra gli istituti di ricovero e le case di riposo, e' accaduto che alcuni Presidenti di case di riposo trevigiane, al fine di poter continuare a garantire assistenza ai propri anziani e, conseguentemente, sostegno alle relative famiglie, si sono assunti la responsabilita' di compiere degli atti illegittimi come quello di far lavorare degli infermieri extracomunitari presenti in Italia con il visto d'ingresso per turismo e senza il riconoscimento del loro titolo professionale; ad ulteriore conferma di quanto finora esposto e per meglio comprendere la gravita' del problema si evidenzia che, in un Istituto di ricovero per anziani operante nel trevigiano, su un organico di 40 infermieri, ben 20 sono extracomunitari non in regola con la vigente normativa sull'immigrazione -: se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di fronteggiare la drammatica carenza di personale infermieristico esistente in Italia; se non ritengano necessario e doveroso intraprendere una capillare azione di informazione, a favore di coloro che abbisognano di infermieri, circa i paesi extracomunitari cui il ministero della sanita' riconosce l'equipollenza del titolo di infermiere, stabilendo, altresi', una corsia preferenziale per il rilascio, in tempi rapidi, del permesso di lavoro nel nostro territorio; se non convengano sull'opportunita' di prevedere una periodica pubblicazione aggiornata dell'elenco degli stati extracomunitari ove sono riconosciuti i titoli di studio inerenti professionalita' mediche e paramediche che possano essere esercitate anche in Italia; se sia presumibile conoscere, nell'ambito del contingente di lavoratori extracomunitari per il 2001, il numero di lavoratori richiesti per il settore medico e paramedico, specificando - se possibile - anche il tipo di specializzazione; se non si debbano ritenere del tutto insufficienti i 2000 permessi di soggiorno che, come assicurato dal Ministro Turco, saranno rilasciati per il 2001 agli extracomunitari che vogliano venire in Italia per svolgere la professione di infermiere, tenuto conto che per la sola regione Veneto si stima servano 3000 infermieri, dei quali 2000 per gli ospedali e 1000 per le case di riposo; quale sia l'opinione in merito alla possibilita' di fronteggiare l'emergenza infermieri concedendo, in via transitoria, agli infermieri extracomunitari il cui titolo non e' riconosciuto equipollente la facolta' di esercitare presso le strutture italiane, previa frequenza obbligatoria di un corso e dal superamento di un esame finale; se, alla luce di quanto esposto, le continue ispezioni dei NAS in varie strutture ospedaliere e istituti di riposo in provincia di Treviso, che inevitabilmente finiscono con l'accertamento della presenza di lavoratori extracomunitari non in regola, non debbano giudicarsi una vera e propria beffa a danno di chi si e' visto costretto ad aggirare le leggi per scopi benefico-assistenziali e non certo personalistici; se non ritengano, infine, opportuno adottare misure che incentivino l'esercizio della professione di infermiere, considerato che la domanda di suddetto personale e' di gran lunga maggiore rispetto all'offerta. (5-08705)