Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00329 presentata da LEZZA GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 19/07/2001
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00329 presentata da GIUSEPPE LEZZA giovedì 19 luglio 2001 nella seduta n. 020 LEZZA. - Al Ministro della sanità, al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che: con decisione comunitaria n. 2001/138/CE del 9 febbraio 2001 sono state definite le zone di protezione ai fini del rischio della malattia Blue Tongue o febbre catarrale degli ovini delimitando gli interi territori delle regioni Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata e zone di sorveglianza per le regioni Campania e Puglia; questo ha generato una serie di vincoli sanitari che impediscono la normale attività di allevamento; in particolare, il divieto alla movimentazione dei bovini sta mettendo in forte crisi tutte le imprese zootecniche del meridione d'Italia (i bovini, purtroppo, sebbene indenni dalla malattia, risultano portatori sani); la tipologia dell'allevamento meridionale è prevalentemente dominato da animali da ristallo (i vitelli vengono ceduti appena scolostrati) destinati agli allevamenti del Nord Italia oltre che ad un consistente flusso di animali giovani di alta genealogia commercializzati fuori regione; il divieto alla movimentazione, presente da alcuni mesi, aggiunto alle difficoltà commerciali provocate dalla crisi della BSE, ha provocato il blocco del mercato e la forzata permanenza di animali maturi ed invenduti negli allevamenti; allo stato attuale, i Servizi veterinari regionali, che hanno adottato un piano straordinario di monitoraggio, non hanno riscontrato né animali sospetti né la presenza del vettore della malattia Blue Tongue sull'intero territorio delle regioni sottoposte a sorveglianza; la citata febbre catarrale se lasciata espandere provocherebbe effetti ben più sconvolgenti della stessa afta epizootica, pertanto deve essere contenuta in tutti i modi possibili per la salvaguardia degli allevatori italiani ed europei; pertanto è ragionevole considerare che l'applicazione della zona di sorveglianza alle predette regioni è praticamente un servizio degli allevatori meridionali a salvaguardia dell'intero patrimonio zootecnico nazionale ed europeo -: quali misure finora sono state attivate per compensare le perdite economiche ed i disagi sostenuti dagli allevatori colpiti dai provvedimenti di sorveglianza e protezione da B.T.; se si ritenga doversi impegnare secondo le seguenti indicazioni sollecitate dagli allevatori meridionali e dalla Coldiretti pugliese: permettere la movimentazione del bestiame, agevolando in maniera particolare la mobilità dei vitelli scolostrati, anche attraverso l'utilizzo di stalle opportunamente attrezzate ove raccogliere e far sostare gli animali durante la prescritta «quarantena» prima della commercializzazione. Tale soluzione, ancorché limitata, è utile ma anche molto onerosa per le imprese agricole. Pertanto, vanno ricercate opportune forme di ristoro dei maggiori costi che le imprese sosterranno per l'allestimento delle stalle di quarantena e per la stabulazione forzata degli animali; rendere fruibili dagli allevatori meridionali i regolamenti comunitari sull'ammasso pubblico delle carni, provvedendo al riconoscimento di strutture di macellazione e stoccaggio nelle aree soggette a sorveglianza B.T. finora escluse per l'assenza di strutture autorizzate, anche con opportuni provvedimenti di deroga; rifinanziare il contenuto dell'articolo 7- bis , comma 2, lettera b) , relativo al fondo straordinario per l'emergenza BSE per singolo capo bovino, della legge 49/01, ampliandone la vigenza, per le regioni colpite dai provvedimenti di profilassi sanitaria, a tutto il periodo di sorveglianza da Blue Tongue. (4-00329)