Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02845 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20010122
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: il 13 gennaio 2001, sono state eseguite due condanne a morte di due palestinesi accusati di collaborazionismo a favore di Israele. Majdi Makaoui, di 28 anni, e' stato giustiziato in una caserma di Gaza davanti a circa 500 testimoni, mentre Allan Beni Ouda, di 24 anni, e' stato ucciso sulla pubblica piazza a Nablus, davanti a migliaia di persone inneggianti contro i traditori; notizie di stampa hanno definito macabro il modo in cui le due fucilazioni sono state eseguite e riferiscono che le due condanne sono state emesse in esito ad un processo svoltosi a porte chiuse dopo il quale non e' stato consentito ai due imputati di presentare appello. Majdi Makaoui aveva, secondo quanto risulta all'interrogante, ammesso di aver fornito ad Israele informazioni per eliminare quattro attivisti dei "Tanzim", la milizia di Al-Fatah che guida la rivolta palestinese, mentre risulta all'interrogante che Allan Beni Ouda aveva sempre negato qualsiasi implicazione nella morte di suo cugino, un militante di Hamas; il Ministro della giustizia palestinese, Freih Abu Meddein, ha dichiarato che "l'esecuzione di questi due criminali sara' un messaggio per quanti pensano di poter tradire impunemente la patria e il proprio popolo"; poche ore dopo le due esecuzioni, un tribunale speciale insediato a Betlemme ha emesso due ulteriori condanne a morte per "collaborazionismo" contro due giovani palestinesi con l'accusa di aver aiutato Israele ad eliminare uno dei capi militari di Al-Fatah; Abu Meddein ha inoltre riferito che altri dieci presunti collaborazionisti sono attualmente sotto processo da parte di tribunali speciali e che tuttavia l'Autorita' palestinese concedera' l'amnistia per i "collaborazionisti che si consegneranno entro 45 giorni" (confronta Avvenire, 16 gennaio 2001); il primo ministro svedese, G|$$|Adoran Persson, presidente di turno dell'Unione europea, ha comunicato a Yasser Arafat la riprovazione europea per le due esecuzioni, mentre il Ministro degli esteri Anna Lindh ha espresso "profondo rammarico" e ha invitato il presidente dell'Anp "a considerare come primo passo l'introduzione di una moratoria sulla pena di morte"; il portavoce della Commissione europea, Gunnar Wiegand, ha affermato che i due gravi episodi rappresentano la rottura dell'impegno assunto lo scorso anno da Arafat di sospendere l'esecuzione delle condanne a morte. Il Ministro Abu Meddein ha replicato duramente all'Unione Europea che "dovrebbe invece condannare le uccisioni israeliane di palestinesi innocenti"; le due esecuzioni del 13 gennaio sono le prime esecuzioni per "collaborazionismo" eseguite da quando, nel 1994, Arafat ha insediato un governo autonomo in Cisgiordania e Gaza. Nei territori governati dall'Autorita' palestinese, la pena di morte e' ammissibile, ma era stata comminata raramente: infatti, precedentemente, erano state eseguite solo quattro condanne. Tre agenti della guardia presidenziale erano stati condannati dalla Corte marziale di Gaza nel luglio 1997 per aver percosso a morte un detenuto palestinese e per aver incitato con il loro gesto la popolazione a ribellarsi contro l'Anp. Nel febbraio 1999 era stato inoltre giustiziato un colonnello della polizia accusato di violenza contro un bambino; Amnesty International protesto' vivamente contro questa esecuzione e denuncio' che l'uomo era stato arrestato, processato, condannato e ucciso nel giro di sole 48 ore senza la possibilita' di appellarsi; dal 1995 i vari tribunali palestinesi, di cui fanno parte solo militari, hanno emesso 33 condanne a morte, 13 delle quali sono state pronunciate dalla Corte suprema per la sicurezza dello Stato istituito nel febbraio di quell'anno. Tutte le sentenze sono inappellabili e devono essere ratificate dal presidente dell'Anp. Circa venti condanne sono state commutate da Arafat in ergastolo; nel 1994, un'organizzazione israeliana, Betselem, ha invitato l'Anp a cessare "immediatamente le torture e le esecuzioni" a danno dei palestinesi sospettati di collaborazionismo. L'associazione ha anche chiesto alle autorita' militari israeliane di mettere fine ai "metodi illegali" di reclutamento dei collaboratori durante gli interrogatori; nella prima Intifada, dal 9 dicembre 1987 al 22 dicembre 1993, sono stati 964 i presunti collaborazionisti uccisi da altri palestinesi. Israele, allora, confermo' le accuse solo nel 35-40 per cento dei casi; sin dalla nascita dell'Anp, la giustizia palestinese e' al centro di severe critiche, anche interne: organizzazioni palestinesi e internazionali hanno piu' volte parlato di torture, intimidazioni, arresti di massa, punizioni collettive, abusi contro i detenuti politici -: se siano state assunte dal Governo italiano iniziative volte a condannare le esecuzioni sommarie eseguite nei giorni scorsi, in caso contrario, quali siano i motivi per i quali non siano state svolte tempestivamente azioni diplomatiche contro i metodi sommari con i quali i presunti collaborazionisti giustiziati sono stati processati e condannati, anche considerando la gravita' delle dichiarazioni del Ministro della giustizia palestinese; se non ritengano opportuno assumere, anche a livello internazionale, ogni iniziativa necessaria per condannare e reprimere il ricorso alla pena di morte da parte delle autorita' palestinesi contro i presunti collaborazionisti e perche' siano sempre garantiti processi equi nel rispetto del diritto di difesa degli imputati, anche con riferimento alla composizione e al funzionamento dei tribunali speciali, la cui azione risulta essere spesso gravemente lesiva dei diritti inviolabili dell'uomo, riconosciuti dall'intera comunita' internazionale; se non ritengano opportuno chiedere formalmente alle autorita' palestinesi la sospensione delle esecuzioni delle condanne a morte gia' comminate; se non ritengano opportuno assumere ogni iniziativa necessaria perche' siano verificate le denunce delle organizzazioni palestinesi e internazionali di torture, arresti di massa, abusi contro i detenuti politici. (2-02845)