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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00233 presentata da MARAN ALESSANDRO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 20/09/2001

Interrogazione a risposta orale Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00233 presentata da ALESSANDRO MARAN giovedì 20 settembre 2001 nella seduta n. 034 MARAN. - Al Ministro dell'interno, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il consiglio europeo di Göteborg ha confermato che il processo di allargamento è irreversibile e che va realizzato entro i tempi previsti dal trattato di Nizza per gli stessi candidati che si dimostrano capaci di rispettare i criteri stabiliti a Copenaghen; sulla base dei progressi sinora compiuti, la tabella di marcia dovrebbe consentire ai paesi candidati che saranno pronti a quella data (e tra questi la Slovenia), di concludere i negoziati entro la fine del 2002, con l'obiettivo di una loro partecipazione, quali Stati membri, alle elezioni del Parlamento europeo del 2004; l'allargamento, come confermato nel programma del Governo, rappresenta per l'Europa una responsabilità politica ed un'opportunità storica per creare un'area di pace, di sicurezza e di stabilità democratica nell'intera Europa, anche attraverso il meccanismo delle cooperazioni rafforzate che permetterà agli Stati che ne hanno la volontà e le capacità, di procedere verso forme più profonde di integrazione, facendo da avanguardia nei confronti degli altri membri dell'Unione che potranno aderire in un secondo momento e, in questo senso, l'euro e Schengen non sono che esempi di cooperazioni rafforzate; l'Italia, lasciandosi alle spalle le ambiguità del passato, in questi anni ha puntato sulla creazione di un forte rapporto con la Slovenia, sposando le sue richieste di avvicinamento Nato e all'Unione europea, con l'obiettivo di favorire la stabilità e lo sviluppo di quella regione, allontanando così dai confini focolai di tensione e profughi. E anche allo scopo di rafforzare la presenza della cultura italiana all'estero e di aiutare i piccoli e medi imprenditori a penetrare con successo nei nuovi mercati dell'Est europeo. È in questo quadro che alla Regione Friuli-Venezia Giulia è stata affidata dal Governo italiano la responsabilità del programma di cooperazione decentrata per la ricostruzione della regione croata della Slovenia orientale. E a ciò si è aggiunta, per promuovere il sistema economico del Nord Est nelle iniziative legate alla ricostruzione dei Balcani, la nascita della « Task-force Nord Est»; per il Friuli-Venezia Giulia la collaborazione transfrontaliera non è soltanto una vocazione ma anche una necessità, poiché solo in questo modo quell'area ha la possibilità di superare la sua tradizionale posizione di marginalità e di guadagnare una nuova «centralità», collocandosi nel «crocevia» degli spazi e delle comunicazioni tra le diverse Europe (Est-Ovest e Nord-Sud) e dotandosi di risorse, beni, servizi, professioni, condizioni economiche che siano facilmente accessibili e tendenzialmente unici. Per far questo bisogna riattivare una collaborazione, e una vita quotidiana, che di qua e di là dal confine è esistita per secoli, e che solo da cinquant'anni ha subito una cesura e uno strappo che non è facile ricomporre nel breve periodo; bisogna perciò ricucire le appartenenze comuni e mettere in ombra i motivi drammatici che hanno separato per cinquant'anni; nel corso della visita compiuta lunedì 16 luglio a Gorizia dai Ministri degli interni, onorevole Claudio Scajola e per le riforme istituzionali e della devoluzione, onorevole Umberto Bossi, hanno proposto come misura essenziale per contrastare l'immigrazione clandestina, quella di potare boschi, campi e rovi per rendere «più visibile» il confine, la linea di demarcazione con la Slovenia; come gli organi di stampa hanno subito evidenziato, l'idea non è suonata nuova ai meno giovani, posto che sono ancora visibili le «ferite» che la Jugoslavia di Tito inferse alla natura in prossimità della linea di demarcazione lungo tutta la fascia confinaria per meglio controllare le fughe dall'Est; cinque mesi fa nel corso di una prima visita a Gorizia il leader della Lega nord parlò della necessità di collocare una «rete» da Muggia a Tarvisio -: se non ritengano che l'annuncio di tali misure e la presenza di Umberto Bossi sul confine lungo il quale si sono ammassate in passato forze armate e ideologiche e che oggi è destinato a diventare «virtuale», non alludano (e preparino) ad un mutato atteggiamento dell'Italia nei confronti del processo di allargamento e della Slovenia in particolare; se non sia preferibile invece rafforzare le misure di cooperazione (di cui le pattuglie miste italo-slovene sono solo un esempio) con la vicina Repubblica; come mai nel corso del « blitz Goriziano» la Regione Friuli-Venezia Giulia, da tempo impegnata nella cooperazione transfrontaliera, non sia stata associata alla discussione sulle misure da adottare; quali misure concrete si intendano assumere, a partire dal necessario potenziamento dei mezzi e degli uomini, per contrastare e gestire il fenomeno posto che il Ministro Scajola ha sottolineato che tutti gli immigrati illegali rintracciati e non ammessi in Slovenia, verranno tradotti a Bari. (3-00233)





 
Cronologia
mercoledì 12 settembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il presidente del Consiglio Berlusconi riferisce alla Camera posizioni e iniziative del Governo a seguito degli attacchi terroristici negli Stati Uniti e assicura che in Italia sono state messe in atto tutte le misure di sicurezza per prevenire attentati terroristici. Ribadisce il sostegno dell'Italia agli Stati Uniti.

giovedì 20 settembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si riunisce a Berlino, in Germania, il Consiglio europeo straordinario per analizzare la situazione internazionale dopo gli attentati negli Stati Uniti dell'11 settembre.

mercoledì 3 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A seguito degli attentati dell'11 settembre, il Consiglio atlantico riconosce, per la prima volta nella storia dell'Alleanza, l'esistenza delle condizioni per l'applicazione dell'articolo 5 del Trattato, ai sensi del quale un attacco armato contro un membro dell'Alleanza deve essere considerato come un attacco contro tutti i membri dell'Alleanza stessa.