Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/06898 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20010214
Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: notizie di stampa riferiscono che domenica 11 febbraio 2001, presso la caserma dei carabinieri Casilino, un giovane di ventisette anni, Alessandro Panatta, e' stato trovato morto nella cella di sicurezza impiccato a una cinghia; i carabinieri di Tor Tre Teste, comandati dal maggior Alberto Minati, hanno comunicato di averlo arrestato nella notte, verso le 3 del mattino, poiche' in possesso di "parecchi grammi di hashish". Essi hanno riferito che il giovane aveva assunto subito "un atteggiamento di collaborazione" (Corriere della Sera, 12 febbraio 2001, pagina 49) che aveva consentito loro, la mattina seguente, di ritrovare altro hashish, in tutto circa tre etti, che aveva nascosto vicino alla sua abitazione; secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, proprio per la disponibilita' del giovane, gli era stato concesso, nel pomeriggio della domenica, di poter consumare il pranzo nella mensa della caserma e non nella cella. Dopo il pranzo, il giovane aveva telefonato ai suoi familiari; i vertici provinciali dei carabinieri hanno inoltre dichiarato che "risulta che poi dirigendosi verso la sua cella sia passato accanto ad uno sgabello su cui erano riposti i suoi pantaloni con la cinghia. Forse approfittando della distrazione dei presenti si deve essere impossessato della cintura che piu' tardi ha usato per impiccarsi" (Corriere della Sera, 12 febbraio 2001, pagina 49); il ragazzo era alto circa un metro e novanta centimetri e pesava intorno ai 130 chili. Si sarebbe appeso con la cinghia ad un gancio della porta, distante da terra un metro e 65 centimetri. Il medico legale, che ha visitato il corpo subito dopo il ritrovamento, fornendo i primi risultati dell'esame esterno, ha rilevato segni di soffocamento solo sul collo e nessuna altra ferita altrove. Il magistrato incaricato delle indagini, il dottor Piergiorgio Ferri, si e' recato presso la caserma dopo il ritrovamento del corpo e vi e' rimasto fino alle 23.00; il padre di Alessandro, il signor Antonio Panatta, in un'intervista ad un quotidiano (Corriere della Sera, 13 febbraio 2001, pagina 52), negando che suo figlio fosse un spacciatore, ha riferito che dalla telefonata ricevuta quattro ore prima della morte, aveva sentito il figlio, che non era mai stato soggetto a depressioni o sbandate, "sereno" e "tranquillo, senza nessuna ansia nella voce". Egli ricorda anche che, al momento del riconoscimento, alla moglie e' stato impedito di scoprire il corpo del ragazzo oltre il collo -: se non ritenga necessario avviare un'inchiesta per accertare quali siano i motivi, la dinamica e le circostanze con i quali si e' verificata la morte di Alessandro Panatta, considerando che le caratteristiche fisiche del ragazzo non sembrano rendere possibile le modalita' con cui si sarebbe suicidato e che lo stato d'animo e l'indole del giovane non lasciavano presagire che egli volesse compiere un tale gesto; se non ritenga necessaria accertare altresi' la veridicita' delle dichiarazioni rese dai carabinieri e che la sorveglianza sia stata efficiente e svolta in modo adeguato e accurato, considerando la facilita' con la quale egli si era procurato una cintura e il tempo che presumibilmente sarebbe occorso al ragazzo per decidere il modo con il quale compiere il suo terribile gesto. (3-06898)