Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33471 presentata da SCARPA BONAZZA BUORA PAOLO (FORZA ITALIA) in data 20010117
Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che: l'Eridania ha annunciato la vendita dello zuccherificio di Ceggia alla CoproB, riducendone, tra l'altro, la quota produttiva da 350.000 a 180.000 quintali all'anno, in contrasto con gli obiettivi fissati dal piano bieticolo saccarifero nazionale per il raggiungimento dell'economicita' di gestione (600.000 quintali per impianto), obiettivi che oggi risultano insufficienti e che, peraltro, l'Eridania non avrebbe ritenuto di rispettare neppure nelle campagne passate, avendo evidentemente gia' deciso di sbarazzarsi dello stabilimento; una procedura analoga di "dismissione" e' stata attuata, in collaborazione tra Eridania e Sfir, per lo zuccherificio di Comacchio, acquisito da quest'ultima dal commissariamento del Gruppo Maraldi e quindi trasferito all'Eridania, con un susseguirsi di passaggi che merita di essere ricordato: gli zuccherifici di Pontelagoscuro e Comacchio del Gruppo ex Maraldi furono ceduti dalla Romana zuccheri S.p.A. nel 1987 e poco dopo, con contratto in data 2 novembre 1987, dalla Romana zuccheri alla societa' Claim S.r.l. (poi trasformata in Ponteco S.r.l. e quindi messa prudentemente in liquidazione, mentre a latere sorgeva l'attuale Ponteco S.p.A.) e da questa, con contratto in data 14 novembre 1987, subito trasferiti all'Eridania la quale, non avendo assunto alcun obbligo nell'ambito dell'acquisizione degli zuccherifici ex-Maraldi, ha pensato bene di chiuderli tutti e due (dopo un paio d'anni di "sperimentazioni" sulla produzione di sughi zuccherini destinati alla successiva trasformazione in bioetanolo effettuate a spese del Governo ed a vantaggio delle attivita' Eridania nel settore dei biocarburanti); la delibera CIPE dell'8 aprile 1987, che ha consentito la svendita al Gruppo Eridania degli zuccherifici del Gruppo Montesi, recitava, al punto 7: "il CIPE, tenuto conto dell'assetto agro industriale configurato dalla ristrutturazione del Gruppo Saccarifero Veneto, impegna il Ministero dell'Agricoltura ad inserire nella proposta di aggiornamento del piano bieticolo saccarifero la permanenza e la ristrutturazione dell'impianto di Ceggia"; il settore bieticolo-saccarifero nazionale e' oggetto di un piano nazionale di ristrutturazione, approvato da CIPE in data 7 marzo 1984; in data 20 dicembre 1990, il CIPE ha approvato l'aggiornamento del piano stesso, con scadenza a giugno del 1996; in data 26 giugno 1997, "tenuto conto della situazione di insufficiente competitivita' del settore bieticolo saccarifero", il CIPE, con delibera del 26 giugno 1997, ha disposto la continuazione del regime di aiuti nazionali di adattamento alla bieticoltura, nella misura autorizzata dal Reg. CEE 1785/81 come modificato dal Reg. CEE 1101/95, prorogando l'efficacia del piano bieticolo saccarifero nazionale di cui alla legge n. 209 del 1990 fino a giugno 1998 ed impegnando nel contempo il Ministro per le politiche agricole e sottoporre allo stesso CIPE, nell'ambito del Piano Agricolo Nazionale e nel rispetto delle regole comunitarie, l'aggiornamento del piano bieticolo saccarifero; il CIPE, non avendo il Ministro provveduto nel senso sopra indicato, con propria delibera del 17 marzo 1998 lo ha nuovamente impegnato a presentare l'aggiornamento del piano bieticolo saccarifero nazionale; con propria delibera del 21 aprile 1999, al fine di consentire l'erogazione degli aiuti nazionali di adattamento alla bieticoltura, il CIPE si e' visto costretto a prorogare, ancora una volta e fino al 30 giugno 2001, il piano bieticolo saccarifero nazionale, senza, tuttavia, far cenno alla necessita' di procedere ad un aggiornamento del piano di ristrutturazione nazionale; il Governo, avendo lasciato trascorrere ben tre anni dalla scadenza dell'ultimo aggiornamento del piano bieticolo saccarifero, pur avendo mantenuto in vigore, attraverso proroghe del piano stesso, gli aiuti di adattamento nazionali ad esso collegati, ha perso, per incuria o per preordinato disegno, l'ultima occasione che poteva essere concessa all'Italia dall'Unione europea per un intervento che consentisse un recupero di competitivita' considerato indispensabile dalla maggioranza degli operatori per affrontare l'irreversibile orientamento comunitario verso un progressivo contenimento degli aiuti; gli obiettivi principali del piano bieticolo saccarifero del 1987, che vanno dalla partecipazione diretta dei bieticoltori alle attivita' di trasformazione alla "particolare considerazione a favore delle aree centro-meridionali", sono stati sistematicamente disattesi, tanto e' vero che oggi opera una sola cooperativa, che non esistono altre imprese saccarifere in cui i bieticoltori abbiano una presenza determinante e che nel sud sopravvivono, oggi, solo gli impianti di Termoli in Molise, Celano (piu' propriamente collegato al polo dell'Italia Centrale, come indicato nel Piano saccarifero), Villasor e, sotto costante minaccia di chiusura, Foggia Incoronata in Puglia; la ristrutturazione bieticolo saccarifera si e' risolta meramente in un trasferimento del 28 per cento dell'intera quota A di produzione di zucchero nazionale a due soli gruppi, che l'hanno ereditata dal commissariamento dei Gruppi Montesi e Maraldi insieme agli zuccherifici dei gruppi stessi (di cui solo pochi sono stati tenuti in attivita'), e che oggi risultano detentori del 65 per cento dell'intera quota A nazionale (Eridania e' passata dal 32,36 per cento al 44,16 per cento e Sfir dal 3,58 per cento al 20,66 per cento); la mancata predisposizione, da parte del Ministro per le politiche agricole, dell'aggiornamento del piano bieticolo saccarifero, ha consentito all'Eridania di sottrarsi alle istanze di ammodernamento e ristrutturazione dell'impianto di Ceggia provenienti dagli operatori agricoli del bacino del Veneto/Friuli; la bieticoltura, tradizionalmente praticata nell'area Veneto/Friuli che fa capo allo zuccherificio di Ceggia, rappresenta, ancora oggi, una irrinunciabile fonte di reddito per 2.000 aziende agricole che danno lavoro a 250 stagionali, 90 fissi, 250 aziende di autotrasporto, oltre a 50 contoterzisti e decine di aziende e cooperative che vi lavorano tutto l'anno -: se il Governo intenda tener fede all'impegno assunto con la delibera CIPE 8 aprile 1987 riguardo alla salvaguardia del bacino bieticolo afferente allo zuccherificio di Ceggia; se, in alternativa, il Governo intenda impegnarsi per la messa a punto di un programma di riconversione delle attivita' dello zuccherificio, nei tempi e modi necessari per consentire la parallela riconversione dei bacini agricoli a colture industriali idonee alla rotazione agraria, assicurando, nel frattempo, la continuita' delle attivita' sia agricole che industriali, anche, eventualmente, attraverso la produzione di sughi da cristallizzare negli impianti della Copro.B; se, invece, dopo il tradimento, da parte di altri governi, delle aspettative create nel Mezzogiorno delle solenni promesse contenute nel piano bieticolo saccarifero del 1984, il Governo attuale intenda riservare la stessa sorte ad uno dei piu' importanti bacini agricoli del Triveneto, a vantaggio di una zona ben definita (4-33471)