Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33881 presentata da FAGGIANO COSIMO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20010207
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: il piano di riordino ospedaliero, approvato dal consiglio regionale della regione Puglia il 2/3 febbraio 1999 (delibera n. 379 del 1999), ha previsto l'incremento dei posti letto da riservare alle terapie intensive e ai reparti di alta specialita' (tipo cardiochirurgia); per l'attivita' di cardiochirurgia il piano ha previsto (in base all'indice di fabbisogno di 0,014 posti letto per 1000 abitanti) di assegnare 40 posti letto alla provincia di Bari, 10 alla provincia di Brindisi, 15 alla provincia di Foggia, 32 alla provincia di Lecce; alcuni istituti europei (Institute for Cardiac Sunrey), associazioni scientifiche nazionali (ANMCO), alcune Regioni (Toscana, Piemonte) hanno definito il fabbisogno di prestazioni di cardiochirurgia oscillante tra 800 e 1000 interventi per milione di abitanti; la provincia di Brindisi, che conta 400 mila abitanti (con possibile attrazione dalle province vicine e dai paesi balcanici), ha un fabbisogno stimato di interventi di cardiochirurgia di circa 400 l'anno; attualmente le esigenze cliniche sono espresse da una U.O. di cardiologia con un forte indice di occupazione di posti letto (95 per cento) e con un numero di ricoveri di circa 1600 pazienti/anno, dei quali, circa la meta', con sospetta o accertata cardiopatia ischemica (patologia che interessa le coronarie); in una alta percentuale di questi pazienti vi e' indicazione ad eseguire coronarografia, cosa che fa scaturire un fabbisogno stimato per la provincia di Brindisi, di 600/700 coronarografie anno; l'esecuzione delle coronarografie (gia' operativa a Brindisi dall'aprile 2000), prevede un completamento diagnostico terapeutico con l'esecuzione delle angioplastiche coronariche, che possono essere eseguite in presenza di reparti di cardiochirurgia (200/300 angioplastiche anno); le esigenze cliniche sono espresse anche dalle urgenze (dissezione aortica, shock cardiaco, infarto acuto), che possono richiedere una soluzione chirurgica in tempi brevi sul posto in quanto il trasporto presso altri ospedali puo' essere rischioso; attualmente questa domanda di cardiochirurgia degli abitanti della provincia di Brindisi, e' soddisfatta in parte dalle cardiochirurgie di Bari e Lecce e in misura piu' consistente, dalle cardiochirurgie di altre regioni d'Italia; la quota che la regione Puglia ha dovuto pagare per il 1998 alle altre regioni per gli interventi di cardiochirurgia e' stata di 53 miliardi circa e di 5 miliardi e' stata la quota per i residenti della provincia di Brindisi; l'attivazione della cardiochirurgia a Brindisi potrebbe essere realizzata (come evidenziato dalla relazione presentata dall'Assessore alla Sanita' della Regione Puglia) impegnando la quota spesa per mobilita' passiva e configurando, addirittura, un risparmio di 500 milioni; sulla quota di spesa della mobilita' passiva, in particolare extraregionale - non sono considerati gli altissimi oneri e le difficolta' che ricadono direttamente sulle famiglie (viaggi, soggiorni) del territorio brindisino; anche per questo, a sostegno della cardiochirurgia a Brindisi, e' in corso una vera e propria mobilitazione cittadina, che riscuote ampio sostegno da associazioni di volontariato come "Brindisi cuore" la cui petizione di sostegno ad oggi, ha raccolto oltre diecimila firme; una azienda ospedaliera di alta specialita' come quella esistente a Brindisi, non puo' rimanere priva di un reparto di cardiochirurgia, la cui presenza e' da ritenere essenziale in ogni capoluogo di provincia con almeno 400 mila abitanti; il grave ritardo, l'immotivata rinuncia, non puo' assolutamente giustificarsi da parte della regione Puglia, con l'esigenza di risanamento finanziario, che sicuramente richiede una manovra forte e programmata, finalizzata alla riduzione degli "sprechi" in sanita', non al blocco indiscriminato di interventi ed investimenti che, come nel caso della cardiochirurgia a Brindisi, possono non solo rispondere alle legittime richieste dei cardiopatici, ma addirittura contribuire alla riduzione ed al contenimento delle spese fin qui sostenute -: quali interventi urgenti sia possibile attivare presso la regione Puglia per conoscere i motivi della inapplicazione del piano di riordino ospedaliero approvato nel 1999 la cui previsione per cardiochirurgia e' sempre piu' urgente; quali impegni si possano assumere per rispondere positivamente alle speranze, alle attese, alle richieste dei cardiopatici, delle loro famiglie e di tutti i cittadini della provincia di Brindisi stanchi di essere mortificati anche per l'aspirazione del diritto alla salute, attivando con urgenza il reparto di cardiochirurgia nell'azienda ospedaliera di Brindisi. (4-33881)