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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00289 presentata da SERENA ANTONIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 13/07/2001

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00289 presentata da ANTONIO SERENA venerdì 13 luglio 2001 nella seduta n. 016 SERENA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri . - Per sapere - premesso che: il periodico Il Duemila diretto dall'onorevole Raffaele Costa, nel suo ultimo numero ha ospitato il seguente articolo: «Scoperto un altro ente inutile. È il Comitato di collegamento con la FAO: ci costa 550 milioni l'anno ma si riunisce solo per approvare i bilanci. Chi ha mai sentito parlare del "Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo italiano e l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura"? Tale Comitato è stato istituito con una legge dell'ormai lontano 1948 e soprattutto costa alle casse pubbliche 550 milioni l'anno da circa 16 anni (nel 1984 il contributo venne elevato di 400 milioni annui rispetto agli anni precedenti). A presiedere tale Comitato, il cui compito sarebbe quello di coordinare i rapporti con la FAO, è il Ministro per le politiche agricole. Ma a farne parte sono chiamati rappresentanti di quasi tutti i Ministeri. Che i compiti di tale Comitato siano alquanto scarsi lo attesta la Corte dei conti che scrive in proposito: "Le funzioni previste dalla legge istitutiva non sono ormai da lungo tempo più esercitate, tanto che non sono stati mai costituiti né la giunta esecutiva né i sottocomitati". In pratica il Comitato serve solo a far sopravvivere se stesso. Prova ne è che si riunisce solo per l'approvazione dei bilanci e gli unici organi attivi sono solo il Collegio amministrativo e il Collegio sindacale. A ben cercare si trova qualcosa nell'attività del Comitato: tra cui il contributo di 34 milioni di lire elargito nel 1998 per la celebrazione della "Giornata della donna rurale". Non deve sorprendere che le conclusioni siano drastiche: "Si pone pertanto il problema della soppressione dell'Ente in questione - scrive la Corte dei conti - in quanto l'attività svolta dalla Segreteria generale, nonostante l'esiguità del personale, si realizza in funzioni di segreteria che ben possono essere svolte da un'articolazione della Direzione generale delle politiche comunitarie e internazionali". Il tutto porterebbe a un "conseguente recupero a favore dell'Erario di notevoli disponibilità finanziarie"» -: se non si intenda valutare l'opportunità dell'immediata soppressione dell'ente in questione. (4-00289)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 8 ottobre 2001 nell'allegato B della seduta n. 040 all'Interrogazione 4-00289 presentata da SERENA Risposta. - Il Comitato nazionale italiano della FAO è stato istituito con decreto legislativo n. 1182 del 7 maggio 1948, ratificato con legge n. 561/1956, per rispondere ad un esplicito voto della Conferenza FAO (settembre 1946) con cui veniva chiesto agli Stati Membri di costituire un «Comité National de liaison à forte représentation». Il Comitato, presieduto dall'allora Ministro dell'agricoltura e delle foreste oggi Ministro delle politiche agricole e forestali, è composto dai rappresentanti dei dicasteri e degli enti che operano nei settori di competenza della FAO. Il Comitato nasce come collegamento tra il Governo italiano e la FAO o altri analoghi istituti internazionali con funzioni, altresì, di coordinamento tra i diversi ministeri ed enti o istituti internazionali. I compiti assegnati al Comitato dalla norma istitutiva sono sostanzialmente svolti dal collegio amministrativo e dal segretariato generale. Il collegio amministrativo indirizza il segretariato per una adeguata partecipazione del nostro Paese alle assise internazionali convocate dalla FAO, curando ogni volta la necessaria preparazione delle nostre delegazioni e fornendo tempestivamente al segretariato della FAO le notizie richieste per l'elaborazione della documentazione. Tali attività sono annualmente sottoposte alla ratifica del Comitato nazionale in occasione dell'esame dei bilanci preventivo e consuntivo che, oltre alla esposizione dei dati finanziari, evidenziano in dettaglio tutta l'attività svolta dal collegio amministrativo e dal segretariato generale. Il Comitato, considerato nella sua figura unitaria, non è collocabile nell'ambito di un determinato dicastero, essendo un organo di coordinamento tra vari ministeri ed enti o istituti internazionali. L'ufficio del segretariato generale, invece, ha un legame assai accentuato di dipendenza dal Ministro delle politiche agricole e forestali: spetta esclusivamente a questi la nomina, la conferma o la revoca del segretario generale; l'atto di assunzione ed ogni eventuale provvedimento disciplinare del personale; la determinazione, in concreto, dei compiti del segretariato. Da molti anni il ministero del tesoro ha chiesto a questa amministrazione di voler provvedere ad inglobare l'ufficio del segretariato del Comitato nazionale della FAO, nella struttura del Ministero, secondo l'indirizzo tendente alla «scomparsa di quelle anomale configurazioni giuridiche, variamente chiamate (organi, comitati, eccetera)». Tale soluzione, sollecitata, oltre che dal ministero del tesoro, anche dalla Corte dei conti, ha trovato parziale accoglimento. Il ministero, quale organo di vigilanza, ha previsto con decreto del Presidente della Repubblica n. 450 del 28 marzo 2000 l'inquadramento del personale attualmente in servizio presso il segretariato generale (n. 3 unità) nei ruoli del ministero. Per quanto riguarda l'attuale dotazione finanziaria del Comitato, la legge 4 agosto 1984, n. 461, oltre a stabilire un contributo ordinario annuale a favore del Comitato corrispondente per complessive lire 550 milioni, postula che lo stesso sarà oggetto di rideterminazione a decorrere dall'inquadramento del personale del segretariato nei ruoli del ministero dell'agricoltura e delle foreste. L'importo del contributo ordinario in favore del Comitato (lire 550 milioni annui), era stato quantificato per far fronte, alla data di emanazione della legge n. 461/1984, ad un organico previsto di 30 unità di personale. Tenuto conto che la Presidenza del Consiglio dei Ministri - dipartimento funzione pubblica - all'uopo interessata, non ha inteso autorizzare il Comitato ad espletare pubblici concorsi per reintegrare il ruolo organico del Segretariato, ne è conseguita una costante diminuzione di unità operative fino a raggiungere l'attuale consistenza di tre persone. Conseguentemente, la progressiva diminuzione degli oneri del personale (che in bilancio corrispondono a circa il 90 per cento delle spese correnti di funzionamento) ha determinato un costante incremento annuo dell'avanzo di amministrazione. Il collegio amministrativo, quindi, non essendo stato utilizzato il contributo, se non in minima parte, ha deliberato di investire la quasi totalità del risparmio nell'acquisto di titoli di Stato. In merito al contributo di lire 34.907.840, esposto nel bilancio consuntivo dell'esercizio 1998, destinato alla realizzazione della «Giornata Mondiale della Donna Rurale, si precisa che esso comprende un finanziamento da parte dell'ISMEA e del ministero delle politiche agricole e forestali di complessive lire 34.209.683, come risulta dai documenti contabili ufficiali; pertanto, la quota partecipativa del Comitato, deliberata dal collegio amministrativo, ammonta a sole lire 698.157. Quanto, infine, alla richiesta di soppressione del Comitato, è allo studio dell'amministrazione una soluzione legislativa in tal senso, volta ad inglobare definitivamente, entro il 31 dicembre 2001, le attuali funzioni del Comitato nella struttura del ministero. Il Ministro delle politiche agricole e forestali: Giovanni Alemanno.



 
Cronologia
mercoledì 11 luglio
  • Politica, cultura e società
    In un'intervista al Tg1 il Ministro dell'economia, Giulio Tremonti, citando dati della Ragioneria dello Stato e della Banca d'Italia, annuncia un deficit pari a circa 62 mila miliardi. Per l'opposizione il deficit non supera i 20 mila miliardi.

sabato 14 luglio
  • Politica, cultura e società
    Nasce la Margherita, soggetto politico «unitario», che si fonda sulle culture dei quattro partiti aderenti: Democratici, Ppi, UdEur e Rinnovamento italiano.