Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33752 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20010131
Al Ministro della sanita', al Ministro della solidarieta' sociale. - Per sapere - premesso che: il mondo dell'handicap, nel corso degli ultimi due lustri, sembra finalmente entrato nella societa' civile con pieno diritto di cittadinanza; le legislazioni di tutti gli Stati, ivi compresa quella italiana, tengono conto delle esigenze di civilta' che obbligano i parlamenti a riservare puntuale attenzione ai problemi dei portatori di handicap; appare peraltro necessario approfondire in modo metodico ed organico la conoscenza di questo mondo silenzioso e sofferente, perche' soltanto attraverso l'organizzazione dei dati complessivi puo' emergere in modo nitido l'insieme delle esigenze dei portatori di handicap -: se, in via di preventiva applicazione degli inviti rivolti dalle Nazioni Unite agli Stati nazionali, non ritengano di dover allestire un archivio statistico comprendente tutti dati relativi all'handicap e, in particolare, per avviare ricerche sull'intero territorio nazionale al fine di verificare l'incidenza dell'handicap, le cause principali e le misure prese dai singoli e dalle famiglie per affrontare questa particolare situazione, il reddito, il tipo di lavoro svolto e il grado di scolarizzazione. (4-33752)
Il coordinamento di tutti i progetti, programmi ed interventi nel settore dell'handicap viene svolto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari Sociali. Presso detto Dipartimento e' in fase di definizione un Programma di Azione "per le politiche di superamento dell'handicap, che intende delineare l'impegno del Governo a favore delle persone disabili, per il prossimo triennio. Si e' svolta, al riguardo, a Roma, nei giorni 16, 17 e 18 dicembre 1999, una Conferenza che ha visto una significativa e convinta partecipazione di disabili e di famiglie, di amministratori locali, di operatori dei servizi sanitari e sociali, di pubbliche amministrazioni e di istituzioni ed enti interessati al tema, quali l'INAIL, l'ISTAT e l'ENEA. Nel corso dei lavori preparatori sono emerse concrete indicazioni sulle iniziative e sugli indirizzi da intraprendere sia nel campo legislativo che nelle scelte operative delle diverse amministrazioni, per favorire un piu' elevato livello di integrazione ed una migliore qualita' della vita per le persone disabili. Il programma di azione tende, infatti, a realizzare i seguenti principi fondamentali: Principio della non discriminazione; Principio delle pari opportunita'; Principio delle maggiori gravita'; Principio della concreta integrazione. L'azione dovra', quindi, essere particolarmente rivolta a rendere effettivamente esigibili i diritti umani e sociali compressi dalle situazioni di disabilita'. Il Dipartimento per gli Affari Sociali ha stipulato, con l'Istituto Nazionale di Statistica, una convenzione che ha per oggetto la realizzazione di un sistema integrato di fonti informative sull'handicap. Dai primi dati (l'ISTAT ha fornito per il momento solo una quantificazione del problema) risulta che in Italia vivono al loro domicilio circa 2 milioni e settecentomila persone, in eta' superiore ai sei anni, definiti disabili a causa di limitazioni nell'espletamento delle attivita' nella vita quotidiana. Si giunge a circa 3 milioni di disabili se si considerano anche i bambini al di sotto dei sei anni e, soprattutto, i ricoverati in istituzioni assistenziali o sanitarie. Fra i circa 3 milioni di disabili, se ne possono stimare 1 milione e centomila con difficolta' motorie, 350.000 ciechi totali o parziali, 800.000 persone con problemi dell'udito piu' o meno gravi, tra cui 49.000 sordi prelinguali (sordomuti) e circa 700.000 persone con disagio mentale. Il 15 per cento delle famiglie italiane e' direttamente coinvolto nel fenomeno. Il Sottosegretario di Stato per la sanita': Ombretta Fumagalli Carulli.