Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00510 presentata da GIORDANO FRANCESCO (MISTO) in data 20010207
La Camera premesso che: si e' nel pieno di una crisi alimentare senza precedenti per l'Europa dell'agricoltura industriale, i polli alla diossina, mucca pazza, pecore dalla lingua blu sono solo il manifestarsi in forma concreta degli effetti dell'impazzimento del sistema mercato imposto all'agricoltura; la crisi legata alla BSE tocca in particolare la condizione dei consumatori perche' agisce nello scenario profondamente modificato dei consumi alimentari piegati all'uso pesante di proteine animali, funzionale ai bisogni dell'agricoltura continentale europea, della produzione agricola senza terra e ad alto profilo industriale; l'allevamento e' diventato uguale a una qualsiasi catena di produzione industriale, la produzione animale europea e' ormai essenzialmente industria di trasformazione di materie prime importate; gli animali sono spinti a rese esagerate e innaturali; le proteine vegetali per la loro alimentazione non bastano piu' e si ricorre all'uso di quelle animali per aumentare la resa di bovini, polli, maiali eccetera; si riproduce cosi' la regola dell'organizzazione agroalimentare che accumula in alto i profitti realizzati dalla filiera (mangimifici, multinazionali agroalimentari, grandi concentrazioni commerciali eccetera) e scarica in basso i rischi e i costi facendoli pagare ai consumatori, ai lavoratori e agli agricoltori; e' necessario assumere il primato dell'interesse collettivo a partire dalla certezza della sicurezza alimentare e delle conservazione del territorio per un altro sviluppo socialmente riconosciuto che passi per l'accesso alla terra, al rispetto dei cicli naturali e a forme di conduzione basate sul lavoro e non sul profitto; di fronte all'ampiezza della crisi BSE, alla straordinarieta' degli effetti che produce sul ciclo produttivo in tutte le parti della filiera e nella condizione dei cittadini, va dichiarata con urgenza lo stato di crisi che comporti l'offerta di strumenti adeguati ad intervenire; va realizzato un intervento finanziario chiedendo la massima assunzione di responsabilita' dall'Unione europea, ma anche intervenendo con impegno di risorse nazionali ma condizionato a: 1) sostenere i soggetti produttivi piu' deboli nella loro necessita' di recuperare autonomia e capacita' produttiva; 2) assicurare la certezza della sicurezza e delle qualita' prodotto: 3) prefigurare la fuoriuscita dalla deregolamentazione del settore e la definizione di un modello zootecnico alternativo a quello intensivo di tipo industriale. Le erogazioni devono contenere il vincolo dell'impegno a garantire nuove modalita' di produzione in tutta la filiera prima che essere orientate alla mancata produzione; occorre sostenere gli allevatori per uscire da una sudditanza verso il settore industriale che in clima generale di deregolamentazione finisce con l'imporre le regole per tenere l'agricoltura in condizione subalterna; in definitiva e' necessario puntare a realizzare trasparenza nei processi economici e produttivi e un modello di agricoltura alternativo unico modo per garantire la tutela della salute dei cittadini ai quali va assicurato in ogni modo il potenziamento dei controlli sul piano sanitario e dell'organizzazione della produzione da effettuarsi non come misura straordinaria ma come normale pratica in un processo che garantisca la tracciabilita' dei prodotti, la sicurezza e la qualita' degli alimenti: impegna il Governo ad assicurare: a) la certezza del contenuto dei cartellini che accompagnano i mangimi in maniera che sia chiara l'intera serie dei componenti e delle quantita' percentuali; b) l'eliminazione totale e definitiva degli elementi di origine animale e di quelli vegetali coi componenti transgenici nelle diete alimentari per animali; c) la realizzazione urgente dell'anagrafe bovina in modo da consentire la realizzazione del piano di abbattimento previsto dalle norme comunitarie e nazionali e come base indispensabile per assicurare l'effettiva rintracciabilita' dei prodotti alimentari; d) la realizzazione di misure economiche integrative al contributo comunitario previsto per l'abbattimento se orientato alla riconversione verso metodi di tipo non industriale ed alla ricostruzione del patrimonio zootecnico da realizzarsi con il recupero delle razze autoctone; e) il superamento del regime delle quote latte fino a raggiungere l'autoapprovvigionamento, in modo da garantire la ridistribuzione sull'intero territorio nazionale della pratica dell'allevamento bovino, contribuendo cosi' a realizzare un corretto equilibrio fra quantita' animali allevati e terra utilizzata e una gestione corretta di intere aree montane e interne ora inutilizzate; ad erogare gli incentivi e il sostegno alle altre parti della filiera, in particolare a quella di trasformazione, in modo che: 1) sia esclusa da ogni provvidenza pubblica chi non abbia rispettato leggi e contratti provocando la non trasparenza delle retribuzioni e ricorrendo al lavoro nero; 2) si realizzi la fuoriuscita dai processi di destrutturazione avvenuti in questi anni con le pratiche di esternalizzazione e degli appalti illeciti, che hanno prodotto concorrenza sleale fra le imprese e la disarticolazione del sistema di tutele e di diritti dei lavoratori occupati; 3) sia assicurato il funzionamento e il potenziamento della funzione della rete dei macelli pubblici per combattere le pratiche illegali o legate a scarsi controlli e, al tempo stesso, sia agevolato il processo di contrasto alla polverizzazione della macellazione potenziando la funzionalita' e le garanzie di quelli gia' operanti; 4) siano assicurate ai lavoratori che rischiano per gli effetti della crisi BSE la propria condizione di lavoro misure di protezione; ad adottare il principio di precauzione cui improntare le scelte conseguenti di moratoria delle produzioni transgeniche, di massima cautela dell'offerta di cibi al mercato, di controllo rigoroso con criteri di tracciabilita' certa, nell'adozione di misure che operino nella crisi BSE ben oltre i sei mesi previsti dal blocco delle farine animali; a istituire l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. (1-00510)