Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33568 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20010123
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: in data 20 gennaio 2001 si e' svolta la cerimonia dell'insediamento ufficiale del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America George Bush; pur se ancora sinteticamente, il nuovo Presidente degli USA ha tratteggiato il proprio programma; fra le varie questioni che George Bush si appresta ad affrontare, il rapporto Stati Uniti-Irak assume una particolare valenza e rilevanza; il vice presidente Dick Cheney ha gia' annunciato che "potrebbe non esservi altra scelta" che allontanare Saddam Hussein da Baghdad se fosse provato che continua a produrre armi non convenzionali; Colin Powell, dinnanzi al Congresso americano, ha preferito sostenere la tesi alternativa di un inasprimento delle sanzioni nei confronti dell'Irak; le due opzioni sono indubbiamente problematiche, atteso che la prima afferma un preteso diritto di ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano, sino al punto di voler rovesciare un governo, mentre la seconda sembra urtare con le iniziative assunte da molti parlamenti di Stati occidentali, fra i quali l'Italia, che ha recentemente approvato una risoluzione, sottoscritta da tutti i gruppi politici, con cui si richiede, senza entrare nel merito delle valutazioni sul regime irakeno, di por fine all'embargo per ragioni prettamente umanitarie, atteso che la popolazione civile da ormai dieci anni e' costretta a sofferenze indicibili per colpe comunque non sue; appare pertanto necessario che la nostra diplomazia, anche in ragione della risoluzione approvata, si attivi per rappresentare al nuovo esecutivo statunitense la volonta' di distinguere la figura politica di Saddam Hussein dal problema, ineludibile, delle gravissime conseguenze che l'intero popolo irakeno sta sopportando -: quali iniziative intende assumere per rappresentare il pensiero e la volonta' del Parlamento italiano che, senza entrare nel merito politico della politica della classe dirigente irakena, ha comunque sottolineato la necessita' urgente di attivarsi per porre fine ad un regime sanzionistico che sta provocando, secondo i calcoli piu' accreditati, non meno di 8.000 morti al mese fra la popolazione civile, e soprattutto fra vecchi e bambini. (4-33568)
In sede comunitaria ed in sede Nazioni Unite il Governo italiano ha dato prova di un costante impegno, volto ad ottenere un'applicazione piu' flessibile dell'embargo, in vista di un suo possibile superamento. Un primo positivo sviluppo registratosi in sede ONU, consiste nell'approvazione da parte del Consiglio di Sicurezza, il 5 dicembre 2000, della Risoluzione n. 1330, volta a garantire un piu' sollecito e razionale funzionamento del meccanismo sanzionatorio, soprattutto per i beni destinati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione irachena. Permane, innegabilmente, un cattivo funzionamento del Programma "Oil for food", dovuto ad inadempienze burocratiche dei vari organi dell'ONU incaricati della sua gestione, che preclude una possibile ricostruzione dell'economia irachena ed incide, quindi, negativamente sul livello di vita della popolazione. Da stigmatizzare, ad esempio, e' il perverso meccanismo in base al quale l'invio di attrezzature mediche in Iraq, viene spesso ostacolato dalla natura bivalente (civile o militare) di alcune componenti. La gestione del Conto Corrente delle Nazioni Unite, su cui affluiscono i proventi delle esportazioni di petrolio irachene e dal quale vengono emessi gli ordini di pagamento delle forniture, non e' anch'essa esente da critiche. La nostra Rappresentanza presso le Nazioni Unite e' stata a piu' riprese attivata per rimuovere gli ostacoli che di volta in volta si frappongono all'approvazione, dei contratti stipulati da ditte italiane o al pagamento delle forniture. La posizione italiana - di preoccupazione per il deteriorarsi della situazione umanitaria in Iraq, ferma restando la necessita' di verificare l'eliminazione di armi di distruzione di massa - e' stata ribadita dal Ministro nel corso dell'incontro con il Segretario di Stato USA, Colin Powell, avvenuto lo scorso 22 febbraio a Washington. La stessa Amministrazione statunitense sembra essersi convinta della necessita' di una revisione del meccanismo delle sanzioni, che non sembrano aver prodotto i risultati sperati. All'indomani della sua missione nel Medio Oriente, il Segretario di Stato ha dichiarato di auspicare un ripensamento dell'embargo, che allarghi le maglie per l'importazione di beni ad uso civile e garantisca un piu' stretto controllo sulle forniture suscettibili di impiego militare. Il nostro Paese continuera' a sollevare con l'Amministrazione statunitense e con gli altri Paesi dell'Unione Europea, in particolare Francia e Regno Unito, membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, la questione delle sanzioni all'Iraq, al fine di pervenire ad un loro superamento nel rispetto dello spirito delle Risoluzioni ONU. In questa prospettiva, il Governo italiano guarda con fiducia ai primi incontri, svoltisi il 26 e 27 febbraio a New York, tra il Segretario Generale Kofi Annan ed il Ministro degli Esteri iracheno Al Sahaf, e si attende che, nel corso dei prossimi colloqui, venga superato l'attuale stallo nei rapporti tra Baghdad e l'ONU. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Rino Serri.