Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33856 presentata da RUZZANTE PIERO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20010207
Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: il decreto del Ministro dell'ambiente 21 aprile 1999, n. 163, recita testualmente "quando il valore medio annuo di concentrazione degli idrocarburi policiclici aromatici, con riferimento al benzo (a) pirene, in atmosfera (...) supera il valore obiettivo di cui al decreto del M.P.A. del 25 novembre 1994, il sindaco dispone la limitazione della circolazione dei veicoli a motore nelle zone dove le sorgenti mobili di emissione contribuiscono a livelli di inquinamento rilevati nell'area di superamento; tale valore obiettivo di 1 nanogrammo per metrocubo d'aria e' stato superato nell'anno 2000, raggiungendo 1.7 nanogrammi. Cio' e' certificato dai rilevamenti compiuti durante l'anno dalle centraline Arpav, i cui risultati, trasmessi agli uffici comunali preposti, sono in possesso dell'amministrazione comunale di Padova; avendo l'Arpav effettuate le misurazioni in tutte le tipologie di centraline prescritte dal decreto del M.P.A. del 25 novembre 1994, l'intera citta' va considerata interessata dal superamento del valore obiettivo di benzo (a) pirene; il superamento del calore obiettivo della concentrazione media annua del benzo (a) pirene nel 2000 e' ancor piu' grave se si considera che tale superamento e' avvenuto anche nel 1999 (1,8 nanogrammi); il benzopirene e' agente cancerogeno, mutageno e teratogeno; il benzopirene, come gli altri idrocarburi, viene assorbito molto facilmente dalle polveri fini (pm 10) che si formano in fase di combustione. Esse, date le ridotte dimensioni, non vengono fermate dai filtri presenti nel corpo umano, e arrivano direttamente nelle basse vie respiratorie dove, oltre a "intasarle" liberano le sostanze tossiche assorbite. Da qui vengono trasferiti, tramite la circolazione del sangue negli organi vitali, fegato in particolare; esistono inoltre numerosi dati sperimentali che attestano che tra i vari inquinanti si sviluppano pericolose e in gran parte sconosciute sinergie: sta l'anidride solforosa che il biossido di azoto, per esempio, agiscono con il benzopirene, aumentando il potere mutageno di questo pericoloso idrocarburo; il superamento del valore obiettivo e' ancor piu' grave se si considera che, secondo quanto risulta all'interrogante, l'Associazione Legambiente mise in guardia l'amministrazione comunale gia' il 18 dicembre 2000 con una comunicazione rivolta al sindaco di Padova, attraverso il protocollo generale del comune di Padova; secondo il D.M.A. 163, 21 aprile 1999, articolo 2, incombe al sindaco la predisposizione, al termine di ogni anno solare, e comunque non oltre il 31 gennaio dell'anno successivo, del Rapporto sulla Qualita' dell'aria e della sua diffusione al pubblico. Questo rapporto, secondo il decreto del Ministero dell'ambiente, e' finalizzato ad accertare l'andamento della qualita' dell'aria dell'anno appena trascorso, e, nel caso riscontri il superamento su media annua dei limiti previsti di benzo (a) pirene, o benzene, o PM 10, deve indicare anche le misure che il sindaco deve adottare per limitare o vietare la circolazione ai fini della prevenzione dell'inquinamento atmosferico. Ebbene, questo rapporto che per legge doveva essere pronto e diffuso al pubblico al massimo entro il 31 gennaio ancora non c'e' -: se il Ministro dell'ambiente sia a conoscenza di questa grave situazione; quali strumenti intenda adottare affinche' l'amministrazione comunale di Padova ottemperi a tutti gli obblighi previsti dal decreto del Ministro dell'ambiente 21 aprile 1999, n. 163, ed in particolare a dar corso alle misure di limitazione o divieto della circolazione ai fini della prevenzione dell'inquinamento atmosferico previste dal decreto stesso; quali iniziative intenda adottare nei confronti di un'amministrazione comunale che entro il 31 gennaio non abbia predisposto il "Rapporto annuale sulla qualita' dell'aria", previsto dal decreto del Ministero per l'ambiente 163, 21 aprile 1999, articolo 2. (4-33856)