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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00950 presentata da MARAN ALESSANDRO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 11/10/2001

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00950 presentata da ALESSANDRO MARAN giovedì 11 ottobre 2001 nella seduta n. 043 MARAN. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: le leggi n. 61/89 e n. 431/98 prevedono la classificazione di «comune ad alta tensione abitativa» e una particolare disciplina normativa per quanto riguarda gli sfratti, riduzioni fiscali e maggiorazioni dell'ICI sugli immobili non locati; nella città di Monfalcone (Gorizia) vivono oltre seimila persone senza risultarvi residenti, essendo lavoratori trasferitisi (stabilimenti navalmeccanici Fincantieri) o familiari di questi provenienti nella maggioranza dei casi dal Sud del Paese; è rilevante il numero degli sfratti esecutivi; il punteggio necessario per acquisire un alloggio di edilizia pubblica è notevolmente più alto a Monfalcone rispetto agli altri comuni della provincia; i canoni d'affitto comunemente praticati risentono della scarsa disponibilità del mercato e sono inaccessibili per la stragrande maggioranza dei richiedenti; l'elenco dei comuni ad alta tensione abitativa non è ancora pronto e che la proposta dovrà essere sottoposta alla conferenza Stato/regioni -: se non ritenga che la città di Monfalcone (Gorizia), sussistendo elementi di particolare gravità e urgenza, riscontrati anche dal prefetto di Gorizia, debba venire inclusa nell'elenco dei Comuni ad alta tensione abitativa in modo da consentire procedure più rapide e facilitate nella risoluzione della locale emergenza alloggi. (4-00950)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdì 25 ottobre 2002 nell'allegato B della seduta n. 211 all'Interrogazione 4-00950 presentata da MARAN Risposta. - La legge di riforma delle locazioni ad uso abitativo (legge n. 431 del 1998, articolo 8, comma 4) dispone che il Cipe - su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di intesa con i Ministri dell'interno e di grazia e giustizia - provveda ad aggiornare l'elenco dei comuni caratterizzati da tensione abitativa (elenco previsto dall'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61). Tale elenco - definito oltre 13 anni fa in presenza di condizioni abitative ed urbane sostanzialmente diverse da quelle attuali - comprende le città metropolitane e i comuni con esse confinanti, i capoluoghi di provincia, i comuni definiti ad alta tensione abitativa ai sensi delle delibere Cipe del 30 maggio 1985 e dell'8 aprile 1987 e quelli terremotati della Campania e della Basilicata. L'importanza di procedere all'aggiornamento deriva, essenzialmente, dalla necessità di rendere disponibile un nuovo elenco in grado di restituire - in termini più aggiornati possibili - le mutate condizioni abitative presenti nelle diverse aree territoriali del paese anche ai fini della efficace attuazione della legge di riforma delle locazioni. In relazione a quest'ultimo aspetto occorre tenere conto della previsione contenuta nella legge 431 che consente di applicare unicamente ai comuni compresi nell'elenco gli incentivi fiscali in favore dei proprietari che stipulano o rinnovano il contratto di locazione secondo la modalità cosiddetta «concertata» che, come è noto, fa riferimento, ai fini della determinazione del canone, ad accordi sottoscritti in sede locale tra le organizzazioni sindacali degli inquilini e dei proprietari. Va poi considerato che la sospensione delle procedure nei confronti di particolari categorie sociali (inquilini che hanno nel nucleo familiare ultrassentacinquenni o handicappati gravi e che non dispongono di altra abitazione o di redditi sufficienti per accedere all'affitto di una nuova casa), prorogata fino al 30 giugno 2002 dal decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450, convertito con legge con legge 27 febbraio 2002, n. 14 e ulteriormente prorogato dal decreto-legge 122 del 20 giugno 2002, trova applicazione esclusivamente nei comuni compresi nell'elenco in argomento. Al fine di poter formulare la proposta di aggiornamento sono stati svolti specifici approfondimenti ed elaborazioni per compensare la riscontrata scarsa significatività dei dati tradizionalmente utilizzati. In effetti, con riferimento alla tematica che interessa, le fonti da cui desumere le informazioni coincidono di fatto con il censimento Istat del 1991. Sono stati individuati come criteri idonei a descrivere le condizioni del disagio abitativo, oltre che i consueti indicatori (numero degli sfratti, sovraffollamento, pendolarismo, ecc.), anche la densità territoriale, le condizioni del lavoro e di occupazione, la composizione del mercato abitativo, l'offerta di abitazioni in locazione nonché ulteriori elementi che tendono ad ampliare le modalità per rappresentare, con più aderenza possibile, i caratteri riconducibili a fattori di tensione abitativa quali un valore positivo del saldo migratorio e la presenza di immigrati stranieri. Sulla proposta di aggiornamento - scaturita da indicatori comunque elaborati sulla base dei dati statistici e quindi con le inevitabili approssimazioni conseguenti alla parzialità dei dati disponibili - si sono riscontrate difficoltà oggettive in quanto la stessa è risultata in qualche caso, a parere di alcune regioni, non pienamente rispondente a descrivere le specificità delle singole realtà territoriali. È stato registrato, altresì, un orientamento non favorevole del ministero dell'economia e delle finanze ad un'ipotesi - formulata in assenza di dati da parte del dipartimento per le politiche fiscali dello stesso ministero sull'entità delle agevolazioni fiscali effettivamente fruite - che prevedesse un allargamento del potenziale numero dei comuni con conseguente aumento dei beneficiari delle agevolazioni fiscali previste dalla legge 431 del 1998. Al fine pertanto di recepire le osservazioni formulate dal ministero dell'economia e delle finanze e dalle regioni, sono stati individuati criteri, condivisi dalle regioni e dai comuni nel corso di numerose riunioni a livello tecnico svoltesi presso la conferenza Stato-regioni presso la conferenza unificata, che permettono sia di effettuare l'aggiornamento dell'elenco in modo da non incrementare la popolazione precedentemente interessata sia di consentire alle regioni e alle province autonome di tenere conto delle particolari specificità territoriali, non rilevabili mediante l'elaborazione di indicatori e dati statistici a livello nazionale. Tali criteri avrebbero dovuto formare oggetto di una intesa, da ratificare in sede di conferenza Stato-regioni, tra il ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le regioni, che avrebbe quindi assunto il significato di documento propedeutico all'aggiornamento di che trattasi. Sulla base di successivi contatti intercorsi tra questa direzione generale ed il dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione del ministero dell'economia e delle finanze è stata ravvisata, invece, l'opportunità di sottoporre fin da subito la questione al Cipe trasferendo integralmente i contenuti dell'intesa in una deliberazione dello stesso comitato. Ciò posto, si riportano di seguito i criteri assunti a riferimento per l'aggiornamento dell'elenco dei comuni a tensione abitativa e deliberati formalmente dal Cipe nella seduta del 12 febbraio 2002 previo parere favorevole della conferenza unificata e acquisita l'intesa dei Ministri dell'interno e della giustizia: ai fini della predisposizione dell'elenco dei comuni a tensione abitativa, a ciascuna regione e provincia autonoma è attribuita una soglia massima, in termini di popolazione interessata, conseguente all'inclusione dei comuni capoluoghi di provincia e dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti; ferma restando la soglia massima attribuita nonché l'inclusione, in ogni caso, nell'elenco dei comuni capoluogo di provincia, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono procedere ad individuare, qualora opportuno, altri comuni in sostituzione di quelli con popolazione superiore a 30.000 abitanti; per ciascuna regione e provincia autonoma la popolazione complessiva ricadente all'interno dei comuni da definire a tensione abitativa, con riferimento ai dati Istat 2000, dovrà risultare non superiore al 20 per cento del peso attribuito relativamente ai comuni capoluogo e ai comuni con popolazione superiore alle 30.000 unità. Qualora il valore risultante, in termini di popolazione interessata, sia inferiore al 36 per cento della popolazione complessivamente residente, l'elenco dei comuni può essere integrato fino al raggiungimento di tale valore percentuale. Sulla base dei criteri individuati, le regioni e le province autonome, entro novanta giorni (a decorrere dalla data di pubblicazione della deliberazione Cipe nella Gazzetta ufficiale ) trasmettono al ministero delle infrastrutture e trasporti - direzione generale per l'edilizia residenziale e le politiche abitative - osservatorio della condizione abitativa, l'elenco integrale dei comuni a tensione abitativa. Verificata la rispondenza degli elenchi trasmessi ai criteri enunciati, l'elenco complessivo dei comuni a tensione abitativa viene predisposto e inviato al Cipe per la formale approvazione ai sensi dell'articolo 8, comma 4, della legge 431 del 1998. La richiamata deliberazione Cipe del 12 febbraio 2002, da un lato, risponde alla disposizione normativa contenuta nella legge 431 di procedere all'aggiornamento dell'elenco dei comuni a tensione abitativa anche articolando ed ampliando i criteri precedentemente adottati e, dall'altro, tiene conto del nuovo assetto istituzionale delineato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, lasciando ambiti di autonomia decisionale alle singole regioni sulla base, comunque, di criteri definiti a livello generale. Da tali premesse, pertanto, deriva che l'inclusione o meno del comune di Monfalcone nell'elenco dei comuni a tensione abitativa è demandata alla regione Friuli-Venezia Giulia. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Pietro Lunardi.



 
Cronologia
martedì 9 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Presidente del Consiglio Berlusconi esprime - alla Camera - apprezzamento per la volontà del Presidente degli Stati Uniti di creare un'ampia coalizione internazionale per contrastare il terrorismo. Camera e Senato approvano le mozioni di maggioranza e quella di DS, Margherita e SDI di appoggio all'intervento militare in Afghanistan. Verdi, Pdci e Prc votano contro.

mercoledì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge: Infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici (A.C. 1516), che sarà approvato dal Senato il 6 dicembre 2001 (legge 21 dicembre 2001, n. 443 - Legge obiettivo).