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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02947 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20010308

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dei lavori pubblici, il Ministro dell'ambiente, il Ministro dei trasporti e della navigazione, il Ministro delle finanze, il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: il 31 gennaio 1998 e' stata concessa una superficie acquea nel porto di Ravenna ad una societa' a responsabilita' limitata, la Seaser, con un capitale pari a 20 milioni di lire, per la costruzione di un porto turistico; la Seaser s.r.l., nel 1995, aveva acquistato i diritti per la costruzione del porto dal Consorzio Marinara, che riuniva il comune di Ravenna e alcuni privati (il Circolo Velico, il Ravenna Yacht Club, la Societa' Canottieri, il circolo Marinai d'Italia, la Sub Delphinus e successivamente lo Yacht Club Romagna) e che aveva fatto elaborare il progetto urbanistico; da notizie di stampa (Il Resto del Carlino, 8 luglio 2000) risulta che la societa' avrebbe costruito abusivamente su una superficie demaniale, tanto che, dopo la sospensione dei lavori nel maggio 1999, l'Autorita' portuale ha emesso, il 10 maggio 2000, un'ordinanza nella quale ingiungeva alla societa' la rimozione delle opere abusive e la rimessione in pristino delle superfici demaniali; il Comune di Ravenna, il genio civile per le opere marittime, la circoscrizione doganale e la capitaneria di porto, avevano precedentemente espresso parere favorevole alla richiesta di sanatoria per le opere abusive; il sindaco di Ravenna, Vidmer Mercatali, in relazione alla vicenda ha dichiarato "Le ragioni addotte dal presidente Remo Di Carlo (il presidente dell'autorita' portuale, ndr) hanno un loro fondamento dal punto di vista formale, di rispetto delle normative. Credo pero' che alla fine, il provvedimento di demolizione delle opere del porto di Marinara, ritenute abusive, risultera' eccessivo. Mi sento di affermare fin d'ora che il, tribunale amministrativo regionale non potra' che concedere alla societa' Seaser la sospensione del provvedimento di demolizione in attesa della definitiva approvazione della variante al piano regolatore del porto" (Il Resto del Carlino, 12 luglio 2000); il 23 giugno 1998, con sentenza n. 1316, la Corte di cassazione, III sezione penale, ha ritenuto inammissibile qualsiasi sanatoria per abusi edilizi ove commessi su aree demaniali; il 31 dicembre 1998 e il 6 gennaio 2000, alcuni pontili del porto turistico "Marinara" sono stati devastati da un incendio che nel secondo caso ha coinvolto anche alcune imbarcazioni ormeggiate; due successive perizie, disposte dalla procura della Repubblica di Ravenna, hanno accertato la pericolosita' dei pontili a causa della loro scarsa resistenza al fuoco, tanto che nella perizia redatta su incarico della procura in occasione del primo incendio, fu rilevato che: "non si puo' sottacere che l'indagine tecnica ha messo in rilievo serie riserve sulla possibilita' che "l'opera d'ingegneria" costituente i pontili galleggianti possa essere ritenuta conforme alla direttiva europea 89/106/CEE del 21 dicembre 1988 (G.U.C.E. n. L 40/12 dell'11 febbraio 1989) relativa al riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri, recepita nel nostro paese con decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n. 246, concernenti i "prodotti da costruzione" in particolare per quanto riguarda il "requisito essenziale n. 2" relativo alla "sicurezza in caso di incendio""; nonostante tali rilievi, che attengono direttamente alla sicurezza degli ormeggi numerose imbarcazioni sono tuttora ormeggiate ai pontili, con grave rischio non solo per esse ma anche per i loro occupanti; nel novembre 2000 il ministero dell'ambiente ha approvato la variante al piano regolatore, prescrivendo tra l'altro che "il piano unitario attuativo sia progettato in modo da garantire almeno il 50 per cento di visuali libere e una dotazione di aree verdi non inferiore a quella attualmente esistente" (Qui, 19 gennaio 2001); nel gennaio 2001 la Seaser e' stata acquistata da un pool di aziende, le cooperative Cmr di Filo d'Argenta (che hanno rilevato il 35 per cento) e l'Imi San Paolo di Torino (che detiene il 65 per cento), tuttavia, come hanno riferito anche alcuni organi di stampa, "resta il mistero sull'identita' dei nuovi soci "occulti" rappresentati da San Paolo" (Il Resto del Carlino, 12 gennaio 2001), "una cordata misteriosa di imprenditori" (Il Resto del Carlino, 3 febbraio 2001); nel febbraio 2001, e' stato deliberato da parte dell'assemblea straordinaria della societa', un aumento di capitale, da 20 milioni a 2 miliardi di lire; il porto attualmente dispone di 600 posti barca, la meta' dei quali occupati ed e' tuttora pendente l'approvazione della variante al piano regolatore da parte della regione, dopo l'intervenuta approvazione del progetto da parte del ministero dell'ambiente; si apprende altresi' che dopo la vendita di Seaser, "il management rimarra' al momento invariato e che i nuovi investitori hanno accettato completamente il progetto di Luigi Mezzetti, per la parte a mare e di Bruno Minardi per la parte a terra" e che "nulla sembra ostacolare il progetto da 100 miliardi: che prevede la realizzazione di 1.500 posti barca e la costruzione - ancora da iniziare - di un "villaggio" con 100 appartamenti e numerosi servizi" (dal settimanale Qui, 19 gennaio 2001); gli organi di informazione riferiscono altresi' che "sul piano operativo Marinara si prepara a sferrare un'aggressiva politica di marketing sul mercato tedesco" (Il Resto del Carlino, 3 febbraio 2001); il presidente dello Yacht Club Romagna, l'ingegner Pietro Calvelli, ha piu' volte sollevato la questione relativa alle irregolarita' che hanno caratterizzato sia la stessa cessione del diritto di costruzione del porto dal Consorzio Marinara alla Seaser sia le complesse vicende burocratiche che ne hanno accompagnato la realizzazione, non ancora compiuta. In una lettera aperta al sindaco di Ravenna, egli ha contestato la decisione di non cedere i diritti a ben piu' solidi investitori", ha sottolineato il fatto inquietante che una fideiussione di 2 miliardi, presentata da Seaser al Consorzio al momento della cessione, sia stata dichiarata "smarrita" dal consorzio medesimo, che la societa' non ha onorato i contratti stipulati con il Consorzio, ed ha espresso perplessita' per la fretta "di sciogliere il Consorzio Marinara, che risulta essere l'unico soggetto a partecipazione comunale al quale Seaser sia vincolata da contratti" in quanto "sciogliere il Consorzio Marinara significa solo sciogliere Seaser dagli impegni sottoscritti a suo tempo con Marinara ed i suoi consorziati"; la minoranza del consiglio comunale, sottolineando la poca chiarezza che ha accompagnato molte delle vicende che hanno interessato le procedure di realizzazione del porto turistico, ha presentato una proposta di istituzione di una Commissione di inchiesta sulla vicenda cui la maggioranza si e' opposta -: se non ritengano di dover assumere ogni iniziativa utile per verificare la regolarita' dei comportamenti tenuti dall'amministrazione comunale di Ravenna in relazione agli atti ed ai comportamenti da essa tenuti in relazione alla procedura di realizzazione del porto turistico di Marinara, con particolare riferimento alla cessione dei diritti di costruzione alla societa' Seaser da parte del Consorzio e con riferimento alla compatibilita' delle opere gia' realizzate con la normativa vigente; quali siano le motivazioni poste alla base dei pareri favorevoli rilasciati dal Genio civile per le opere marittime, dalla circoscrizione doganale e dalla capitaneria di porto, in riferimento alla richiesta di sanatoria per le opere abusive, nonostante l'impraticabilita' della sanatoria in relazione ad abusi commessi su aree demaniali; se il Ministro dell'ambiente ritenga che l'approvazione della variante al piano regolatore sia conforme alle generali esigenze di difesa dell'ambiente e alle norme vigenti e quali siano state le motivazioni, con riferimento a questi aspetti, posti alla base di tale approvazione; se non ritengano che, in base ai principi di trasparenza e pubblicita' dell'azione amministrativa, sanciti dalla Costituzione, debbano essere resi noti i nominativi degli acquirenti della Seaser, considerando che la societa' e' controparte di contratti stipulati con un Consorzio a cui e' partecipante per il 50 per cento l'amministrazione comunale; per quali motivi non siano state assunte le iniziative necessarie per garantire la sicurezza dei pontili, considerando la gravita' dei risultati cui sono pervenuti i periti tecnici incaricati dalla procura della Repubblica di Ravenna e quali siano i motivi per i quali, a seguito di tali rilievi, non sia stata adottata da nessuna delle autorita' coinvolte alcuna misura volta a garantire la messa a norma delle strutture irregolari; se non ritengano necessario, ciascuno per sua competenza, fare in modo che nella realizzazione di un progetto di un'opera pubblica, il cui valore ammonterebbe a circa 100 miliardi, sia comunque garantita la trasparenza, la pubblicita' e la conformita' alle leggi vigenti. (2-02947)

 
Cronologia
lunedì 26 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In seguito al Consiglio europeo del dicembre 2000 a Nizza, in Francia, viene firmato il Trattato di Nizza, che entrerà in vigore il 1° febbraio 2003.

giovedì 8 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Ciampi, sentiti i Presidenti del Senato e della Camera dei deputati, emana il decreto di scioglimento delle Camere (D.P.R. 8 marzo 2001, n. 42).