Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33690 presentata da MENIA ROBERTO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20010129
Al Ministro degli affari esteri, al Ministro per i beni e le attivita' culturali. - Per sapere - premesso che: con precedente atto ispettivo nella precedente legislatura, l'interrogante segnalava l'incresciosa distruzione delle tombe italiane nei cimiteri dell'Istria, richiedendo al Governo un forte impegno nei confronti delle repubbliche di Slovenia e Croazia perche' le autorita' delle stesse li rispettassero dichiarandoli "cimiteri monumentali"; da allora e' invece proseguita l'opera di balcanizzazione anche dei cimiteri, dai quali vengono rimosse le tombe e le lapidi delle famiglie italiane estinte o esuli, subito rimpiazzate con quelle dei nuovi venuti, anche se musulmani...; un nuovo episodio di cancellazione di memorie, insegne, tombe italiane si registra in questi giorni a Capodistria (nella Slovenia in procinto di entrare nell'Unione europea...) nello storico cimitero di San Canziano sulla facciata della cui chiesetta e' infissa l'epigrafe "Prescelta a campo santo sotto il regno italico questa occidentale pendice del colle di San Canziano la prima salma accolse li' 27 maggio 1811"; fino al 1945 le tombe sono state di proprieta' privata e con diritto perpetuo; le epigrafi piu' antiche erano in latino e tutte le altre in italiano, salvo 5 tombe con nome tedesco di fine '800; il patrimonio monumentale italiano del cimitero di Capodistria (citta' che diede 5 medaglie d'oro al v.m. all'Italia, tra cui Nazario Sauro) e' stato fino ad oggi conservato grazie soprattutto all'impegno anche economico delle famiglie e delle associazioni degli esuli (che hanno continuato a pagare le tasse, sempre piu' esose, anche di famiglie estinte); alla questione e' stato ripetutamente interessato il consolato italiano di Capodistria, che ha dimostrato a fasi alterne la sua sensibilita' verso il problema: va in proposito segnalato che nel marzo 1998 il console italiano ottenne dal sindaco di Capodistria l'impegno all'effettuazione di un monitoraggio completo delle tombe italiane, mai seguito nei fatti; a quanto risulta all'interrogante, anzi, negli scorsi giorni il direttore del cimitero di Capodistria ha comunicato al consolato d'Italia ed all'Irci (Istituto regionale per la cultura istriana di Trieste, che si occupa della tutela dei cimiteri) il rifiuto di fornire il convenuto monitoraggio delle tombe italiane (gran parte di proprieta' privata, molte di personaggi illustri e famiglie estinte) e sono comparsi, il 20 gennaio scorso, su diverse tombe italiane degli avvisi verdi (gia' resi fradici ed illeggibili dalla pioggia) bilingui con le diciture "Pravica douporabe je pretekla - il canone non e' stato rinnovato", "Grobni prostor se negovati - la tomba viene rimossa" "Zglasite se pri upravitelju pokopalisca - presentatevi alla direzione cimiteriale"; e' chiaro, ad avviso dell'interrogante, che quest'ultimo fatto prelude alla distruzione di ulteriori tombe italiane e dunque all'ulteriore cancellazione della memoria nazionale in Istria -: se il Governo sia a conoscenza dei fatti sopra segnalati; come valuti gli stessi che appaiono, dopo gli stermini titini di 50 anni fa, una oscena riedizione della pulizia etnica antiitaliana attuata anche sui morti; se intenda assumere immediatamente notizie in proposito dal consolato di Capodistria ed attivare lo stesso ad immediati passi a difesa del patrimonio cimiteriale italiano; se si intenda agire in maniera decisa e determinata nei confronti del Governo di Lubiana, non escludendo di denunciare in sede europea i fatti sopra segnalati, che non favorirebbero certo il cammino di avvicinamento della Slovenia all'Unione. (4-33690)
La questione sollevata con la presente interrogazione viene seguita con estrema attenzione dal Ministero degli Affari Esteri e dai nostri Consolati in loco (in particolare dal Consolato di Capodistria) i quali, oltre ad offrire piena assistenza ai familiari degli italiani sepolti in questi cimiteri vigilano, in collaborazione con gli organismi locali, sul mantenimento dell'attuale situazione, intervenendo, quando necessario, presso le autorita' locali e organizzando periodicamente riunioni di coordinamento su questa tematica L'ultima di tali riunioni ha avuto luogo il 31 gennaio a Capodistria, nella sede del Consolato, con la partecipazione del Vice Sindaco della citta' del direttore dell'Ente incaricato del mantenimento dei cimiteri e di un rappresentante della Provincia di Trieste. Sul merito delle questioni sollevate e' opportuno segnalare che i problemi si verificano in particolare nel cimitero di Capodistria, per carenza di spazio, in cui i concessionari non in regola con i pagamenti del canone - sloveni o italiani - vengono spesso sollecitati ad effettuare detti pagamenti. L'ultimo di tali richiami (sotto forma di apposizione di foglietti verdi sulle tombe non in regola con il canone) ha nuovamente dato luogo ad allarme e proteste, di cui il Consolato si e' fatto interprete. In particolare, nella riunione menzionata si e' provveduto ad attirare nuovamente l'attenzione delle Autorita' slovene sull'inopportunita' di questo tipo di richiami nel caso di tombe di italiani, i cui familiari in genere risiedono in luoghi lontani. Da parte slovena si e' nuovamente ribadito che nessuna tomba italiana verra' rimossa senza previa notifica al nostro Consolato, al quale e' stato consegnato un nuovo elenco di concessionari in arretrato con il pagamento. Si e' confermato che anche da parte della Citta' di Capodistria vi e' interesse a preservare la parte piu' antica del Cimitero di San Canziano, che ha un innegabile valore storico, artistico e culturale. Rimane il problema di fondo costituito dal fatto che molti esuli ritengono comunque ingiusto dover pagare un canone d'affitto per delle tombe di cui erano proprietari; la legge in vigore, che risale al 1984, non consente tuttavia la proprieta' privata sulle tombe, ne' per gli sloveni ne' per gli stranieri. Numerose voci, anche da parte slovena, richiedono che questa legge, in previsione dell'ingresso in Europa, venga modificata. Sembra trattarsi peraltro di una questione di principio, piu' che di sostanza, poiche' la cifra attualmente richiesta a titolo di "affitto" non e' in realta' esosa (si va da un minimo di Lit. 30.000 all'anno ad un massimo di Lit. 180.000 per le cappelle di famiglia) ed anche se si riconoscesse il diritto di proprieta' sulle tombe, una cifra analoga a quella attuale continuerebbe probabilmente ad essere richiesta a titolo di contributo al mantenimento delle parti comuni del Cimitero (pulizia viali, rimborso acqua, ecc.). Pare utile citare, per concludere, i risultati positivi raggiunti negli ultimi anni in questo campo: 1) presa d'atto, da parte slovena, del valore storico-culturale-artistico delle parti antiche dei Cimiteri, che vanno preservate nella loro integrita'; 2) assicurazione che nessuna tomba italiana verra' rimossa senza previo avviso al Governo italiano; Questi due punti sono stati piu' volte ribaditi, anche per iscritto, da parte slovena. 3) sono stati avviati i lavori di restauro, anche grazie ad un contributo reperito presso la Regione Friuli-Venezia Giulia, del muro di cinta accanto alla Cappella di San Canziano e della Cappella stessa, luogo particolarmente caro alla memoria degli esuli; 4) e' stata svolta un'ampia azione informativa: il numero di conto corrente sul quale e' possibile effettuare, anche dall'estero, il versamento del canone di locazione e' tra l'altro pubblicizzato sul sito internet del Consolato, insieme alle tariffe annuali; 5) e' stato stabilito con le Autorita' slovene un rapporto di buona collaborazione; il "rifiuto di fornire il convenuto monitoraggio delle tombe italiane" non sussiste e, pur con alcune cautele necessarie a causa della legge sulla tutela della "privacy", vengono in genere fornite alle nostre Autorita' diplomatiche e consolari tutte le notizie richieste. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Umberto Ranieri.