Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33670 presentata da SCALIA MASSIMO (MISTO) in data 20010125
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: in data 28 dicembre 2000 il sindaco Alfredo Scardala del comune di Castel Madama (Roma) aveva convocato il consiglio comunale con all'ordine del giorno: variante generale al piano regolatore - adozione; lo stesso giorno presentava le proprie dimissioni al protocollo dell'ente non partecipando al consiglio comunale che andava deserto per mancanza di numero legale; sempre in data 28 dicembre 2000, otto consiglieri della maggioranza richiedevano al sindaco la convocazione del consiglio comunale ai sensi dell'articolo 39 decreto legislativo n. 267 del 2000, con all'ordine del giorno: "Variante generale di piano regolatore - adozione"; in data 11 gennaio 2001 altri due consiglieri comunali di maggioranza, quindi un totale di 10 consiglieri sui 17 assegnati al comune sollecitavano il sindaco e per conoscenza Sua Eccellenza il Prefetto di Roma a riunire il consiglio comunale entro i 20 giorni previsti dal citato articolo 39 decreto-legge n. 267 del 2000; in data 15 gennaio 2001 visto l'inutile trascorrere dei giorni, uno dei consiglieri comunali firmatari della richiesta di convocazione del consiglio comunale, sollecitava ulteriormente il sindaco e per conoscenza Sua Eccellenza il Prefetto di Roma ad una convocazione urgente del consiglio comunale visto che ormai si stavano consumando i 20 giorni per riunirlo, sempre con scadenza 17 gennaio 2001, in cui le dimissioni del sindaco avrebbero prodotto lo scioglimento del consiglio comunale di Castel Madama; visto che il 17 gennaio 2001, il sindaco non aveva riunito ne' convocato il consiglio comunale due dei consiglieri firmatari, hanno inviato un telegramma a Sua Eccellenza il Prefetto di Roma per segnalare la grave omissione di atto dovuto da parte del sindaco e sollecitare i provvedimenti coseguenti; con lettere datate 17 gennaio 2001, coincidente con il termine del suo mandato di sindaco, ma inviate per la gran parte nei giorni successivi, il sindaco comunicava ai cittadini, non gia' il rendiconto della sua amministrazione, bensi' una personale interpretazione della vicenda politica ed una autodifesa utilizzando risorse economiche e di personale pubbliche -: quali provvedimenti di propria competenza il ministro interrogato intenda adottare nei confronti dell'ex sindaco di Castel Madama che, in costanza della carica e in aperta violazione di una norma di legge, ha espropriato, ad avviso dell'interrogante e alcuna ad oggi, il consiglio comunale - organo sovrano della comunita' locale - del potere/dovere di deliberare sul piu' rilevante e significativo degli atti riservati alla sua competenza: quello della pianificazione urbanistica generale, impedendo cosi', che scattassero le norme di salvaguardia e si costruissero, attraverso il confronto democratico previsto dalla legge, (adozione - osservazioni - pareri regionali - approvazione) regole certe ed uniformi per tutti i cittadini, nonche' la necessaria salvaguardia dei beni storico ambientali presenti nel territorio. (4-33670)