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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02890 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 20010213

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della sanita', il Ministro delle politiche agricole e forestali, per sapere - premesso che: la Commissione dell'Unione europea, con decisione n. 381 del 27 giugno 1994 ha imposto per tutto il territorio comunitario il divieto di somministrare di farine di carne ai ruminanti, provvedimento recepito in Italia con l'ordinanza ministeriale del 28 luglio 1994; recentemente in Italia e' stato scoperto un caso di un bovino colpito dal cosiddetto morbo della "mucca pazza"; il 24 giugno 1999 la XII Commissione permanente affari sociali, della Camera dei deputati, ha deliberato di avviare un'indagine conoscitiva sulla sicurezza alimentare, fissando il termine del 31 dicembre 1999. I suddetti lavori, causa la complicata vicenda degli Ogm - organismi geneticamente modificati - e della Bse - encefalopatia spongiforme bovina - sono andati avanti fino al 27 giugno 2000; durante la prima audizione del 28 settembre 1999, dopo aver ascoltato la relazione dell'onorevole Rosy Bindi, Ministro pro tempore, della Sanita', l'onorevole Procacci evidenzio' immediatamente il problema dell'utilizzo delle farine animali negli allevamenti e la connessa possibilita' di manifestazione della BSE; in tutte le altre audizioni l'onorevole Procacci e l'onorevole Galletti riproposero lo stesso tema, senza avere risposte ne' dagli interlocutori istituzionali ministeriali o regionali, ne' tantomeno dai produttori di carne o di farine animali; in particolare durante la seduta del 17 febbraio 2000, il dottor Cesare Bonacina dirigente del settore sanita' della regione Lombardia e rappresentante del coordinamento dei servizi veterinari in seno alla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, dopo sollecitazione degli onorevoli Procacci e Galletti, affermo' che: "Noi continuiamo a sostenere - credo in modo veritiero - che l'Italia non e' interessata al fenomeno Bse e non lo e' per una serie di ragioni che definirei storiche, nel senso che non si sono verificate in Italia le condizioni che hanno portato allo sviluppo della Bse in Inghilterra"; successivamente nella seduta del 9 marzo 2000 il professor Romano Marabelli, direttore del dipartimento prevenzione del Ministero della sanita', sorvolando sul problema della Bse delle farine animali, affermava, dopo un'espressa richiesta, che: "Non spetta a me esprimere un giudizio"; nel frattempo fino a pochi giorni fa, cosi' come documentato da diverse indagini e inchieste, grandi quantita' di farine animali, vietate ai ruminanti dal lontano 1994, provenienti da zone a rischio, affiancate a farine vegetali destinate ai bovini medesimi venivano importate ed ammassate nei porti italiani, in modo particolare nel porto di Ravenna. Il tutto senza protezioni fisiche e pertanto, come poi risultera' da successive verifiche, con continue contaminazioni; nel dicembre 1996, quando scientificamente si era ormai dimostrato il legame tra la Bse e la sindrome di Creutzfeld Jokob nell'uomo, il Governo decise che le carni provenienti dall'Irlanda, considerate ad alto rischio, potevano essere importate solo senz'osso e senza le altre parti a rischio. Nel frattempo continuavamo ad importare farine animali provenienti dall'Irlanda; un anno dopo un'ordinanza revocava, per la sola Irlanda, il divieto di importazione di farine di carne e di ossa. Per motivi facilmente intuibili le farine irlandesi erano anche quelle a prezzo piu' basso sul mercato, e facevano gola anche all'industria italiana. C'era chi segnalava il pericolo alle aziende sanitarie locali, ma di controlli nemmeno l'ombra; due anni fa veniva consentito al gruppo alimentare Cremonini, che concentra i piu' grandi impianti di macellazione d'Europa di rastrellare in Italia le vacche "deboli" e a "fine carriera", destinate a preparare i cosiddetti "impasti a base di carne" o a entrare nel ciclo zootecnico come grassi e farine. Nonostante fosse ormai acclarata la pericolosita' di alcuni organi a rischio tutto cio' e' andato avanti, senza nessun problema, fino al mese di ottobre 2000; dati ufficiali degli istituti zooprofilattici rilevano che nel 1998 la presenza di farine animali nei mangimi per bovini, nonostante fossero proibite dal 1994, era ancora del 20 per cento. Nel 2000 il livello medio e' sceso al 5 per cento; le ultime ispezioni comunitarie hanno appurato che fino al 1998, in vaste aree del territorio, gli impianti per il trattamento termico delle farine non erano in grado di lavorare a regime e molti degli organi a rischio non venivano distrutti ma tornavano in ciclo attraverso la produzione di farine e grassi per la zootecnia; tutto cio' poteva avvenire poiche' i controlli sulle importazioni dai Paesi Ue non sono affidati alle strutture veterinarie regionali, ma a piccole unita' periferiche "Uvac", uffici veterinari per gli adempimenti Cee che dipendono direttamente dal ministero e che spesso lavorano all'ombra dei giganti agroalimentari del Nord. Gli Uvac, hanno rappresentato, come rivela chiaramente l'ispezione dell'Ue della scorsa primavera, l'anello debole di una catena che non garantiva efficacemente controlli sulla Bse; per le importazioni da Paesi extraUe - quelli a maggior rischio - le maglie dei controlli sono, paradossalmente, ancora piu' larghe. La vigilanza e' affidata ai "Pif", uffici periferici destinati al controllo della merce e quindi alla sua immissione dentro il territorio dell'Ue. Questi uffici non operano solo secondo regole dell'Ue, seguono anche i parametri dettati dal Wto; il Wto sul piano veterinario si affida alla Oie (Organizzazione mondiale per le malattie animali), presieduta dal professor Romano Marabelli, il quale ricopre anche la carica di direttore dei servizi veterinari del ministero della sanita'. Come dire la stessa autorita' che da anni coordina i controlli sulla carne italiana e da tre settimane guida la task force governativa per l'emergenza mucca pazza; nel luglio 2000 il Dipartimento servizi veterinari presieduto dal professor Marabelli ha autorizzato l'importazione dalla Svizzera 4.000 mucche da latte nonostante i casi di "mucca pazza" nella Confederazione elvetica avessero gia' superato le 300 unita' e fosse in atto da parte del nostro Paese l'embargo: il provvedimento fu fermato dopo che i Verdi sollevarono pubblicamente il caso; nonostante dal 1996, fosse noto alla comunita' scientifica che il cervello e il midollo spinale sono parti a rischio, perche' vi si puo' annidare il prione, il dipartimento alimenti, nutrizione e sanita' pubblica veterinaria del ministero della sanita', diretto dal professor Romano Marabelli, fece scattare il divieto di consumo umano solo il primo ottobre del 2000, cioe' con quattro anni di ritardo; nel dicembre 1998 l'Ue aveva chiesto a tutti i Paesi membri di effettuare un certo numero di test-campione su animali con sintomatologie del sistema nervoso, oppure morti misteriosamente. Per l'Italia i controlli dovevano essere almeno 240 l'anno. Nulla del genere e' stato mai fatto. In quattro-cinque anni le verifiche avrebbero riguardato appena 150-180 animali, non scelti tra quelli sospetti, ma presi come capitava: il verdetto fu "in Italia la Bse non esiste"; nel giugno 1998, Marabelli, preannunciando un'imminente "linea guida" della Ue nella stessa direzione (allegando, tra l'altro, un parere del professor Piva, anche consulente di parte della Morando, ditta torinese che produce mangimi), caldeggio' l'introduzione di un "livello di tolleranza" della componente animale nei mangimi; una soglia dello 0,15 per cento: con indubbio beneficio per le aziende che non si erano allineate alla decisione dell'Ue di divieto di farine animali; su mucca pazza, come afferma, il procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, abbiamo perso almeno cinque anni. Anni di silenzi, errori e soprattutto omissioni; in una precedente interrogazione n. 4-21371 del 28 dicembre 1998, i deputati Verdi avevano denunciato il fatto che alti funzionari del dipartimento alimenti nutrizione e sanita' pubblica veterinaria del ministero della sanita' e dell'istituto nazionale della nutrizione, fossero membri del comitato tecnico-scientifico del "Centro d'informazione sui prodotti avicoli". Tutto cio' in contrasto con le incompatibilita', il cumulo di incarichi prescritti dalle normative previste, tra l'altro, dal decreto legislativo del 3 febbraio 1993, n. 29; il regolamento (CE) n. 2777/2000 del 18 dicembre 2000, che istituisce misure eccezionali di sostegno del mercato delle carni di bovini all'articolo 2 dispone che le carni di bovini di eta' superiore a 30 mesi, macellati dopo il 1o gennaio 2001, possono essere dichiarate idonee al consumo umano se preventivamente sottoposte, con esito negativo, ad un test per il rilevamento dell'encefalopatia spongiforme bovina (Bse) eseguito secondo uno dei metodi riconosciuti all'allegato IV A della decisione 98/272/CE della Commissione; lo stesso regolamento dispone inoltre all'articolo 5 che le carcasse degli animali destinati alla distruzione debbano essere distrutte mediante incenerimento o altro procedimento idoneo e nessuna parte degli animali abbattuti puo' essere utilizzata per l'alimentazione umana o animale o per la fabbricazione di prodotti cosmetici o medicinali; la sottovalutazione del problema e dell'impatto delle farine animali, i mancati controlli ed ispezioni hanno contribuito al diffondersi del fenomeno della "mucca pazza" ed hanno posto in grave pericolo il patrimonio zootecnico della nazione e la nostra economia. Tutto cio' senza considerare che un'eventuale consumo umano di carne infetta puo' provocare nel tempo disastrose conseguenze -: quali siano le valutazioni dei Ministri interpellati in merito a quanto riportato in premessa, in modo particolare sul lavoro e sulle compatibilita' del professor Marabelli in merito al problema della Bse e delle farine animali; quanti e quali siano i controlli sulla produzione e il commercio di farine animali effettuati oggi in Italia, da quali organismi e con quali risultati; se non ritengano avviare una indagine amministrativa atta a far piena luce sui silenzi, errori e soprattutto omissioni, di quanti in questi anni dovevano per propria funzione prevenire il diffondersi di casi di Bse, combattere e reprimere l'uso improprio di farine animali, nonche' ispezionare gli stabilimenti di produzione di farine animali; se non ritengano di eliminare nei modi ritenuti piu' opportuni, le situazioni di incompatibilita' di quanti, sia funzionari che dirigenti di organismi pubblici, nonche' rappresentanti italiani nei comitati scientifici dell'Unione Europea, abbiano incarichi di consulenza con privati che operano nel mondo della produzione di carne o di farine animali; quali provvedimenti i Ministri interpellati intendano adottare per ottemperare a quanto previsto dal regolamento CE 2777/2000 del 18 dicembre 2000; quali provvedimenti intendano adottare al fine di preservare il nostro patrimonio zootecnico e di reprimere e contrastare qualsiasi forma di commercio di carne infetta, scongiurando nel contempo eventuali contaminazioni ai consumatori di carne. (2-02890)





 
Cronologia
martedì 30 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Misure contro la violenza nelle relazioni familiari (AC 5979), che sarà approvato dal Senato il 7 marzo (legge 4 aprile 2001, n. 154).

lunedì 26 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In seguito al Consiglio europeo del dicembre 2000 a Nizza, in Francia, viene firmato il Trattato di Nizza, che entrerà in vigore il 1° febbraio 2003.