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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/01051 presentata da STRADELLA FRANCESCO PIETRO (FORZA ITALIA) in data 20010228

La VIII Commissione, premesso che: il decreto legislativo n. 258 del 18 agosto 2000, pubblicato nella Gazzetta Uffiale n. 218 del 18 settembre 2000 - Supplemento ordinario n. 153 - introduce disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia di tutela delle acque dall'inquinamento, a norma dell'articolo 1, comma 4, della legge 24 aprile 1998, n. 128, e delle direttive 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane, e 91/676/CEE, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento dai nitrati provenienti da fonti agricole; l'articolo 13 del decreto legislativo n. 258 del 2000 regolamenta gli scarichi in reti fognarie e sostituisce l'articolo 33 del decreto legislativo n. 152 del 1999 ed al comma 3 prescrive: "Non e' ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura"; alla luce di studi, esperienze e legislazioni vigenti in Europa, in USA, in Giappone, eccetera, risulta necessario modificare l'attuale testo e precisare che col termine generico di "rifiuti" non si puo' intendere anche gli scarti della alimentazione umana o quelli derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attivita' domestiche di identica natura; se da una parte appare logico che i rifiuti non possano essere immessi in fognatura, per ragioni di compatibilita' funzionale degli stessi con gli impianti di trattamento, ben altra cosa sono gli scarti della alimentazione umana: lo stesso comma 2 del citato articolo 13, prevede che i reflui domestici, ai quali gli scarti della alimentazione umana sono da assimilare, possono essere immessi nelle reti fognanti purche' osservino i regolamenti emanati dall'ente gestore dell'impianto; lo smaltimento dei residui della alimentazione umana attraverso l'uso di elettrodomestici dissipatori che riducono la massa in particelle fini o sottili, puo' essere ritenuto un ulteriore segmento dei processi di riutilizzo e di raccolta differenziata dei RSU, per due motivi fondamentali: 1) l'aumento della massa solida, immessa nella rete fognante, costituita da materiale di "alta qualita'", come sono gli scarti della alimentazione umana, incrementa le potenzialita' dei fanghi di depurazione rendendoli piu' idonei all'utilizzo nelle applicazioni agricole; 2) viene facilitata la raccolta dei contenitori utilizzati in ambito domestico in quanto priva gli stessi dei residui dello stesso prodotto che, molto spesso, a causa del loro deterioramento, rendono complesso lo stoccaggio degli stessi contenitori negli ambienti abitativi; cio' e' conforme a quanto previsto dal decreto legislativo n. 22 del 1997 (decreto Ronchi) che prevede la valorizzazione delle differenti tipologie di rifiuto attraverso la loro selezione ed il loro successivo recupero, limitando in maniera significativa il ricorso alla discarica che oggi rappresenta, da un lato, uno dei principali fattori di impatto ambientale e di utilizzo improprio del territorio e, dall'altro, un rischio criminalita' a causa dei potenti interessi economici, non sempre trasparenti, che si coagulano attorno alle discariche, specialmente in alcune aree a rischio del Paese; mentre appare doveroso il richiamo fatto dal legislatore ad escludere che si possa immettere nella rete fognaria pubblica dei rifiuti, e' bene evidenziare che quando la natura dei reflui e' la stessa di quelli presenti nel sistema fogna-depuratore non vi e' alcuna motivazione, sentito l'ente che gestisce il sistema di depurazione, tale da giustificare la non immissione degli scarti della alimentazione umana, In sostanza, va evidenziato che i residui della alimentazione umana presentano lo stesso grado di umidita' (fino al 90 per cento) delle acque reflue provenienti da insediamenti residenziali, derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attivita' domestiche, anche per effetto dell'acqua utilizzata nel trattamento effettuato con gli apparecchi dissipatori della massa, costituente gli scarti alimentari, che, addizionata al gia' elevato grado di umidita' degli scarti organici, conferisce agli stessi ulteriore liquidita'. Attraverso la rete fognaria il fluido raggiunge l'impianto di depurazione dove potra' essere trattato aumentando le potenzialita' della parte restante dei reflui, sia nel caso si vogliano utilizzare come risorsa energetica (mediante digestione anaerobica) o come fertilizzante agronomico; la direttiva n. 91/271/CEE del 21 maggio 1991, recepita dal decreto legislativo n. 152 del 1999 afferma "l'obbligo di riutilizzare le acque depurate, promuovendo il riciclaggio dei fanghi provenienti dal trattamento delle acque reflue". L'acqua reflua carica di sostanza organica come quella proveniente dagli scarti della alimentazione umana, facilmente biodegradabile, puo' rivelarsi un'ottima fonte di acquisizione di carbonio a bassissimo costo e quindi utilizzabile in luogo del metanolo o dell'acido acetico, impiegati come coadiuvanti negli stessi processi di depurazione delle acque reflue; moltissimi studi e esperimenti sono stati compiuti anche in Italia che hanno convalidato scientificamente l'efficacia del cosiddetto "Ciclo Integrato delle Acque e dei Rifiuti (Organici)" e, inoltre, decine di comuni hanno gia' provveduto negli ultimi anni ad incentivare, attraverso la riduzione percentuale della tassa sui rifiuti, l'uso di apparecchi da parte dei privati cittadini-utenti senza che si siano verificati disservizi nel sistema fognante; lo smaltimento in fogna attraverso apparecchi dissipatori dei residui domestici dell'alimentazione umana riduce la frequenza di raccolta dei rifiuti solidi urbani attraverso il minor conferimento di massa nei cassonetti stradali in quanto dagli stessi elimina la parte putrescibile che non consente, attualmente, di raccogliere con frequenza superiore a quella giornaliera. La produzione di emissioni maleodoranti, anche durante il trasporto dei rsu, non tollerati dai cittadini e nocivi per la salute, determinano situazioni di pericolo soprattutto per gli addetti ai lavori sia nel momento della raccolta che nella gestione delle discariche; lo smaltimento in fognatura dei residui della alimentazione umana, misti alle acque domestiche per mezzo di apparecchi dissipatori, facendo diminuire la massa dei rifiuti da portare in discarica, riduce l'apporto di personale necessario alla raccolta. Da cio' si produrrebbe un equivalente riduzione dei costi per via della semplificazione dello smaltimento senza alcuna diminuzione, in termini di addetti nel settore, anzi con sicuro incremento di posti di lavoro per effetto della maggiore utilizzabilita' dei fanghi che ne farebbe aumentare la richiesta. Tra l'altro, fatto non secondario, la scelta di tale nuova tecnologia comporterebbe l'installazione di detti elettrodomestici a basso costo che promuoverebbe nuova occupazione specializzata e non; come si evince dai rapporti sull'occupazione degli osservatori istituzionali dei Paesi membri dell'Unione europea (Danimarca, Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera) che consentono l'utilizzo dei dissipatori; impegna il Governo ad attivarsi affinche' sia modificato entro 30 giorni l'articolo 13 comma 3 del decreto legislativo n. 258 del 18 settembre 2000, nel senso che non e' ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura, ad eccezione di quelli organici provenienti dagli scarti della alimentazione umana, misti ad acque domestiche, opportunamente trattati attraverso apparecchi dissipatori che ne riducano la massa in particelle fini o sottili, considerato, inoltre, che il testo risultante dalla modifica sarebbe compatibile con le norme comunitarie in materia con quelle richiamate in premessa, le direttive 91/271/CEE e 91/276/CEE. (7-01051)

 
Cronologia
lunedì 26 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In seguito al Consiglio europeo del dicembre 2000 a Nizza, in Francia, viene firmato il Trattato di Nizza, che entrerà in vigore il 1° febbraio 2003.

giovedì 8 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Ciampi, sentiti i Presidenti del Senato e della Camera dei deputati, emana il decreto di scioglimento delle Camere (D.P.R. 8 marzo 2001, n. 42).