Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00297 presentata da SERENA ANTONIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 16/07/2001
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00297 presentata da ANTONIO SERENA lunedì 16 luglio 2001 nella seduta n. 017 SERENA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: i consigli degli ordini forensi, essendo enti pubblici, debbono osservare con il massimo rigore le norme di legge, in particolare quando esercitano l'attività disciplinare sui propri iscritti, poiché tali potestà disciplinari sono sovente in attrito con il dettato costituzionale e poiché, nell'esercizio di una potestà simile a quella giudiziaria, essi debbono osservare scrupolosamente gli obblighi di terzietà, imparzialità ed onestà nel giudicare; secondo quanto risulta all'interrogante ciò non avverrebbe nelle sale dei consigli degli ordini forensi delle città di Pordenone e di Trieste, siti, a spese della collettività, presso i locali Palazzi di Giustizia; infatti, tali organismi sono stati sottoposti a plurimi atti di querela per reati compiuti nell'esercizio di tali potestà di diritto pubblico; tali querele, oltre sessanta, pendono presso diverse procure del Veneto ed hanno per oggetto fattispecie criminali gravissime, quali l'abuso d'ufficio, l'interesse privato in atti d'ufficio, l'omissione di atti dovuti d'ufficio, la violazione della legge sulla trasparenza amministrativa, la violazione della legge a tutela della privacy ; una parte di tali violazioni è anche stata oggetto di un documentato volume di un certo Robin Hood dal titolo «Toghe Forchette - La Giustizia secondo l'ordine forense» (edizioni Littoria, Milano, 2000), ove si evidenzia e si documenta l'uso di processi disciplinari quale mezzo di repressione sul lavoro degli avvocati politicamente non allineati (abuso d'ufficio), si chiede di sapere -: se si ritenga ammissibile che degli enti di diritto pubblico come i menzionati consigli degli ordini degli avvocati siano retti e composti da persone sottoposte ad oltre sessanta carichi processuali penali pendenti, con accuse gravissime e per fatti compiuti con abuso delle suddette potestà di diritto pubblico; se il Ministro della giustizia non intenda svolgere gli accertamenti inerenti la posizione dei membri dei consigli degli ordini degli avvocati di Trieste e Pordenone; se, vista la situazione, il Ministro in indirizzo non intenda valutare l'opportunità di un commissariamento dei suddetti consigli degli ordini degli avvocati. (4-00297)