Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33891 presentata da CONTI GIULIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20010207
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente, al Ministro per i beni e le attivita' culturali, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: un agricoltore del comune di Venarotta (Ascoli Piceno) denuncio' che capitelli, colonne di travertino e pietre squadrate di notevole valore archeologico ed economico, provenienti dall'ex ricovero Ferrucci, di proprieta' del comune di Ascoli Piceno, si troverebbero in una villa di proprieta' dell'ingegner Giuseppe Agostini (capogruppo di minoranza del Comune di Venarotta); un quotidiano locale, in data 5 agosto 2000, pubblico' la notizia a tutta pagina destando molto scalpore; l'ingegner Agostini, infatti, a suo tempo, fu progettista e direttore dei lavori presso l'ex ricovero Ferrucci per incarico del comune di Ascoli Piceno che delibero'; l'ingegner Paolo Micucci, attuale responsabile pro-tempore dell'Ufficio tecnico del Comune di Venarotta, stese un rapporto corredato da fotografie che, accompagnato da un vigile urbano, scatto' dall'esterno dei cancelli chiusi della villa Agostini; in seguito al rapporto dell'ingegner Paolo Micucci, il sindaco di Venarotta, dottor Guglielmo Frattari, che operando giustamente e correttamente informo' della grave questione il sindaco di Ascoli Piceno, ingegner Piero Celani, la Procura della Repubblica di Ascoli e la Sovrintendenza alle Belle Arti; l'ingegner Agostini, in risposta alle accuse confermo' il fatto e dichiaro' "Ã vero, nella mia abitazione c'e' materiale proveniente dall'ex ricovero Ferrucci" ed inoltre ribadi' "Era materiale destinato alla discarica che ho deciso di recuperare". Tali affermazioni riportate dalla stampa non furono mai smentite dall' interessato; nonostante cio' l'ingegner Agostini querelo' l'ingegner Paolo Micucci (responsabile dell'Ufficio tecnico comunale di Venarotta) sostenendo che il materiale archeologico trasferito nella sua villa era "res nullius" e poiche' destinato alla discarica poteva tranquillamente "trasferirlo in casa sua"; il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica del Tribunale di Ancona, dottoressa Irene Bilotta, in data 29 novembre 2000, chiese l'archiviazione del procedimento intentato contro l'ingegner Micucci con la seguente motivazione: "Il fatto affermato nell'articolo e' sostanzialmente vero, come emerse dalla implicita ammissione del querelante (vedere querela e dichiarazioni rese alla stampa) che contesta solo il fatto che si sia parlato di illecita appropriazione, sostenendo che trattasi di materiale destinato alla discarica. In realta', come ben osservato dal Micucci, il costo della demolizione e del trasporto e' stato sostenuto dall'Ente pubblico committente ed il querelante si e' arricchito, quindi, non solo del valore delle pietre antiche ma anche del lavoro di demolizione e di trasporto. I termini impiegati nell'articolo incriminato sono contenuti nei limiti dell'esercizio del diritto di cronaca e ricorre l'interesse pubblico alla diffusione della notizia, finalizzato ad impedire nuovi casi di appropriazione ai danni di enti pubblici"; e' di estrema gravita' il fatto che l'ingegner Agostini dopo essersi accorto che il materiale in questione era tanto pregiato non abbia denunciato il fatto al Comune di Ascoli trasferendo al committente dei lavori quanto recuperato, invece di portarselo in casa -: come valuti il Ministro il fatto che nella sostanza sia stato possibile ad un privato prelevare oggetti antichi di valore di proprieta' di un ente pubblico e di portarseli nella propria casa, adducendo a propria discolpa che il materiale prelevato fosse destinato a una discarica; se sia vero che ogni edificio pubblico e non, costruito da oltre 50 anni, sia soggetto (per ogni tipo di lavoro da eseguire nello stesso) al parere della Sovrintendenza alle Belle Arti e se, nel caso dell'ex ricovero Ferrucci, tale parere sia stato richiesto; se sia vero che durante l'esecuzione di un lavoro pubblico, nel caso si rinvengano oggetti o reperti di valore archeologico, storico, d'arte o scientifico, sia obbligatorio informare la stazione appaltante, ovvero, in questo caso, il comune di Ascoli Piceno, che ne e' proprietaria, fatta eccezione per quanto a termini di legge spetta allo Stato; se sia vero che l'appaltatore e il direttore dei lavori non possono alterare i reperti e neppure rimuoverli senza autorizzazione della Stazione appaltante; quali provvedimenti i ministri competenti intendono prendere per recuperare i reperti e per restituirli alla collettivita'; nel caso in cui i reperti non fossero volontariamente restituiti, come i fatti stanno dimostrando, quali provvedimenti di propria competenza intendano adottare i ministri interrogati. (4-33891)