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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00246 presentata da BORRELLI LUIGI (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 11/07/2001

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00246 presentata da LUIGI BORRELLI mercoledì 11 luglio 2001 nella seduta n. 014 BORRELLI, CRISCI e MARIOTTI. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che: nella notte del 28 giugno 2001 l'«Excalibur», un peschereccio d'alto mare della flottiglia di Martinsicuro (Teramo), è stato sequestrato dai militari della Guinea Bissau mentre si trovava nelle acque territoriali della Guinea Konakry; la nave è stata dirottata nelle acque della Guinea Bissau dove si trova sotto sequestro nella fonda della città di Bissau; la commissione di fiscalizzazione di Bissau, nella seduta di mercoledì 4 luglio, conferma l'accusa di pesca nelle acque non consentite e, per il dissequestro della nave italiana, fissa la sanzione in lire 700 milioni da versare entro 15 giorni; l'accusa è infondata perché la nave era in altre acque territoriali al momento dell'assalto; la società «ITALFISH», armatrice della nave, rischia il fallimento perché non è in condizione di pagare la multa richiesta; le condizioni dell'equipaggio, dalle poche notizie arrivate, sembrano abbastanza precarie; successivamente, un altro peschereccio della marineria abruzzese, il «Barracuda», è stato catturato e posto sotto sequestro dalle autorità della Guinea Bissau; episodi analoghi a quelli prescritti accadono con una certa frequenza e in varie aree geografiche -: quali iniziative intendano intraprendere la diplomazia italiana per risolvere al più presto il problema che si è creato senza alcuna responsabilità da parte degli equipaggi delle navi sequestrate; quali misure si intendano attivare per evitare che, per l'avvenire, si verifichino tali episodi; quali strumenti si intendano rendere operativi per sostenere le società armatrici che potrebbero vedere pregiudicata la situazione economico-patrimoniale con inevitabili conseguenze negative per gli stessi lavoratori.(4-00246)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 17 febbraio 2003 nell'allegato B della seduta n. 266 all'Interrogazione 4-00246 presentata da BORRELLI Risposta. - Il motopeschereccio italiano Excalibur, di proprietà della società «Italfish di Martinsicuro (Teramo), battente quindi bandiera italiana, è stato sequestrato il 28 giugno 2001 da militari della Guinea Bissau e condotto in porto con l'accusa di pesca nelle acque territoriali della Guinea Bissau senza regolare licenza». Questo sequestro avveniva quasi contemporaneamente a quello del motopeschereccio Barracuda , battente bandiera senegalese ma di comproprietà dell'«Italfish». In quel momento a bordo delle due imbarcazioni si trovavano in totale otto italiani (quattro per ciascun natante). Il 4 luglio 2001 la Commissione Interministeriale di Fiscalizzazione Marittima della Guinea Bissau nello stabilire la confisca dell'«Excalibur» applicava un'ammenda di 150.000 USD per il comandante. La società armatrice, sulla scorta delle affermazioni del comandante, ha affermato che imbarcazione possedeva una licenza della Guinea Conakry e pescava a sei miglia all'interno delle acque della Guinea Conakry trovandosi quindi al di fuori delle acque della Guinea Bissau. Tali affermazioni, unite alle circostanze del sequestro, sono state opportunamente valutate da questo Ministero degli esteri che si è immediatamente attivato sia attraverso l'Ambasciata a Dakar, competente per territorio nonché attraverso l'Unità di crisi. Peraltro, sin dal primo momento, il nostro Console Onorario a Bissau ha fornito la massima assistenza sia all'armatore, recatosi sul posto, che all'equipaggio. Successivamente, la nostra Ambasciata a Dakar è intervenuta presso l'Ambasciatore bissauguineano a Dakar chiedendo l'immediato rilascio del peschereccio ed effettuando un ulteriore passo presso il Ministro dell'economia e delle finanze di quel Paese, Barros, al fine di pervenire ad una rapida e soddisfacente soluzione della vicenda, non mancando di sottolineare soprattutto l'esigenza di permettere ai marittimi di nazionalità italiana, imbarcati sull' Excalibur e sugli altri tre pescherecci battenti bandiera senegalese ma a partecipazione italiana Barracuda , Eschilo e Capo Tramontana sottoposti a sequestro, di poter far rientro in Italia. In occasione del Vertice OUA di Lusaka, il 10 luglio 2001 prima nei confronti del Presidente della Repubblica della Guinea Bissau, Kumba Yalà e successivamente con l'allora Ministro degli esteri, Signora Gomes non si è mancato di esprimere viva preoccupazione per l'intera vicenda, facendo particolare riferimento, nuovamente, alla situazione personale dei marittimi italiani a bordo dei natanti sequestrati e auspicando una positiva e sollecita definizione della vicenda, in coerenza con l'andamento delle buone relazioni tra Italia e Guinea Bissau, che da parte italiana si desiderava mantenere, e, dell'attenzione e disponibilità manifestate dal nostro Governo nei confronti di quel Paese, anche in relazione alla cancellazione del debito estero. In seguito il nostro Ambasciatore, su istruzioni di questo Ministero, si è recato a Bissau per incontrare il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, il Ministro degli Esteri, il Ministro dell'Economia e delle Finanze e il magistrato al quale era affidato il giudizio concernente l' Excalibur ed il Barracuda . Tuttavia, nonostante tali interventi, operati al massimo livello, il giudice investito del caso ha emesso in data 19 luglio 2001 una sentenza che, pur annullando il provvedimento di confisca, condannava l' Excalibur ad una multa di 800.000 USD e il Barracuda ad una multa di 600.000 USD. Veniva comunque stabilito che le ammende potessero essere pagate in 4 rate mensili, ciascuna dell'ammontare di 350.000 USD (200.000 USD per l' Excalibur e 150.000 USD per il Barracuda ) le cui scadenze avrebbero dovuto essere rispettate pena il decadimento del beneficio della rateizzazione ma le motonavi potevano immediatamente lasciare il paese dopo il pagamento della prima rata previsto per il 28 agosto 2001. Per ambedue le imbarcazioni è stato disposto il sequestro del pescato e sono state applicate al comandante e all'armatore ammende accessorie. Quest'ultimo in particolare è stato condannato al pagamento di 1/6 del totale della multa inflitta ai battelli. Il 31 agosto 2001, a tre giorni dall'ordinanza emessa il 28 agosto a seguito della sentenza di cui sopra, i motopescherecci Excalibur e Barracuda hanno finalmente potuto lasciare le acque della Guinea Bissau, dopo un sequestro durato oltre due mesi, che ha visto coinvolte tutte le istanze istituzionali della Guinea Bissau, dai vertici militari a quelli politici, alle Autorità giurisdizionali. Con la liberazione dei due pescherecci, l'attenzione si è spostata verso le prospettive di riduzione delle ammende dopo il giudizio di secondo grado avviato su ricorso della società armatrice. Va peraltro rilevato che varie fonti avevano segnalato, nel marzo del 2000, la presenza dell' Excalibur nelle acque della Guinea Bissau insieme ad altri motopescherecci italiani e il natante risultava seguito con particolare attenzione da quelle Autorità. Al riguardo, questo Ministero degli esteri aveva già emesso nel novembre del 1999 un comunicato, diramato a tutte le Capitanerie di porto, con il quale si raccomandava ai motopescherecci italiani di astenersi dall'operare in campagne di pesca in quelle acque. L'appello è stato più volte rinnovato, da ultimo nell'ottobre 2001, soprattutto alla Italfish, vista la vertenza pendente, ma nonostante gli inviti rivoltigli, l'armatore in questione si era detto intenzionato a continuare a pescare nelle acque di Bissau, dove è presente una specie di crostaceo assai pregiata e di facile commercializzazione. È utile sottolineare come il sequestro dei due motopescherecci italiani di proprietà dell'Italfish ad opera delle Autorità militari della Guinea Bissau, rappresenti l'ennesimo episodio di una lunga serie di atti perpetrati in quel paese a danni di imbarcazioni di proprietà italiana negli ultimi due anni e mezzo. In tale contesto, nell'ottobre 2001, si è svolta alla Farnesina una riunione di coordinamento sulla pesca in Africa alla quale hanno partecipato anche esponenti della Federpesca e funzionari di questo Ministero e del Ministero delle politiche agricole e forestali. Scopo della riunione era quello di avviare una riflessione congiunta sulle tematiche della pesca in Africa, a seguito soprattutto delle vicende di sequestri che hanno interessato pescherecci di società armatrici italiane. È stata ricordata l'intensa e complessa, azione diplomatica svolta presso le massime autorità della Guinea Bissau, che ha portato al rilascio dei natanti Exalibur e Barracuda , pur se l' iter giudiziario della vicenda non è ancora concluso, e l'analogo interessamento, in condizioni politico-ambientali locali ancor più difficili, in favore del peschereccio Baharykenya (sequestrato nelle acque della regione del Puntland in Somalia). Dall'esperienza di tali episodi e tenendo presente che la pesca rientra ormai fra le materie di competenza dell'Unione europea e che gli accordi con i paesi terzi sono negoziati e gestiti dalla Commissione Europea, si è sottolineato che la questione della tutela degli interessi delle società armatrici italiane va esaminata nelle sue componenti comunitaria, bilaterale ed ambientale e nel contesto dei nostri interessi complessivi nel continente africano. A tale riguardo, è emerso che le attività di pesca degli armatori italiani sono concentrate essenzialmente nelle acque di alcuni Paesi in Africa occidentale ed impegnano una flottiglia di una trentina di pescherecci. In quella sede, con particolare riguardo all'aspetto comunitario, la Federpesca ha lamentato come gli Accordi conclusi dalla Commissione Europea spesso, come nel caso della Guinea Bissau, penalizzino i nostri armatori a vantaggio di altri partners europei e che la Commissione europea non interverrebbe in maniera adeguata in difesa di armatori italiani allorché si verificano episodi di sequestro di natanti. Da parte di questo Ministero e del Ministero delle politiche agricole si è rilevato come la Commissione europea rimetta esclusivamente all'armatore o allo Stato di bandiera la tutela degli interessi delle navi comunitarie oggetto di procedimento giudiziario e/o amministrativo. Peraltro, è emerso che, spesso, i natanti italiani non sono in regola con i pertinenti regolamenti comunitari (ad esempio, per quanto riguarda l'installazione a bordo della «scatola blu»). Si è quindi convenuto sulla necessità che da parte italiana si assicuri comunque un'adeguata e continuativa presenza nel corso del processo negoziale dei singoli accordi e sull'opportunità di intervenire presso il competente Commissario europeo per rappresentargli le attese italiane. È stato poi evidenziato che oltre alle autorizzazioni di pesca ottenute in virtù di accordi comunitari, gli armatori italiani operano anche attraverso licenze di pesca che scaturiscono da accordi bilaterali e che talvolta - come nel caso della Guinea Bissau - risulterebbero meno precisi o lacunosi rispetto a quelli comunitari. Si è pertanto suggerito che la Federpesca proceda agli opportuni aggiornamenti, ove ritenuti necessari. Durante la riunione si è anche sottolineato come le fragili e talvolta instabili situazioni politiche in taluni Paesi africani con la conseguente difficoltà di individuare interlocutori istituzionali affidabili incida negativamente sulla possibilità di svolgere una efficace azione diplomatica in caso di sequestro di natanti. Si è infatti citato il caso limite della Somalia, ove l'assenza di qualsiasi forma di autorità statuale e di struttura amministrativo-giudiziaria effettiva rende di fatto pressoché impossibili nostri interventi di tutela, anche umanitaria. È stato pertanto rinnovato agli armatori il richiamo ad un comportamento prudente, responsabile ed attento agli aggiornamenti diffusi dall'Unità di Crisi della Farnesina sui Paesi di maggiore rischio. Si è infine discussa la possibilità di ipotizzare interventi di cooperazione bilaterale, anche di dimensioni limitate, in qualche Paese africano rivierasco, che possano indirettamente favorire il raggiungimento dell'obiettivo di più fruttuosi rapporti nel settore della pesca. Al riguardo, la Federpesca farà conoscere l'effettiva rilevanza degli interessi di pesca degli armatori italiani in particolare per quanto riguarda l'Africa Occidentale. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Alfredo Luigi Mantica.



 
Cronologia
giovedì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento in seduta comune elegge, al primo scrutinio, Rocco Mauro componente del Consiglio superiore della magistratura.

mercoledì 11 luglio
  • Politica, cultura e società
    In un'intervista al Tg1 il Ministro dell'economia, Giulio Tremonti, citando dati della Ragioneria dello Stato e della Banca d'Italia, annuncia un deficit pari a circa 62 mila miliardi. Per l'opposizione il deficit non supera i 20 mila miliardi.

sabato 14 luglio
  • Politica, cultura e società
    Nasce la Margherita, soggetto politico «unitario», che si fonda sulle culture dei quattro partiti aderenti: Democratici, Ppi, UdEur e Rinnovamento italiano.