Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33642 presentata da VENDOLA NICOLA (MISTO) in data 20010125
Al Ministro dell'ambiente, al Ministro per i beni e le attivita' culturali, al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: nel prossimo mese di marzo 2001 e' stata convocata la Conferenza dei Servizi che dovra' esprimersi sul progetto di realizzazione di un porto turistico in localita' Serra Cicora, ad otto chilometri da Nardo' (Lecce), un'area costiera pianeggiante di grande valore paesaggistico e naturalistico; l'opera, se realizzata, comportera' lo sbancamento di 42.000 metri quadri di costa, l'escavazione di un canale d'accesso di 55 metri di lunghezza e di 35 metri di larghezza, la realizzazione di due moli foranei a mare aventi lunghezza l'uno pari a 148 metri e l'altro di 15 metri. L'intera struttura interessera' un'area di 72.000 metri quadri in parte di proprieta' demaniale; sono previste infrastrutture a terra per una superficie totale di 27.000 metri quadri, un'area parcheggio per oltre 300 auto, strade di collegamento e due edifici per servizi; il sito individuato, Serra Cicora, e' indicato nel Piano regolatore generale vigente come zona agricola di salvaguardia paesaggistica; la zona confina con il Parco di Cortoselvaggio, a poche centinaia di metri dal sito archeologico "La Cicora", dove gli scavi effettuati recentemente dall'Universita' di Lecce hanno portato alla luce insediamenti tra i piu' antichi del Neolitico italiano. A tale proposito si segnala il rischio di un intervento devastante, come quello dello sbancamento del terreno, che potrebbe determinare la compromissione di un patrimonio archeologico di inestimabile valore, come messo in evidenza dai ricercatori che hanno avviato gli scavi; all'interno dell'area interessata al progetto sono presenti estensioni di macchia mediterranea, di grande valore paesaggistico e biologico sono presenti specie vegetative molto rare, come quelle che si trovano nella Palude del Capitano, poco distante e inserita tra le aree protette da una legge regionale; secondo quanto emerso da studi specialistici, l'area che dovrebbe essere sbancata, e' interessata da una vastissima estensione di grotte sommerse, in massima parte inesplorate e, in quelle appena studiate, e' stata rilevata una lista faunistica di 160 specie, tra cui 45 specie di spugna; la zona e' interessata da un insieme di cavita' carsiche, uno dei piu' singolari fenomeni geomorfologici di tutto il territorio italiano che da un lato attestano l'enorme valore della zona e dall'altro ne testimoniano la fragilita' dal punto di vista idrogeologico; si e' costituito un comitato "Salviamo Serra Cicoria" a cui hanno aderito, oltre che numerosi cittadini, forze politiche, associazioni ambientaliste, tra le altre, il Wwf, Italia Nostra, Legambiente, associazioni quali le Acli, gruppi locali, quali per esempio il Gruppo speleologico neritino; obiettivo del comitato e' la dimostrazione dello scempio ambientale che sarebbe causato dalla realizzazione del porto turistico, l'incoerenza dell'opera rispetto alle normative regionali, nazionali e comunitarie sulla tutela ambientale; numerosi studiosi ed esperti dell'Universita' di Lecce hanno espresso contrarieta' all'opera per le ripercussioni sull'habitat dell'ecosistema marino, sull'assetto idrogeologico del territorio, sulla conservazione dell'importante patrimonio archeologico emerso dagli scavi e che mette in luce una testimonianza di presenze umane che ci riportano a oltre 6.000 anni fa (e', inoltre iniziata una ricerca diretta a rintracciare segni che arrivino fino al Paleolitico); salvaguardia e valorizzazione del territorio, per esempio attraverso il turismo culturale, la valorizzazione dei centri storici, l'agriturismo e il turismo rurale, rappresentano un vera ricchezza per il rilancio del turismo e dell'economia locale anziche' continuare nell'aggressione dell'ambiente; appare del tutto inopportuno che l'Amministrazione comunale abbia dato via libera all'avvio della procedura della Conferenza dei Servizi senza un adeguato approfondimento e un'opportuna istruttoria delle conseguenze sul territorio dalla realizzazione dell'opera -: se non ritengano, ognuno per le proprie competenze di: a) di accertare la corrispondenza del progetto alle normative nazionali e comunitarie in materia di salvaguardia dei beni storici, culturali e ambientali; b) di verificare attentamente la compatibilita' dell'opera con l'ecosistema complessivo e l'assetto idrogeologico del territorio; quali siano i costi dell'opera e le modalita' del finanziamento, in particolare se siano previsti oneri pubblici e la loro eventuale compatibilita' con le vigenti normative; se siano interessate aree demaniali e se si ritenga opportuno prevederne la dismissione o la concessione; se non ritengano, viste le ripercussioni dell'opera sul territorio, che si debba intervenire per la Valutazione d'Impatto Ambientale; se non ritengano opportuno, viste le considerazioni esposte in premessa, le opposizioni sorte nel territorio, il parere contrario espresso da molti autorevoli studiosi, intervenire affinche' il progetto venga rigettato e nella prevista Conferenza dei Servizi i rappresentanti dei ministeri interessati si esprimano in senso negativo alla realizzazione dell'opera (4-33642)