Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33480 presentata da ZACCHERA MARCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20010117
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dei trasporti e della navigazione, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: la nostra compagnia di bandiera ALITALIA sta in questi mesi, ad un ritmo che sembra naturalmente accelerato, dismettendo scali e tratte aeree in tutto il mondo come in America Latina, dove sono stati chiusi i collegamenti prima con Lima e Santa Fe di Bogota', poi anche Santiago, cosi' come in Africa (dopo Addis Abeba anche Nairobi non e' piu' raggiungibile dall'Italia in via diretta) ed e' gia' prevista la prossima chiusura del superstite volo per Johannesburg, limitando cosi' di fatto l'operativita' alla sola area del Mediterraneo e nord-occidentale del continente; che sono stati chiusi gli scali "storici" di Melbourne e di Sydney in Australia che - dopo la rottura degli accordi con KLM - non sono cosi' piu' raggiungibili neppure con compagnie code-sharing con Alitalia, ma solo con vettori stranieri, nonostante il vivissimo disappunto e la protesta delle nostre comunita' italiane la' residenti; che anche in Europa si procede ad una drastica riduzione di tratte (ad esempio con la sospensione del volo Roma-Zurigo) e che in molti scali superstiti e' stata tolta ogni assistenza ai passeggeri Alitalia in transito causando problemi alla clientela, perdita di coincidenze, di assistenza e piu' in generale con una forte caduta del livello dei servizi a terra; che si ha notizia di una prossima sospensione di attivita' anche della compagnia Eurofly sul lungo raggio, nonostante l'impiego di decine di miliardi che risultano aver portato ad un giro d'affari ingente; che a fronte delle chiusure di cui sopra vi era una situazione di voli peraltro spesso praticamente al completo, forse comunque deficitari solo per l'alto livello del punto di equilibrio economico delle tratte, dovute alle spese interne ALITALIA molto superiori a quelle della concorrenza; che mentre ALITALIA si "taglia le vene" dei propri servizi, permangono pero' tutte le situazioni di vero e proprio sperpero e caos nella (costosa) gestione del personale, come ad esempio l'incredibile situazione di dipendenti lombardi che tuttora hanno base a Roma e viceversa, con il conseguente moltiplicarsi delle spese, dei costi e tempi di trasferimento, nonche' l'utilizzo di posti sulla tratta Malpensa-Roma a discapito della clientela pagante; che le nostre comunita' all'estero sono esterrefatte e profondamente deluse dal veder sparire l'Italia dai trasporti aerei internazionali ed intercontinentali, non solo per una questione di affetto e di prestigio dell'Italia all'estero, ma soprattutto per la durata ben maggiore dei viaggi - che occorre ora effettuare con compagnie straniere per i trasferimenti in patria; che questa politica sta danneggiando pesantemente anche l'operativita' stessa dello scalo di Malpensa, che appare del tutto sottoutilizzato come hub Alitalia -: quali siano i motivi di questo progressivo depauperamento dell'azienda dal punto di vista dell'immagine e della operativita' in campo internazionale e quali siano in merito gli intendimenti del management Alitalia nel prossimo futuro; se il Governo sia stato informato di questo stato di cose e quale siano stati in proposito i commenti, le proteste, le sue eventuali sollecitazioni per contenere od ovviare a questo fenomeno; se ci si sia resi conto del costo diretto ed indiretto che l'Italia viene a pagare per la politica della compagnia aerea di bandiera; se il Governo abbia individuato od intenda individuare il/i responsabili di questa politica aziendale cosi' miope e contraddittoria (basti pensare agli ingenti costi sostenuti, ad esempio, per "lanciare" Eurofly, salvo poi volersene ora liberare al miglior offerente (che tra l'altro sembrerebbe la straniera Swissair) e quale sia, nello specifico, il futuro di questa iniziativa; come si possa non considerare assurda la politica e la gestione Alitalia quando altre compagnie private trovano il modo, anche in Italia, di incrementare i voli, gli scali e la propria flotta portando utili e non perdite ai propri azionisti; se a parziale giustificazione di quanto sopra - non siano estranee le direttive a suo tempo emanate alla Unione Europea che hanno impedito lo sviluppo della flotta concessa alla compagnia; se ora, alla luce della recente sentenza della Corte Europea che ne ha dichiarato l'insussistenza, il Governo italiano si sia adoperato e si stia adoperando al meglio per difendere gli interessi nazionali e della stessa compagnia di bandiera. (4-33480)