Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33892 presentata da PROCACCI ANNAMARIA (MISTO) in data 20010207
Al Ministro per gli affari regionali, al Ministro dell'interno, al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: la legge-quadro nazionale n. 281 del 1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo e' ormai da tempo recepita da tutte le regioni che si sono dotate di propria legge regionale; l'attuazione concreta delle norme per la prevenzione del randagismo demandata alla pubblica amministrazione, non sembra affatto compiersi nello spirito e nelle modalita' previste dalla legge dello Stato; alla disattenzione e all'immobilismo sul penoso fenomeno del randagismo vanno ad aggiungersi anche metodologie violente quali l'uso di armi da fuoco in totale violazione della legge nazionale; secondo quanto risulta all'interrogante, nel novembre 1992, il responsabile dell'ASL RM/10 firmava un provvedimento (Servizio Igiene Pubblica n. 6680, 18 novembre 1992, in cui si ventilava l'abbattimento mediante arma da fuoco di un piccolo gruppo di 3-5 cani, vaganti all'interno del comprensorio di Villa Pamphili (Roma); il 4 giugno 1998, il sindaco di Tonengo d'Asti si rese protagonista di un inquietante episodio di soppressione mediante arma da fuoco di due cani, regolarmente tatuati, che si erano allontanati da poche ore dalla casa dei loro proprietari (interrogazione della scrivente n. 4-18470 del 25 giugno 1998); il quotidiano La Stampa del 3 febbraio 2001 ha reso noto l'abbattimento mediante arma da fuoco di nove cani in stato di abbandono nel comune di Mergozzo (Novara), ad opera di agenti di polizia provinciale consegnandone, poi, i corpi inerti all'ASL 14 del Piemonte; l'esecuzione mediante arma da fuoco era stata richiesta con ordinanza sindacale n. 26/2000 del comune di Mergozzo; l'ordinanza contestata dalle associazioni animaliste e naturaliste locali, non era stata preceduta ne' seguita da alcun provvedimento alternativo e dovuto; l'abbattimento e' stato l'ultimo atto di una vicenda che risale a circa due anni fa quando vennero segnalati 3-4 cani randagi che si sono inevitabilmente riprodotti, costituendo in tal modo un gruppo "non controllato" sia sotto il profilo sanitario sia ambientale, cosi' da arrecare inevitabilmente disagi ai cittadini; se i Ministri non ritengano - nell'ambito delle proprie competenze e alla luce della legge-quadro n. 281 del 1991 e alle relative leggi regionali - di richiamare gli enti della pubblica amministrazione (Comuni ed ASL) ad attivarsi seriamente in materia di prevenzione del randagismo e, tra l'altro, su quanto previsto all'articolo 2 della n. 281 del 1991 ("Controllo demografico mediante sterilizzazione da parte delle ASL"); se non ritengano di richiamare la pubblica amministrazione al rispetto della legge e a non adottare strumenti sbrigativi e brutali per la soluzione di problematiche peraltro ben normate dai dispositivi di legge; se non ritengano opportuno adottare provvedimenti in relazione alla vicenda sopra descritta anche al fine di evitare illegittime emulazioni (4-33892)