Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33628 presentata da MENIA ROBERTO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20010124
Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: nella provincia di Gorizia esistono e funzionano sia scuole statali italiane sia scuole statali con lingua d'insegnamento slovena; e' sotto gli occhi di tutti che, normalmente, queste ultime sono privilegiate in termini di edilizia scolastica, arredi, manutenzione: in particolare e' noto che le classi delle scuole slovene, composte in deroga ai dettami legislativi ordinari, non superano mediamente i 7 o gli 8 alunni, al contrario di quelle italiane le cui classi sono composte da 20-25 alunni; in base a quest'ultimo dato di fatto la proposta di ripartizione dei fondi per il funzionamento delle scuole della provincia di Gorizia per il 2000-2001 (concepita secondo le norme della legge n. 297 del 1994 articolo 23 p. 3 che prevede di considerare il numero degli alunni e di classi) era originariamente stata stesa con la previsione di una correzione aritmetica tesa ad evitare di penalizzare le classi piu' numerose; tale proposta veniva approvata dal Consiglio Scolastico Provinciale con cinque voti favorevoli ed un solo voto contrario nella seduta del 12 ottobre; risulta all'interrogante che il successivo 16 ottobre vari rappresentanti delle scuole slovene calavano in forze sul Provveditorato accusando - con inaudita arroganza secondo l'interrogante - l'amministrazione di avere discriminato il gruppo linguistico sloveno e pretendendo, attraverso una formale protesta scritta simile ad un diktat, l'assegnazione dei fondi per numero di classi, senza riguardo al numero degli alunni componenti le stesse classi. In pratica pretendevano che ogni alunno delle scuole slovene ricevesse il triplo di un suo coetaneo di lingua italiana; conseguentemente il provveditore dottor Campo, con decisione che all'interrogante e' apparsa non certo leonina ne' coerente, provvedeva a rivedere la decisione assunta sulla scorta del parere del Consiglio Scolastico e addirittura a ritirare il proprio decreto di ripartizione gia' emanato il 13 ottobre e gia' inviato alle scuole, richiedendo una nuova pronunzia al Consiglio stesso -: se il ministro sia a conoscenza di quanto sopra descritto; come valuti il tentennante comportamento del Provveditore; se intenda intervenire d'autorita' per ripristinare quanto originariamente previsto dal decreto del Provveditore ritracciando nella ripartizione dei fondi scolastici della provincia di Gorizia le originarie linee di equita' e uguaglianza; se intenda garantire la parita' di trattamento tra alunni e studenti sloveni e italiani; e' evidente che questi ultimi non possono e non debbono divenire stranieri in patria subendo discriminazioni inaccettabili ed odiose. (4-33628)