Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00075 presentata da BORRELLI LUIGI (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 18/07/2001
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00075 presentata da LUIGI BORRELLI mercoledì 18 luglio 2001 nella seduta n. 019 BORRELLI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: in data 19 giugno 2000, presso la sede del ministero delle finanze e alla presenza del signor Ministro, veniva sottoscritto tra l'ETI, rappresenta dal presidente dottor Maurizio Basile e le organizzazioni sindacali confederali e di categoria, un verbale di accordo circa la riorganizzazione dell'ETI; per effetto ditale riorganizzazione lo stabilimento dell'ATI spa (controllata ETI) di Lanciano deve cessare la produzione entro il 30 giugno 2001 con la conseguente creazione di n. 60 esuberi (valutato il Full Time Equivalent ) essendo l'organico dello stabilimento alla data della sottoscrizione dell'accordo pari n. 31 dipendenti fissi e n. 43 dipendenti stagionali); nello stesso accordo è previsto, come scelta strategica nel processo di riorganizzazione dell'ETI, la creazione di una rete di magazzini, e tra questi un magazzino ( Main Transit Point ) a Lanciano che riassorbirà 15 unità dei 60 esuberi determinatisi in seguito alla chiusura dello stabilimento; nel predetto accordo è previsto che: «l'ETI s'impegna, d'intesa con le organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo a: supportare con specifici progetti di formazione o di riqualificazione il personale oggetto verso strutture richiedenti una diversa e qualificata professionalità rispetto a quella posseduta; partecipare ad iniziative imprenditoriali con l'apporto di proprie risorse (immobiliari e/o finanziarie) e, quindi, con l'acquisizione per un periodo di tempo predeterminato, di una quota di capitale di rischio; supportare eventuali iniziative individuali e/o collettive finalizzate a forme di autoimprenditorialità od autoimpiego»; da notizie apparse sulla stampa locale si è appreso ( Il Centro 2 giugno 2001) da una dichiarazione del presidente della provincia di Chieti che lo stabilimento ATI di Lanciano sarebbe stato venduto da quaranta giorni all'insaputa di tutti e con la garanzia di riassorbimento di solo 28 unità lavorative; da successive notizie di stampa ( Il Centro 3 giugno 2001) la società acquirente sarebbe la D&D Euroservice, che avrebbe dichiarato di avere ambiziosi programmi di investimento; secondo quanto risulta all'interrogante il responsabile delle relazioni istituzionali dell'ETI, contattato in via informale, ha confermato l'esistenza della trattativa, ma ha escluso che la vendita sia già avvenuta e ha invece riconfermato la volontà dell'ETI di aprire a Lanciano il magazzino previsto dall'accordo del 19 giugno 2000; all'interrogante risulta altresì che in data 15 giugno 2001 si è svolto a Lanciano una riunione del consiglio comunale a cui sono stati invitati a partecipare rappresentanti sindacali e delle Istituzioni e che nel corso della riunione il presidente della provincia di Chieti ed altri consiglieri comunali intervenuti hanno sostenuto che la vendita dello stabilimento era effettivamente avvenuta a favore della soc. D&D Euroservice, dimostrando di conoscere elementi precisi della trattativa, come l'esistenza di fideiussioni a garanzia per diversi miliardi di lire; l'interrogante attraverso una certificazione della Camera di commercio di Chieti ha potuto accertare che: la D&D Euroservice è una società a responsabilità limitata costituita il 9 maggio 2001 ed iscritta nella sezione ordinaria del registro il 21 maggio 2001; il capitale sociale è di lire 20.000.000 (10.330 Euro); organi sociali in carica Di Carlo Isaia presidente, Di Francesco Antonio vicepresidente; risulta alla data del 15 giugno 2001 inattiva; la data di costituzione della società sopra nominata verrebbe ad essere posteriore a quella in cui, secondo il presidente della provincia di Chieti, come riportato dal giornale Il Centro del 2 giugno 2001, sarebbe avvenuta la vendita dello stabilimento ATI di Lanciano; che la società in questione dispone di un capitale sociale irrisorio rispetto al valore dello stabilimento che avrebbe acquistato; è difficile pensare che una società appena costituita, che non dispone di capitali o di altre risorse organizzative ad essa riconducibili possa rilevare uno stabilimento del valore di diversi miliardi, terreni industriali molto richiesti in una delle zone industriali più dinamiche della regione e dotarsi di un progetto industriale tale da garantire il riassorbimento degli esuberi evidenziato nell'accordo ETI organizzazioni sindacali sopra citato -: se sia avvenuta la vendita dello stabilimento ATI di Lanciano, e nel caso a favore di chi, se in unico blocco o in più blocchi, se ad un unico soggetto o a più soggetti, e con quali garanzie sulla capacità dell'acquirente o degli acquirenti di garantire il riassorbimento dei 60 esuberi individuati nell'accordo ETI-organizzazioni sindacali; se il Governo intenda intervenire sull'ETI per garantire il puntuale rispetto dell'accordo sottoscritto tra l'Ente e le organizzazioni sindacali assicurando che tutti i lavoratori espulsi per la chiusura dello stabilimento ATI di Lanciano ed individuati nell'accordo in numero di 60 unità a tempo pieno, vengano riallocati attraverso l'apertura del magazzino di Lanciano, l'avvio di nuove attività ed autoimprenditorialità; se il Governo intenda intervenire, se la vendita dello stabilimento ATI di Lanciano non sia stato ancora effettuata, per sospendere ogni determinazione ed avviare una più accurata, chiara e trasparente ricerca di acquirenti che diano maggiori garanzie per la riallocazione del personale che non quelle offerte dalla società sopra nominata, anche attraverso una procedura pubblica di acquisizione dell'acquirente che sgombri il campo da sospetti di illecite interferenze nella vicenda; se sia stata fatta una stima del valore dei beni che l'ATI possiede a Lanciano e che devono essere dimessi e a quanto ammonti il valore di mercato dei suddetti beni, e nel caso la vendita sia già avvenuta se vi sia congruenza tra il valore di mercato e quanto ricavato dalla vendita. (5-00075)