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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02839 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 20010117

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: le agenzie di stampa di martedi' 16 gennaio e i quotidiani del 17 gennaio 2001 hanno riportato alla generale attenzione la terribile situazione sociale e politica della Repubblica Democratica del Congo; in particolare sembra certo che la violenza abbia colpito anche il presidente Laurent De'sire' Kabila, insediatosi il 17 maggio 1997 dopo la partenza da Kinshasa del maresciallo Mobutu Sese Seko, al potere per 32 anni, la piu' parte vissuti con pesantissimi livelli di corruzione e inefficienza amministrativa; secondo taluni qualificati osservatori (anche ONU, Amnesty International, Organizzazioni non Governative) lo stile di gestione del potere da parte di Kabila e' stato contraddistinto da opzioni di repressione brutale dell'opposizione politica, con innumerevoli uccisioni, arresti arbitrari, torture ed espropri; nell'agosto del 1998 scoppio' una nuova ribellione nel Kivu, contro il regime di Kabila, da parte di ex-militari zairesi e miliziani banyamulenge (congolesi tutsi di origine ruandare). La rivolta si trasforma rapidamente in una guerra regionale con l'intervento di Ruanda, Burmoli e Uganda a fianco dei ribelli e di Angola, Namibia e Zimbabwe a sostegno di Kabila; tale guerra ha provocato migliaia di morti e feriti (dati spesso dimenticati dai Governi europei e nord americani) e ha costretto 250.000 congolesi a fuggire nei Paesi vicini, dove spesso vivono in condizioni disumane; gli accordi - solenni - di pace siglati da Kabila nell'aprile e nel luglio 1999 non diedero affatto i risultati attesi; il 24 febbraio 2000 l'ONU ha approvato l'invio di 5.537 soldati e il 17 giugno ha approvato una risoluzione in cui ordina il ritiro di tutte le forze straniere. Il 6 dicembre 2000 le parti in conflitto, con una eccezione, firmano un accordo di disimpegno delle loro forze per permettere il dispiegamento della forza dell'ONU. Ma anche tale accordo appare sostanzialmente disatteso; i fatti di Kinshasa, se confermati, tornano a sottolineare il dramma non solo nel Congo ma anche quello di una regione vastissima, dai Grandi Laghi all'Angola, percorsa spesso - dal 1994 ad oggi - da rivolte, genocidi, massacri etnici e flussi di profughi di dimensioni spaventose; ha osservato, a questo proposito, Alberto Negri su Il Sole 24 Ore del 17 gennaio 2001 "Sotto la linea del Sahara, l'Africa sta combattendo da qualche anno il suo conflitto "mondiale". La fine della guerra fredda e della contrapposizione dei blocchi e' stata la causa principale dell'implosione del Continente. Archiviate le guerre "ideologiche", sono rimasti alcuni dei capi delle guerriglie di allora che non hanno deposto le armi, per esempio Jonas Savimbi in Angola, un tempo baluardo anti-cubano, quando Castro invio' 40 mila uomini a sostenere il governo di Luanda, e poi refrattario a ogni tentativo di pacificazione, con un esercito foraggiato dallo sfruttamento dei diamanti (4 miliardi di dollari incassati in cinque anni). Ma oggi le guerre africane, con capi vecchi e nuovi, sono scatenate essenzialmente da lotte per il potere e la ricchezza condotte in base alla forza, con il sopruso come costante, in un quadro politico in cui il concetto di Stato e' diventato un'astrazione incomprensibile. Contrariamente a quanto si e' portati a credere la conflittualita' non deriva che in minima parte dall'eredita' dei confini coloniali, e' invece soprattutto innescata dal fallimento di ogni modello di sviluppo, dalle crisi economiche, dagli squilibri demografici. Kabila era uno dei capi che avevano approfittato della disgregazione del Continente per salire al potere. Da Est a Ovest, dal Corno d'Africa alla Costa d'Oro, da Nord a Sud, dal Sudan alla regione australe passando per i Grandi Laghi, l'Africa e' in preda a conflitti e ribellioni, alle quali si aggiungono, con cadenza quasi stagionale, la carestia e la siccita'. L'uscita di scena del capo congolese aggiungera' un'altra incognita al doloroso dilemma africano" -: si chiede di sapere quali azioni immediate il Governo italiano - d'intesa con le istituzioni europee - intende porre in atto per agevolare l'efficacia delle azioni di pacificazione dell'ONU in progetto nella regione, anche per consentire la presenza attiva nelle zone ora interessate dai conflitti delle Organizzazioni non Governative portatrici di autentiche proposte di riconciliazione, pace, solidarieta' sociale. (2-02839)

 
Cronologia
venerdì 5 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Cesare Ruperto è eletto Presidente della Corte costituzionale.

sabato 20 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia alla Casa Bianca il 43° Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush.