Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01035 presentata da NESPOLI VINCENZO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 17/10/2001
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01035 presentata da VINCENZO NESPOLI mercoledì 17 ottobre 2001 nella seduta n. 047 NESPOLI. - Al Ministro delle comunicazioni, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: dalla Relazione della Corte dei conti al bilancio 2000 di Poste italiane depositata il 6 luglio 2001 (pag. 30), risultava a quella data ancora pendente la procedura di infrazione - C47/98, instaurata dalla Commissione europea nei confronti della Repubblica italiana per aiuti di Stato non autorizzati a Poste italiane spa, già Ente Poste italiane; gli aiuti contestati consisterebbero nelle seguenti misure: 1) 4.337 miliardi di apporti di capitale (composti di 50 miliardi di fondo di dotazione iniziale dell'Ente Poste italiane, di 1.287 miliardi di fondi aggiuntivi erogati al medesimo ente e di 3.000 miliardi conferiti alla società Poste italiane all'atto della trasformazione in spa, legge n. 449 del 1997); 2) copertura delle perdite relative agli esercizi 1994, 1995 e 1996 dell'Ente Poste italiane; 3) esenzione dell'Ente Poste italiane dall'imposta sul patrimonio netto delle imprese; 4) sostegno finanziario al piano di investimenti dell'Ente Poste italiane; 5) rimborsi dei costi netti relativi agli obblighi di servizio universale; 6) pagamento delle rate (quote capitale più interessi) relativi a mutui accesi dall'Ente Poste italiane; si precisa inoltre che, per l'anno 2000, i rimborsi concessi dallo Stato a Poste italiane spa per oneri del servizio universale ammontano a 850 miliardi di lire, mentre le compensazioni per tariffe agevolate ammontano (fra editoria e servizio elettorale) a 567 miliardi; la quota di finanziamento per l'anno 2000 è di lire 1000 miliardi ed è stata erogata in anticipo in quell'esercizio anche una tranche pari a 250 miliardi della quota di finanziamento di 1000 miliardi da erogare per l'esercizio 2001 (Fonte: Relazione della Corte dei conti al bilancio 2000 di Poste italiane); oltre ad alcune delle misure all'esame della Commissione europea che concernono direttamente la gestione di Poste italiane spa, nell'esercizio 2000 la società ha quindi ricevuto sovvenzioni statali sotto varia forma per l'importo complessivo di 2.667 miliardi; a tale importo, costituito da fondi erogati dallo Stato, si aggiungono 130 miliardi provenienti da alienazioni di immobili e 142 miliardi provenienti dalla delibera di slittamento al 2002 dell'indennità una tantum dovuta al personale a compensazione del mancato rinnovo contrattuale 1999/2000 (Fonte: Relazione citata); il totale globale dei fondi utilizzati da Poste italiane, oltre ai ricavi propri dell'attività svolta nell'esercizio 2000, e di 2.939 miliardi, pari al 38,9 per cento dei ricavi del servizio postale, che sono 7.551 miliardi nel 2000; non sorprendono dunque le dichiarazioni del dottor Passera, secondo cui Poste nell'esercizio 2001 dovrebbe raggiungere il pareggio; un tale massiccio supporto statale non sembra peraltro trovare giustificazione nella situazione di mercato estremamente favorevole in cui opera Poste italiane. La riserva attribuitale copre infatti il 97 per cento del mercato standard. In sede di recepimento della direttiva europea 97/67/CE, effettuata con il decreto legislativo n. 261 del 1999, il monopolio statale, che aveva prima ad oggetto solo le corrispondenze epistolari, è stato esteso, fino alla soglia di 350 grammi e seimila lire, alle fatture commerciali, che costituiscono una larghissima parte del mercato, in quanto sono la maggioranza degli invii dei fornitori di servizi pubblici; è stato esteso altresì alla posta elettronica ibrida, alla pubblicità indirizzata con invii inferiori ai diecimila pezzi, alle raccomandate strumentali a procedimenti giudiziari o amministrativi. Oltre alla gestione del servizio universale, Poste italiane ha ampliato la propria attività in settori concorrenziali, quali quelli del corriere espresso, acquisendo all'uopo importanti imprese che operano nel settore, come la SDA e la Bartolini, ed avvalendosi, senza oneri specifici al servizio in concorrenza, della propria struttura di base. Ciononostante e nonostante le cospicue sovvenzioni statali, Poste italiane ancora nel 2000 ha presentato un bilancio in perdita, per l'ammontare di 759 miliardi. Per fare una comparazione europea, si consideri che, ad esempio, la Royal Mail del Regno Unito, con una riserva limitata alla soglia di una sterlina e, per quanto a nostra conoscenza, senza sovvenzioni statali, produce utili; si aggiunga che la Commissione europea ha aperto nel maggio 2000 una procedura di infrazione contro la Repubblica italiana (procedimento C(2000) 4067) per aver riservate a Poste Italiane servizi concorrenziali. La procedura si è conclusa con la condanna dell'Italia emanata dalla Commissione con decisione del 21 dicembre 2000; anche l'Autorità garante della concorrenza e del Mercato ha aperto, nell'aprile 2001, istruttoria per accertare eventuali violazioni dell'articolo 82 del Trattato CE (già articolo 86) scaturenti dal comportamento di Poste italiane in tema di posta trasfrontaliera; tale comportamento consisterebbe, «da un lato, nella sospensione del servizio di inoltro di invii postali provenienti dall'estero, dall'altro, nella richiesta ad intermediari e/o clienti nazionali di corrispondere le spese terminali» -: si chiede dunque ai Ministri interrogati se sia stato considerato nel contratto di programma con Poste italiane e se quest'ultima abbia considerato nel proprio Piano d'impresa il progredire dei costi per la collettività che un possibile obbligo di rimborso delle misure di supporto adottate e prese in esame dalla Commissione europea, una possibile condanna dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nonché il continuo espandersi delle compensazioni per l'onere del servizio universale possono comportare e la sostenibilità conseguente dell'attuale gestione del servizio pubblico postale, gestione sulla cui onerosità ancora inefficiente si esprime anche la Corte dei conti nella Relazione al bilancio di Poste italiane del 2000 (pag. 166 segg.), già citata come fonte di parte dei dati qui elencati.(4-01035)