Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/33935 presentata da VELTRI CORNELIO (MISTO) in data 20010209
Al Ministro della pubblica istruzione, al Ministro per la funzione pubblica. - Per sapere - premesso che: in molte scuole italiane le operazioni di pulizia dei locali dei plessi scolastici vengono affidate in appalto a ditte private oppure a lavoratori inseriti nei progetti di lavori socialmente utili, mentre in altre scuole la pulizia dei locali e' affidata esclusivamente ai collaboratori scolastici in servizio con contratto a tempo indeterminato o determinato, talche' sussiste un regime misto che, oltre a non essere funzionale al servizio, e' una delle principali cause di malumore che serpeggia tra il personale addetto a tali mansioni per via degli squilibri retributivi e giuridici che si sono venuti a creare tra lavoratori appartenenti alla medesima area funzionale; le ditte private tendono ad avvalersi, per l'espletamento dei servizi loro affidati, degli stessi operai che hanno gia' operato in una determinata scuola, magari alle dipendenze di un'altra ditta, gia' precedentemente aggiudicataria del servizio di pulizia stesso, talche' quasi sempre si viene a determinare una situazione per cui gli operai svolgono la loro mansione per anni ed anni sempre nella stessa scuola, ma alle dipendenze delle diverse ditte nel tempo aggiudicatarie dell'appalto; detti operai, pur lavorando per tutta una vita e magari sempre nello stesso plesso scolastico, si ritrovano pur sempre in una sorta di precariato giuridico non usufruendo di un contratto di lavoro continuativo, la qualcosa genera in loro sensazioni di disagio, avvertendo la situazione di inferiorita' rispetto ai bidelli scolastici i quali invece, nella qualita' di dipendenti statali, usufruiscono di un contratto continuativo a tempo indeterminato e di retribuzioni superiori pur svolgendo mansioni meno faticose e stressanti; tale situazione ingenera negli operai dipendenti dalle ditte di pulizia una comprensibile sensazione discriminatoria rispetto ai bidelli scolastici -: se non ritengano che una valida alternativa al programma di terziarizzazione, gia' attuata in varie scuole, potrebbe essere quella di un inserimento negli organici dei collaboratori scolastici di tutti i 28.173 lavoratori attualmente impegnati nelle scuole in qualita' di esterni o, in subordine, almeno di coloro che da 10 anni operano come esterni ed hanno quindi acquisito un sufficiente grado di professionalita', in modo tale da garantire adeguata protezione lavorativa alla categoria dei precari e contemporaneamente la riduzione sia degli appalti che dei lavori socialmente utili. (4-33935)