Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01068 presentata da CRISCI NICOLA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 18/10/2001

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01068 presentata da NICOLA CRISCI giovedì 18 ottobre 2001 nella seduta n. 048 CRISCI, MARIOTTI, BORRELLI, CIALENTE e LOLLI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: le Poste italiane hanno formalmente annunciato di aver deciso di chiudere diversi uffici postali periferici nelle province di Teramo (Leofara, Intermesoli, Cerqueto, Cortino, Valle Canzano, Ioanella, Cesacastina, Spiano e Scorrano), di Chieti (Guardiabruna) e de L'Aquila (frazioni dei comuni di Cagnano Amiterno, Acciano, Campotosto, Scoppito, L'Aquila); le ragioni che accompagnano tali determinazioni rispondono esclusivamente a logiche economicistiche e trascurano completamente i notevoli disagi prodotti ai residenti, in particolare agli anziani, costretti a spostamenti non sempre facili per raggiungere il comune capoluogo dalle frazioni; la soppressione degli uffici postali comporterà un'ulteriore riduzione dei servizi essenziali contribuendo al progressivo abbandono dei piccoli centri di montagna ed alla perdita di patrimoni ambientali, storici e culturali di indiscutibile valore; le decisioni assunte confliggono con la sostanza delle leggi sulla montagna, legge n. 97 del 1994 e legge n. 95 del 2000 Regione Abruzzo, che prevedono la programmazione di interventi tesi al riequilibrio tra le zone costiere e quelle montane; il servizio postale ha le caratteristiche del pubblico servizio e deve tendere, quindi, a soddisfare i bisogni dei cittadini (v. decisione 2 marzo 2001 n. 1206 - Consiglio di Stato, VI Sezione); la provincia di Teramo, facendosi interprete della volontà di molti comuni montani, ha promosso una serie di iniziative tese ad indurre l'Ente poste italiane a rivedere la decisione di chiudere gli uffici postali periferici; considerato che l'Ente opera in regime di sostanziale monopolio, dovrebbe avere almeno la sensibilità di tener conto delle leggi sulla montagna, legge n. 94 del 1997, e legge regionale n. 95 del 2000 e delle volontà espresse dai comuni interessati e dalla provincia di Teramo -: se non ritenga il Ministro di dover adottare ogni utile e urgente iniziativa volta ad indurre Poste italiane sia a rivedere le decisioni assunte ed avere una condotta più rispettosa delle esigenze delle collettività locali. (4-01068)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 22 novembre 2004 nell'allegato B della seduta n. 549 all'Interrogazione 4-01068 presentata da CRISCI Risposta. - Al riguardo si ritiene opportuno fare anzitutto presente che a seguito della trasformazione dell'ente Poste Italiane in società per azioni, il Governo non ha il potere d'intervenire sulla gestione aziendale che, come è noto, rientra nella competenza specifica degli organi statutari della società. Tuttavia, allo scopo di disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato nell'atto di sindacato ispettivo parlamentare si è provveduto ad interessare la società Poste Italiane la quale ha comunicato che la diffusione capillare degli uffici postali sul territorio nazionale rappresenta una risorsa che l'azienda è, ovviamente, interessata a mantenere, sia pure entro i limiti della ragionevolezza e con il vincolo di una gestione economica equilibrata. In tale ottica è noto che la società Poste ha introdotto negli ultimi anni profondi cambiamenti nella propria struttura e nelle modalità della propria presenza sul territorio, anche ricorrendo ad una diversificazione dell'orario di apertura al pubblico dei propri uffici. La medesima società Poste ha più volte significato che nell'ambito delle iniziative adottate è rimasto fermo l'impegno di garantire, nel territorio di ciascun comune, l'apertura giornaliera di almeno un ufficio postale e, anche quando si è ritenuto necessario procedere a provvedimenti di chiusura - peraltro numericamente molto limitati - si è tenuto conto della ubicazione degli stessi, in modo da attuare interventi che non risultassero particolarmente penalizzanti per l'utenza. La zona indicata dall'interrogante - ha proseguito Poste Italiane - nel periodo 2001-2003 è stata effettivamente interessata da alcuni interventi di razionalizzazione che, tuttavia, non hanno riguardato i comuni in cui operava un solo ufficio postale in quanto, in casi del genere si è proceduto, ove strettamente necessario, alla sola riduzione dell'orario di apertura. Nel contempo la società Poste ha evidenziato come siano stati effettuati anche numerosi interventi volti a migliorare la presenza aziendale nel territorio abruzzese e, a titolo esemplificativo, ha ricordato i 63 interventi di lay-out già effettuati presso altrettanti uffici ed i 7 da ultimare entro l'anno in corso, sottolineando come tali ristrutturazioni hanno comportato il trasferimento degli uffici in nuovi locali più confortevoli e sicuri sia per il personale, sia per l'utenza interessata. Il Ministro delle comunicazioni: Maurizio Gasparri.



 
Cronologia
mercoledì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge: Infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici (A.C. 1516), che sarà approvato dal Senato il 6 dicembre 2001 (legge 21 dicembre 2001, n. 443 - Legge obiettivo).

giovedì 18 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    A seguito dei risultati del referendum del 7 ottobre è promulgata la legge costituzionale: Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3).

domenica 21 ottobre
  • Politica, cultura e società
    In base al censimento generale della popolazione condotto dall'Istat i residenti in Italia sono pari a 56.996.000.