Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00159 presentata da DALLA CHIESA NANDO (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 25/10/2001
Interrogazione a risposta orale Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00159 presentata da NANDO DALLA CHIESA giovedì 25 ottobre 2001 nella seduta n. 056 DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI. Al Ministro dell'interno. Premesso che: il 15 settembre 2001 il Ministro dell'interno ha emanato una circolare sulla «Revisione e rimodulazione delle misure di protezione individuali e di vigilanza degli obiettivi», ed in base a quest'ultima, in omaggio al principio del «necessario risparmio», ha di fatto dimezzato il numero delle scorte e delle tutele a Milano e Palermo che accompagnavano i magistrati particolarmente esposti nella lotta alla criminalità organizzata; il 24 settembre, a Genova, rispondendo ad una domanda su questa sua decisione, il ministro Scajola ha affermato: «Noi avevamo un'organizzazione di scorte e tutela che corrispondeva di più all'assegnazione di uno status symbol che ad un'effettiva tutela della sicurezza delle persone più esposte» e il 21 ottobre, su «Repubblica» sempre il Ministro affermava che «bisogna mettere fine a una vergogna nazionale»; il 22 ottobre la sezione distrettuale palermitana dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha inviato al Consiglio superiore della magistratura una relazione in cui si esprime «preoccupazione per la riduzione dei servizi di scorta dei sostituti della Procura antimafia del capoluogo siciliano», decisa la settimana prima dal Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico in attuazione della circolare del ministro Scajola; il quotidiano l'«Unità» del giorno 22 ottobre 2001 riferisce che mentre a Palermo e a Milano si tagliano le scorte dei magistrati antimafia ad Imperia, sua città di residenza il ministro Scajola beneficerebbe della protezione di circa trenta agenti che, anche in sua assenza, monterebbero la guardia ventiquattro ore su ventiquattro presso la sua villa, quella della madre e il suo studio privato nonché presso la sede della lista civica a lui vicina, «Amministrazione Imperia», si chiede di sapere: nel caso corrispondesse al vero quanto riportato dal quotidiano l'«Unità», e fermi restando gli obblighi di efficace e permanente protezione specie verso i più significativi esponenti del Governo, se il Ministro intenda assumere anche nei confronti della sua persona e dei suoi uffici di Imperia orientamenti coerenti con quelli esposti a quei magistrati che a Palermo, e non a Imperia, rischiano da anni la propria vita per lo Stato operando nella città che costituisce da sempre la più rischiosa e sanguinosa trincea contro la mafia; se non ritenga con le sue dichiarazioni di avere indirettamente potuto trasmettere alla criminalità mafiosa una pericolosa sensazione di minore attenzione da parte dello Stato nei confronti dei propri esponenti nella magistratura. (3-00159)