Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33764 presentata da VENDOLA NICOLA (MISTO) in data 20010131
Al Ministro dell'ambiente, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: nel 1990 la provincia di Bari approvo' il progetto di una discarica controllata di I categoria per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il tutto a servizio di un bacino di utenza sovracomunale; nel 1993 fu realizzato il I lotto della discarica che dal 5 gennaio 1994 e' stato continuativamente in esercizio a servizio dei comuni del bacino di utenza BA/1, definito con il "Piano regionale di organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti urbani" (il Piano e' stato approvato dal consiglio regionale con delibera n. 251/1993); i suoli occorsi per realizzare la discarica furono prima occupati e poi espropriati dal sindaco di Trani con atti sindacali nel 1993; dopo lunghe e complesse vicende giudiziarie nel 1998 il Consiglio di Stato ha annullato la deliberazione della giunta provinciale di Bari (n. 59/90), con cui si era potuto approvare il progetto di discarica; il Consiglio di Stato nella motivazione dell'annullamento ha in sintesi affermato che la Provincia, al tempo dell'approvazione del progetto, doveva fissare i termini di inizio e i termini di fine delle espropriazioni: atto espletato dal comune di Trani nel momento dell'espropriazione dei terreni; il Consiglio di Stato ha provveduto ad annullare anche i decreti di espropriazione del sindaco di Trani, con la conseguenza, ad oggi, che la discarica risulta realizzata su suoli illegittimamente espropriati; sul ricorso dei proprietari dei suoli interessati, il presidente del tribunale di Bari ha emesso il 30 ottobre 2000 una ordinanza cautelare che impone alla provincia, al comune di Trani e alla Amiu di Trani la rimozione di tutti i rifiuti finora immessi e di restituire i terreni nello stato originario entro il tempo di otto mesi; i tre Enti succitati hanno proposto reclamo contro la summenzionata ordinanza e l'udienza e' stata fissata per il giorno 6 febbraio 2001 presso il tribunale di Bari; l'opera pubblica e' stata realizzata ed utilizzata con lo scopo di soddisfare un pubblico interesse ed il corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani in un ambito sovracomunale. Si potrebbe sostenere che e' intervenuta, per l'utilizzazione di detto sito, una cosiddetta "appropriazione acquisitiva" (o "accessione invertita"), la quale si verifica quando il bene del privato, illegittimamente espropriato, abbia in concreto subito una "irreversibile trasformazione" con la effettiva destinazione a fini pubblici; in effetti, l'esercizio della discarica controllata e' stato autorizzato dalla provincia di Bari ed ha avuto il suo inizio il 5 gennaio 1994 con la prosecuzione senza alcuna interruzione fino alla ordinanza emessa dal Consiglio di Stato; la succitata discarica controllata soddisfa il fabbisogno dei comuni di Barletta, Corato, Molfetta e Trani (vengono mediamente smaltite 350 tonnellate di rifiuti urbani al giorno); ad oggi sono state smaltite circa 600 mila tonnellate di rifiuti urbani; la discarica di Trani e' stata prevista anche nel programma di emergenza, approvato dal Commissario delegato per l'emergenza rifiuti in Puglia (decreto 28 luglio 1997); lo stesso Commissario delegato, con un decreto del 21 dicembre 1998 ha approvato la realizzazione, accanto alla discarica, di un "impianto di selezione dei rifiuti indifferenziati", il tutto con un finanziamento a carico dello Stato; sono attualmente in corso i lavori di costruzione del suddetto impianto, anch'esso previsto nel programma di emergenza, il quale ad opera terminata contribuira' fortemente alla riduzione dei rifiuti solidi urbani da smaltire in discarica; il I lotto della discarica sta per esaurire la propria capacita' ricettiva, difatti nel progetto che la provincia di Bari approvo' nel 1990 si era gia' prospettata la possibilita' della costruzione di un II lotto con una capacita' di smaltimento di circa un milione di metri cubi di rifiuti urbani; nel bacino BA/1 oltre alla discarica di Trani e' in esercizio una analoga discarica ad Andria dove i comuni di Andria, Canosa, Ruvo di Puglia e Terlizzi versano i rifiuti delle proprie comunita'; l'Amiu fin dal momento della notifica della ordinanza cautelare del 30 ottobre 2000, ha informato le competenti autorita', alle quali piu' volte ha chiesto di attivarsi per la ricerca delle soluzioni che, in conformita' alle vigenti norme, consentissero di adempiere all'ordine giudiziale impartito e, in mancanza di provvedimenti delle autorita' preposte al governo dell'emergenza rifiuti, ha continuato l'esercizio della discarica, atteso che l'unilaterale decisione di cessarne l'esercizio avrebbe configurato l'ipotesi della interruzione del pubblico servizio, aggravando l'emergenza gia' esistente; nel mentre si operava a vari livelli, per ricercare soluzioni atte ad evitare l'aggravamento dell'emergenza ambientale, si e' verificato che in data 17 gennaio 2001, la discarica di Trani e' stata fatta oggetto di sequestro preventivo da parte dell'autorita' giudiziaria (procura della Repubblica e Gip presso il tribunale di Trani); il decreto che dispone il sequestro impone alla AMIU di: 1)predisporre un piano di bonifica da presentare al pubblico ministero entro otto giorni; 2)iniziare i lavori nei successivi sette giorni; 3)concludere i lavori entro il termine di trenta giorni dall'inizio; a prescindere dalla considerazione che i nuovi termini sono anticipati rispetto al piu' lungo termine fissato dal giudice designato dal presidente del tribunale di Bari con l'ordinanza cautelare del trenta ottobre 2000, occorre evidenziare che nella regione Puglia si applicano disposizioni speciali approvate dal Ministro dell'interno, nonche' norme adottate dal commissario delegato per l'emergenza rifiuti; in relazione a tali norme speciali, l'Amiu non puo' decidere autonomamente di conferire i rifiuti solidi urbani di Trani in un'altra discarica, ne' di effettuare gli adempimenti imposti col decreto di sequestro, atteso che la competenza al riguardo spetta ad altra autorita' (commissario delegato per l'emergenza rifiuti o al prefetto); stanno per avere inizio i giudizi di merito di I grado avviati dal signor Manzi (proprietario del terreno dove insiste la discarica) e dalla Colma s.r.l. (societa' che opera nel settore marmifero, detentrice della concessione di estrazione del marmo nel sito che ad oggi e' utilizzato come discarica), il cui esito non puo' darsi per scontato. Per inciso, va evidenziato che il sedici gennaio 2001 la P.G. ha sequestrato atti indispensabili alla difesa in giudizio della Amiu, compresi gli originali dei ricorsi e delle citazioni senza i quali non e' possibile conferire il mandato al difensore della azienda -: quale giudizio si dia dell'intera vicenda suddescritta; quali interventi concreti si intenda predisporre per impedire di giungere ad un esito veramente paradossale: in un Paese in cui e' difficile chiudere discariche private assolutamente abusive e pericolose per la salute dei cittadini, e' viceversa facile chiudere, a causa di un vizio di forma, una discarica pubblica funzionante, efficiente, con un larghissimo bacino d'utenza. (4-33764)