Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00127 presentata da MINNITI MARCO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 01/08/2001
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00127 presentata da MARCO MINNITI mercoledì 1 agosto 2001 nella seduta n. 028 MINNITI, BONITO, SABATTINI, OLIVERIO, PAPPATERRA, LETTIERI, MANCINI, ALBONETTI, LOIERO, FUMAGALLI, BOATO, PECORARO SCANIO, BOVA e LEONI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: in data 2 luglio 2001 il Gip presso il Tribunale di Crotone, su richiesta del Procuratore della Repubblica, emetteva ordinanza di custodia domiciliare nei confronti del Presidente della Provincia della stessa città e di altre persone; il successivo 6 luglio, dopo l'espletamento di un complesso incidente probatorio, il Gip disponeva la revoca della misura custodiale nei confronti di tutti gli indagati; il 7 luglio il Procuratore della Repubblica, dottor Francesco Tricoli, diffondeva, su carta intestata «Procura della Repubblica di Crotone», un «comunicato stampa», ripreso all'indomani con grande rilievo dai principali organi di informazione regionali e locali, del seguente testuale tenore: «Mi corre l'obbligo di comunicare, al fine di garantire una corretta informazione su ciò che sta avvenendo a proposito dell'indagine sui fatti per i quali sono indagate alcune persone (politici e funzionari dell'ente provincia ed imprenditori); che ieri si è svolto l'incidente probatorio che ha confermato, come in quello precedente, in pieno le ipotesi accusatorie in quanto tutti i dichiaranti hanno confermato integralmente davanti ad un giudice terzo (GIP) e nel contraddittorio delle parti le dichiarazioni rese davanti al Pm; che proprio per queste ragioni, non sussistendo più esigenze cautelari dal momento che la prova dei fatti contestati agli indagati era stata cristallizzata definitivamente, l'ufficio Procura non si è opposto alla scarcerazione degli stessi; che non bisogna confondere la gravità del quadro probatorio accertato nei confronti degli indagati con il venir meno delle esigenze cautelari; che le indagini proseguono; mi auguro che questo valga a far cessare lo sport o l'hobby, quasi mai in buona fede e quasi mai per amore della legalità e quasi sempre per disinformare l'opinione pubblica, di mettere in dubbio sic et simpliciter, senza avere alcuna conoscenza delle carte processuali e/o la preparazione adeguata e senza l'umiltà di attendere l'esito del procedimento e/o delle sue fasi, l'operato degli inquirenti, che con umiltà, dignità e serietà lavorano esclusivamente per l'unica finalità istituzionale: riaffermazione della legalità senza guardare in faccia nessuno e rispettando il principio costituzionale che la legge è uguale per tutti; i giochi di attacco ai magistrati della Procura oggi sono sempre più raffinati e subdoli. Già in passato questo ufficio ha dovuto sperimentare l'incivile sport. Spero che certe esternazioni cessino e che ognuno si riappropri della cultura del rispetto, della dignità, dell'umiltà; spesso mi chiedo come possa riaffermarsi nel nostro territorio la legalità, come possano trasmettersi i valori costituzionali alle nuove generazioni, come dire ai nostri figli che viviamo in uno stato sociale e di diritto, che l'illegalità non è solo quella della criminalità che consuma nel sangue la propria condotta!; oggi c'è molta superficialità e strumentalizzione nell'aggredire coloro che lavorano con senso del dovere per far rispettare le leggi; oggi chi è rimasto a sognare la fine dell'illegalità? Chi è dalla parte di coloro che compiono il proprio dovere istituzionali, con enormi sacrifici, in un'ottica di puro servizio e rischio personale e dei propri familiari?; personalmente ritengo che quasi tutti i cittadini desiderano ancora vivere in un territorio pulito, dove i valori siano con coerenza etica e operativa trasmessi ai ragazzi; c'è ancora la gente che lavora, che aspira alla prima occupazione, che desidera vivere in condizioni di sicurezza etico-sociali assicurate dalle istituzioni, che trova risposte alle proprie legittime aspettative; ma c'è anche - e non possiamo meravigliarci - anche la gente rassegnata, arrabbiata, delusa, che avverte il senso della sconfitta e della mortificazione, che si sente dispersa, che resta ammutolita di fronte a tanta arroganza e voglia di impunità, di fronte alle vittorie della criminalità, di fronte al degrado istituzionale; quanti tentativi sono fatti ogni giorno per deviare l'opinione pubblica dalle giuste direttive e per trasformarla - con inganni ed artifizi - in un movimento di ostilità verso i magistrati impegnati con fermo rigore giuridico, finalizzato esclusivamente all'applicazione e al ripristino della legalità!; quanto alla cosiddetta solidarietà siccome intesa, esercitata ed esteriorizzata in talune occasioni,... mi astengo da qualsiasi considerazione; da parte di molti è stata svuotata di contenuto ed oggi il senso della solidarietà vive solo nel cuore, nella mente, nella coscienza, nella cultura personale e nell'operato autentico e silenzioso di chi veramente condivide questo nobile sentimento verso il prossimo»; al di là della inopportunità da parte dell'organo inquirente di esprimere, all'indomani della scarcerazione degli indagati, valutazioni di merito in ordine al fondamento dell'accusa e della estemporaneità di certe confuse analisi sociologiche in ordine allo stato delle istituzioni e al rapporto di queste con la società civile, il «comunicato stampa» - che ha creato scalpore e sconcerto in vasti ambienti del crotonese e dell'intera Calabria - rivela, una preoccupante condizione psicologica dell'inquirente nonché un grado di coinvolgimento personale nella vicenda palesemente incompatibile con l'equilibrio necessario alla gestione di inchieste giudiziarie che sollecitano l'attenzione della opinione pubblica -: alla luce di quanto esposto, quali iniziative di propria competenza, eventualmente anche di carattere ispettivo, intenda adottare rispetto alla vicenda segnalata. (5-00127)