Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00573 presentata da BRUSCO FRANCESCO (CCD-CDU BIANCOFIORE) in data 03/08/2001
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00573 presentata da FRANCESCO BRUSCO venerdì 3 agosto 2001 nella seduta n. 030 BRUSCO e CIRO ALFANO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . - Per sapere - premesso che: il consiglio di amministrazione dell'Università di Napoli Federico II, con delibere assunte in data 28 maggio 2001 ha affidato incarichi professionali per la realizzazione di nuovi insediamenti universitari nelle aree degli ex stabilimenti industriali Cirio e Corradini; per interventi di questa importanza, in analogia alle procedure concorsuali delle altre Università italiane, occorre attivare un Concorso di Progettazione, come previsto dalla vigente legge «Merloni», (legge n. 109 del 1994) dando spazio e possibilità a tutti i professionisti interessati e permettendo di raggiungere lo scopo di selezionare il miglior progetto-: se non ritenga opportuno assumere le adeguate iniziative volte a rimuovere tale ingiustizia e venga adottata la procedura del Concorso di Progettazione che garantisce la massima trasparenza ed i migliori risultati qualitativi. (4-00573)
Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 novembre 2002 nell'allegato B della seduta n. 225 all'Interrogazione 4-00573 presentata da BRUSCO Risposta. - Il Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, al quale sono stati richiesti gli elementi istruttori di competenza, ha comunicato quanto di seguito riportato. L'Università Federico II ha stipulato un complesso accordo di programma con la regione Campania, il comune di Napoli, l'Autorità portuale, la capitaneria di porto, gli allora Ministeri dei lavori pubblici e dei trasporti, comprendente la realizzazione in San Giovanni a Teduccio, delle sedi per le nuove facoltà di ingegneria e di giurisprudenza nelle aree degli ex insediamenti industriali Corradini e Cirio. Si tratta di interventi di ampia portata e di notevole complessità, destinati a produrre un impianto significativo sul tessuto urbanistico, ambientale e socio-economico della città di Napoli. Accertato che le risorse umane disponibili all'interno dell'Amministrazione non sarebbero in grado di assolvere un impegno così oneroso, l'Università si è vista costretta a far ricorso a risorse esterne ed ha individuato l'opzione più conveniente nell'appalto di progettazione, vale a dire nella gara di servizio per la scelta del progettista, da espletarsi a norma del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, di attuazione della direttiva 92/50/CEE del 18 agosto 1992. L'Università ha, infatti, escluso di far ricorso al concorso di progettazione anzitutto per la lunghezza dei tempi per il suo espletamento a fronte dell'impegno, assunto con l'impegno di programma, di presentare al Comune il progetto definitivo entro cinquecento giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della regione Campania (BURC) dell'accordo di programma stesso; in secondo luogo per la notevole difficoltà di gestione che il concorso di progettazione presenta, tanto per quel che concerne la valutazione delle idee progettuali quanto la loro traduzione in progettazioni esecutive. È ancora da considerare che tanto la legge-quadro sugli appalti legge 109 del 1994 quanto il regolamento di esecuzione della stessa lasciano ampi spazi alla discrezionalità dell'amministrazione appaltante nella scelta tra il concorso di progettazione e l'appalto di progettazione. Il Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo ha tenuto presente che l' iter procedurale del concorso di progettazione, in quanto caratterizzato dalla valutazione di più idee progettuali, è inevitabilmente condizionato dalla difficoltà di individuare criteri oggettivi di valutazione, sicché il risultato può essere sottoposto a critiche di ogni genere, peraltro senza garantire quella integrale trasparenza auspicata dall'Ordine degli Ingegneri. Orbene, per evitare i rischi enunciati, il Consiglio ha manifestato l'intenzione di applicare la tecnica internazionale della gara, introdotta in Italia dalla comunità europea, con offerte economicamente più vantaggiose. Questo tipo di gara consente, in primo luogo, di selezionare, insieme ad ingegneri di provata competenza, anche architetti di chiara fama in possesso di adeguati curricula. Il che elimina la partecipazione di chi potrebbe proporre un disegno architettonicamente valido, ma poi potrebbe anche non disporre della capacità di tradurlo in un progetto. Inoltre una selezione condotta con la sperimentata tecnica comunitaria porta l'Università a contatto con un ristretto numero di concorrenti qualificati; fra questi si prevede di svolgere una gara nella quale la componente prezzo avrà una funzione meramente ancillare, tant'è che al corrispettivo si prevede di attribuire un peso oscillante fra il 15 ed il 20 per cento del punteggio totale. Il superamento della selezione, affidata a criteri oggettivi volti ad individuare i gruppi di progettazione costituiti da professionalità accertate, consentirà all'Università di trattare con un vincitore qualificato al quale, come primo adempimento, verrà richiesto di presentare almeno tre disegni architettonici dell'opera. Su questi disegni la committente opererà la scelta indicando al progettista le successive linee di sviluppo. Il Consiglio, nell'assumere le proprie determinazioni, ha tenuto conto anche del fatto che questa soluzione è stata già sperimentata con successo da altre pubbliche amministrazioni. La scelta adottata è stata determinata altresì dalla considerazione dei lunghi tempi necessari all'espletamento del concorso di progettazione, assolutamente non contenibili e, pertanto, non compatibili con la scadenza sopra indicata. Si ripete, infatti, che l'Università si è impegnata a presentare al Comune di Napoli il progetto definitivo degli interventi in discorso entro 500 giorni dalla pubblicazione sul BURC dell'Accordo di Programma; pubblicazione avvenuta il 12 marzo 2001. Per le ragioni indicate, si ribadisce la ragionevolezza, e soprattutto la correttezza sotto il profilo giuridico, della scelta adottata dall'Università. Il Sottosegretario di Stato per l'istruzione, per l'università e per la ricerca: Stefano Caldoro.