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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02835 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20010117

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: il Ministro dell'interno interpellato ha svolto, dal 6 all'8 gennaio 2001, una visita ufficiale a Teheran, durante la quale ha incontrato il Ministro dell'intelligence iraniana, Ali Younessi, il Ministro dell'interno, Seyyed Abdolvahed Moussavi Lari, il comandante delle forze armate, Mohammad Bagher Ghalibaf; il 7 gennaio 2001 l'agenzia di stampa AFP, sottolineando che quella del Ministro italiano e' la prima visita di un rappresentante di un governo dell'Unione Europea dal 1979, anno della rivoluzione islamica, riportava la notizia secondo la quale le due parti avrebbero concluso vari accordi riguardanti una serie di aspetti legati alla sicurezza; il Ministro interpellato ha inoltre dichiarato all'agenzia di stampa iraniana Irna, nel corso di una conferenza stampa tenuta il 7 gennaio 2001 con il Ministro dell'interno, che "L'Iran fornira' alla delegazione italiana una lista di tutte le attivita' terroristiche dei Mojahedin in Iran", rilevando che "non c'e alcun dubbio che l'organizzazione dei Mojahedin e' stata responsabile di miriadi di fatti di sangue compiuti in Iran e che gli osservatori internazionali sperano di porre un termine ad ogni attivita' terroristica in tutto il mondo" (7 gennaio 2001); il quotidiano Iran Daily il 7 gennaio 2001 riferisce che il Ministro dell'interno italiano ha affermato che: "Il Governo italiano cooperera' con l'Iran per combattere contro il terrorismo" e che ha promesso "di agire in Italia contro il gruppo ribelle dei Mojahedin insieme con la parte iraniana". Il Ministro italiano ha inoltre dichiarato che "gli osservatori internazionali devono occuparsi delle attivita' dei Moajahedin sulla base delle leggi interne dell'Iran e porre fine a questa situazione nel piu' breve tempo possibile" (dal quotidiano Jomhouri Islami, 7 gennaio 2001); il 16 marzo 1993 e' stato assassinato a Roma, Mohammad Hossein Naghdi, rappresentante in Italia del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, l'organizzazione dei mojahedin, che ha rappresentanze in Europa e negli Stati Uniti e che in Italia ha sempre svolto attivita' di propaganda non violenta. Nel giugno 1996, una prima fase delle indagini si concluse con l'archiviazione del procedimento a carico di imputati di nazionalita' iraniana, araba e italiana, tra i quali il diplomatico Hamid Parandeh, indicato quale "killer" dal pubblico ministero incaricato, il dottor Franco Ionta. L'attivita' investigativa fu poi ripresa nel settembre 1996 per concludersi il 28 aprile 1999 con un decreto di archiviazione nel quale si stigmatizza "uno stemperarsi della stessa coerenza di indagine verso finalita' di tipo lato sensu preventive e di intelligence estranee al mezzo richiesto"; dalla lettura degli atti emergono elementi di mai ricomposta discrepanza tra le valutazioni del Ros e quelle del gip. Tali elementi riguardano soprattutto il rigetto delle reiterate richieste (5 e 4 novembre 1997) del primo volte ad ottenere l'autorizzazione per lo svolgimento di intercettazioni telefoniche e nella impossibilita' di esaminare, se non per via epistolare, un testimone detenuto in Germania e ritenuto molto attendibile, anche a causa dei ritardi nell'esecuzione della rogatoria. Dall'esame era comunque emersa la conferma dell'ipotesi investigativa formulata dalle autorita' italiane convergente verso l'ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran in Italia; nell'agosto 2000, l'Ayatollah Sayed Ali Khamenei, leader supremo della Repubblica Islamica Iraniana, ha posto il veto all'approvazione da parte del Parlamento della legge di abolizione della messa al bando di circa 30 organi di stampa avvenuta nell'aprile precedente, quando molti giornalisti sono stati accusati di dissenso politico e religioso; nel dicembre 2000, il direttore di una delle riviste messe al bando, l'"Irane-Farda", Ezzatollah Sahabi, membro del Movimento della Liberta', oppositore del potere clericale, e' stato arrestato su disposizione del Tribunale Rivoluzionario di Teheran. Uno degli editori della rivista, Reza Alijani, ha riferito che Sahabi e' stato arrestato dopo un breve interrogatorio con l'accusa di aver oltraggiato l'Ayatollah Khamenei; nello stesso mese di dicembre, sono stati messi al bando tre quotidiani dell'opposizione ed arrestati due editori con l'accusa di aver oltraggiato il governo; all'inizio del mese di gennaio 2001, la polizia ha arrestato 262 persone, fra le quali sei stranieri, accusate di comportamento immorale. Secondo un comunicato del ministero iraniano della giustizia, ripreso dall'Irna, fra gli arrestati comparirebbero "diversi imprenditori occidentali e due donne legate a due ambasciate europe"; il 14 luglio 1999, in risposta all'interrogazione Taradash, n. 5/06496, il Ministro degli affari esteri sottolineava che: "Il rispetto dei diritti dell'uomo e dei valori della tolleranza restano, anche nelle attuali circostanze, un riferimento di fondamentale importanza per quanti guardano con fiducia e simpatia al nuovo corso politico in Iran" (cfr. Commissione giustizia, 14 luglio 1999); il 21 settembre 1999, in risposta all'interpellanza Taradash, n. 2/01939, l'onorevole Rino Serri, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri, rilevava che "noi ci sentiamo non meno, ma piu' impegnati sulla questione dei diritti umani, della spinta contro le azioni repressive, ingiustificate, contro gli arresti di massa, contro la minaccia di comminare ed eseguire condanne a morte. Proprio per la politica che portiamo avanti sentiamo una maggiore responsabilita', della quale dobbiamo rispondere non solo alla nostra opinione pubblica, ma anche a quella iraniana -: quali accordi il Ministro dell'interno abbia raggiunto con le autorita' iraniane e quali siano i contenuti del dossier cui il Ministro interpellato ha fatto riferimento; quali iniziative il Ministro interpellato abbia assunto in coerenza con le dichiarazioni di intenti relative all'impegno del governo italiano per la tutela e il rispetto dei diritti umani in Iran e per la promozione della democrazia e del pluralismo; quali siano i motivi per i quali nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa nel corso della sua visita il Ministro interpellato non abbia mai fatto riferimento a tale impegno in relazione alla limitazione della liberta' di stampa, di opinione ed al ricorso alla pena di morte per la repressione delle opposizioni; se non ritenga necessario assumere ogni provvedimento necessario affinche' i rapporti con la Repubblica Islamica iraniana, per il settore di sua competenza, siano sempre finalizzati a garantire il rispetto dei diritti dell'uomo e dei valori della tolleranza e a riaffermarne il ruolo di fondamentale importanza da essi rivestito; se nel corso della sua visita si sia confrontato con le autorita' iraniane a proposito dei riscontri emersi nel corso delle indagini per l'omicidio di Mohammad Naghdi riguardanti una probabile responsabilita' di rappresentanti diplomatici iraniani presenti nel nostro paese anche al fine di coinvolgere i vertici governativi nella individuazione dei responsabili dell'omicidio. (2-02835)

 
Cronologia
venerdì 5 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Cesare Ruperto è eletto Presidente della Corte costituzionale.

sabato 20 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia alla Casa Bianca il 43° Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush.