Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02892 presentata da BERLUSCONI SILVIO (FORZA ITALIA) in data 20010213
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: in base al decreto legislativo 30 luglio 1999, n 300, concernente la "Riforma dell'organizzazione del Governo", la riduzione del numero dei ministeri a dodici, in luogo dei diciotto attualmente esistenti, deve essere attuata "a decorrere dalla prossima legislatura"; lo stesso decreto legislativo prevede la trasformazione delle prefetture in uffici territoriali del Governo, ai quali demanda, oltre a tutte le funzioni di competenza delle prefetture stesse, tutte le attribuzioni dell'amministrazione periferica dello Stato non espressamente conferite ad altri uffici ad eccezione di quelle spettanti ai ministeri degli affari esteri, della giustizia, della difesa, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, delle finanze, della pubblica istruzione e dei beni e delle attivita' culturali, fatte salve, in ogni caso, le competenze spettanti alle regioni a statuto speciale; dalla quarta relazione semestrale sullo stato della riforma amministrativa, approvata il 21 dicembre 2000 dalla Commissione parlamentare consultiva appositamente istituita dalla legge 15 marzo 1997, n. 59, (Doc. XVI-bis n. 13 degli atti della Camera) si e' appreso quanto segue: a) risultavano sino ad allora "definiti" solamente i regolamenti di organizzazione necessari per il riordino del mistero dell'universita' e della ricerca scientifica, del ministero della pubblica istruzione, del ministero degli affari esteri, del ministero per i beni e le attivita' culturali e del ministero delle politiche agricole e forestali; "in corso di definizione" erano invece, secondo quanto si legge nella relazione, i regolamenti di riorganizzazione del ministero della giustizia, del ministero della sanita', del ministero dell'ambiente e del ministero delle finanze; b) erano stati "predisposti" gli schemi dei regolamenti degli uffici di diretta collaborazione dei ministri degli affari esteri, della giustizia, del lavoro e previdenza sociale, dei lavori pubblici, delle finanze, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, delle politiche agricole e forestali, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dell'ambiente, del commercio con l'estero e dei trasporti e della navigazione; c) per quanto concerne l'istituzione degli uffici territoriali del Governo, era stato costituito "un gruppo di lavoro misto fra ministero dell'interno e ministero per la funzione pubblica che sta operando alla predisposizione di un regolamento che dovrebbe rappresentare lo statuto fondamentale di tali uffici, da sottoporre poi al confronto con tutte le amministrazioni interessate e con le regioni e gli enti locali"; d) dovevano ancora essere definiti alcuni profili connessi alla implementazione della riforma: la questione dei ruoli del personale, per i quali si pone il problema di un accorpamento analogo a quello che interessera' le strutture ministeriali, nonch|fe "una riflessione sulla impostazione dei bilanci delle (amministrazioni) stesse e quindi sul grado di autonomia di budget delle amministrazioni ministeriali"; queste informazioni hanno consentito di individuare ritardi gravissimi nell'attuazione della riforma, tali da pregiudicare pressoche' irrimediabilmente - a poco piu' di tre mesi dall'inizio della nuova legislatura - la realizzazione della riforma stessa in conformita' con i tempi previsti, come e' facile constatare qualora si consideri quanto segue: a) per quanto riguarda i regolamenti di riorganizzazione dei ministeri, assolutamente necessari per realizzare le previste unificazioni delle strutture ministeriali, non e' affatto chiaro, nella gran parte dei casi, quale sia lo stato dell'iter e quali i tempi necessari per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, in particolare per quelli riguardanti settori chiave dell'amministrazione, quali il lavoro, i trasporti, i lavori pubblici e le comunicazioni, tutti caratterizzati da elevata complessita' e tutti oggetto di importanti processi di fusione; b) per nessun ministero risulta definitivamente varato uno strumento fondamentale per il governo dell'amministrazione da parte del responsabile politico, quale e' il regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione con il ministro; c) a questi gia' gravi ritardi nella definizione degli strumenti normativi di riorganizzazione delle amministrazioni centrali, veniva a sommarsi la situazione descritta a proposito degli uffici territoriali del Governo, talmente pesante da risultare insostenibile, con un iter di formazione del provvedimento ancora agli inizi, cio' che rende ancora piu' arduo concludere, nei ristretti tempi residui, un lavoro di predisposizione normativa di rilevante complessita', sia nel merito che per quanto riguarda il numero dei soggetti da coinvolgere nella decisione (ministeri, regioni ed enti locali); d) quand'anche il lavoro di messa a punto dei testi normativi necessari per definire il quadro della riorganizzazione delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato venisse concluso in tempo formalmente utile, le carenze denunziate dalla commissione parlamentare consultiva in relazione alla unificazione dei ruoli del personale e, soprattutto, dei bilanci dei ministeri destinati ad essere unificati, sembrano colpire aspetti cosi' basilari del processo di riforma, da impedirne la realizzabilita' nei tempi programmati; le dichiarazioni rese dal ministro per la funzione pubblica, senatore Franco Bassanini, nel corso dell'audizione sullo stato di attuazione della riforma del Governo svoltasi il 24 gennaio scorso presso la commissione parlamentare consultiva, non solo non hanno dissipato le preoccupazioni appena espresse ma, al contrario, le hanno aggravate per alcuni aspetti fondamentali, confermando sostanzialmente quanto segue: a) assai poco e' stato fatto per preparare le fusioni dalle quali dovranno scaturire quattro nuovi ministeri di importanza strategica per lo sviluppo economico e sociale: ministero delle attivita' produttive, ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. La precipitosa approvazione, nel Consiglio dei ministri del 2 febbraio 2001, di questi quattro schemi di regolamento e' solamente il primo passo di un lungo procedimento che dovrebbe concludersi prima del rallentamento dell'attivita' istituzionale dovuto alla campagna elettorale e comunque, al piu' tardi, entro la fine della legislatura, con data di entrata in vigore pari a quella della riforma; b) il provvedimento sugli uffici territoriali del Governo e' finalmente stato sottoposto al Consiglio dei ministri in sede preliminare e cio' significa che, anche in questo caso, rimane da esperire tutto l'iter successivo, reso particolarmente gravoso, come gia' detto, dal numero e dalla natura dei soggetti da consultare; c) il Governo non si ritiene in alcun modo impegnato a predisporre i provvedimenti necessari per l'unificazione dei bilanci e dei ruoli del personale, ritenendo che cio' spetti al nuovo esecutivo, con evidente e grave sottovalutazione dei problemi di attuazione legati ai ristrettissimi tempi disponibili per la presentazione dei documenti relativi alla decisione di bilancio per l'anno 2002 -: se non vi sia stata una grave sottovalutazione delle difficolta' di direzione politica che il prossimo Governo dovra' scontare, nella fase di prima attuazione della riforma, a causa dei ritardi finora accumulati; se intenda provvedere all'adozione di tutti i provvedimenti necessari a realizzare la riforma nei tempi previsti e, in particolare - stabilendone l'entrata in vigore in data pari a quella della riforma - di quelli riguardanti l'unificazione dei ruoli del personale e dei bilanci dei ministeri destinati alla fusione, considerando che il bilancio per l'anno in corso e' stato approvato con riferimento ai vecchi dicasteri e che il procedimento di formazione del bilancio per l'anno 2002 sta per aver inizio; come ritenga possibile - in mancanza dei predetti adempimenti - che il nuovo esecutivo possa rispettare le disposizioni del decreto legislativo n. 300 del 1999 sulla riforma dell'organizzazione del Governo ed evitare cosi' che una riforma nata con le migliori intenzioni, e da tutti condivisa, finisca di fatto col diventare uno strumento di sostanziale sabotaggio per una normale governabilita' democratica. (2-02892)