Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00028 presentata da SPECCHIA GIUSEPPE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 27/06/2001
Interrogazione a risposta orale Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00028 presentata da GIUSEPPE SPECCHIA mercoledì 27 giugno 2001 nella seduta n. 008 SPECCHIA, BUCCIERO, CURTO, SEMERARO, TATÒ. Ai ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e delle politiche agricole e forestali. Premesso: che, a partire dal 1997, con riferimento all'Acquedotto Pugliese, i Governi di centro-sinistra hanno messo in atto una sorta di esproprio nei confronti della Puglia e della Basilicata attraverso prima il commissariamento, poi la trasformazione in S.p.A. con capitale interamente attribuito al Ministero del Tesoro, e infine con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2000 per la vendita diretta all'ENEL; che la trasformazione in S.p.A. è stata fatta senza nemmeno informare preventivamente le regioni Puglia e Basilicata che, invece, insieme ai comuni sono proprietarie di una parte delle condotte, delle reti, degli impianti, eccetera; che anche per questo motivo alle due regioni doveva essere attribuita un parte del capitale sociale della S.p.A. e la presenza nel relativo Consiglio di Amministrazione, come sostenuto anche dalle competenti Commissioni parlamentari e dalla Commissione parlamentare ex legge 59/97; che la decisione di vendere senza alcuna gara l'Acquedotto Pugliese all'ENEL è stata criticata da più parti e soprattutto dalla regione Puglia che ha comunque posto alcune condizioni come, ad esempio, la permanenza della sede a Bari, la partecipazione azionaria e un adeguato piano industriale e di investimenti per infrastruttura per risolvere in modo organico e completo il problema idrico nei suoi diversi aspetti; che, a distanza di oltre un anno dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del marzo 2000, non è stato ancora individuato da una parte il patrimonio dell'Acquedotto Pugliese e dall'altra quello delle regioni e dei comuni; che il prezzo di vendita stabilito dal collegio dei valutatori (1.100-1.300 miliardi) è eccessivamente basso, tanto che il Ministero del tesoro all'inizio del mese di giugno ha annunciato la decisione di impugnare il predetto prezzo attraverso l'Avvocatura dello Stato; che anche all'interno del Governo Amato è stata espressa contrarietà sulla vendita diretta all'ENEL come avvenuto ad esempio da parte dell'ex Ministro dei lavori pubblici, Nesi, che ha anche sostenuto che non è possibile la completa privatizzazione dell'Acquedotto Pugliese perché ciò è in contrasto con la legge Galli che stabilisce che l'acqua è un bene pubblico; che oltretutto ENEL e Acquedotto Pugliese hanno entrambe lo stesso azionista di riferimento; rilevato: che pertanto bisogna riconoscere preliminarmente le competenze delle regioni Puglia e Basilicata ed anche il diritto delle stesse di vedersi assegnate una quota del capitale sociale e la presenza negli organi; che sono opportune riflessioni di ordine giuridico per verificare se negli atti compiuti dai precedenti Governi sia stata rispettata la normativa comunitaria e nazionale sulla concorrenza; che la vendita dell'Acquedotto Pugliese deve avvenire tramite una gara internazionale con condizioni che tutelino gli utenti lucani e pugliesi; che pertanto è necessario modificare il decreto legislativo 141 del 1999, per la trasformazione in S.p.A. dell'Acquedotto Pugliese, e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del marzo 2000 per la vendita diretta all'ENEL; che nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri innanzi citato si prevede che la vendita dell'Acquedotto Pugliese all'ENEL deve avvenire contemporaneamente all'avvio della trasformazione in S.p.A. dell'Ente Irrigazione di Puglia, Lucania ed Irpinia (EIPLI); che i precedenti Governi hanno tentato in due occasioni di costituire la suddetta S.p.A. con, ancora una volta, l'attribuzione dell'intero patrimonio al Ministero del tesoro e quindi senza riconoscere il ruolo delle regioni interessate; che va comunque affrontato con urgenza il problema dell'EIPLI che è oggi in una situazione prefallimentare, come rilevato recentemente dalla Corte dei conti, tanto da non essere nella condizione di pagare gli stipendi al personale, gli interroganti chiedono di conoscere quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere. (3-00028)