Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01426 presentata da REALACCI ERMETE (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 20/11/2001
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01426 presentata da ERMETE REALACCI martedì 20 novembre 2001 nella seduta n. 065 REALACCI, FIORONI, BERSANI, ASCIERTO, FILIPPESCHI, GAMBINI, SEDIOLI e BINDI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: la legge n. 833 del 1978, all'articolo 36, trasferiva gratuitamente alle regioni ed ai comuni gli stabilimenti termali con relative pertinenze già di proprietà dell'INPS; tale trasferimento intendeva evitare, nel quadro del rassetto della materia sanitaria, la gestione diretta di detti stabilimenti da parte dell'INPS, i cui costi peraltro risultavano esorbitanti ed ingiustificati, anche per la obsolescenza dei beni patrimoniali e strumentali; tale trasferimento previsto dalla legge non fu mai perfezionato, in quanto la vetustà delle strutture avrebbe richiesto da parte degli enti locali investimenti non possibili; con la legge n. 412 del 1991, articolo 15, il patrimonio costituito dai n. 5 stabilimenti (Terme Tommasini di Salsomaggiore, Terme Barduzzi di San Giuliano, Terme della Fratta di Bertinoro, Terme Dei Lavoratori di Viterbo, Terme Pietro d'Abano di Battaglia Terme) venne riacquisito alla proprietà dell'INPS, che nel frattempo aveva proseguito la propria gestione diretta con notevole dispendio di risorse, che pesava per circa 80 miliardi di lire l'anno nei conti economici dello stesso istituto; il 5 aprile 1992 l'allora Commissario Straordinario dell'INPS Mario Colombo, dispose la chiusura unilaterale di tutti e cinque gli stabilimenti, che rappresentavano e rappresentano elemento fondamentale nell'economia dei rispettivi territori, e ciò per evitare gli inutili sprechi che vedevano molto più competitive le strutture private in convenzione, che costavano ben dodici volte meno di quanto sostenuto dall'istituto, il quale peraltro erogava servizi molto più scadenti; a seguito delle pressanti richieste degli enti locali e delle organizzazioni sindacali, l'INPS promulgò un bando ad evidenza pubblica, che portò all'affidamento in gestione provvisoria di quattro delle cinque strutture a società private e privato-pubbliche, mentre le terme dei lavoratori di Viterbo furono mai affidate; che dopo un anno di esperienza le terme Pietro d'Abano di Battaglia Terme furono restituite dai privati all'INPS per l'eccessiva onerosità del rapporto mentre, nonostante questo, brillanti risultati furono conseguiti dalle Terme di San Giuliano, dalle Terme Tommasini di Salsomaggiore e dalle Terme della Fratta di Bertinoro che conobbero dal 10 giugno 1994 una stagione di rilancio nonostante la grave crisi nazionale del settore; che il 31 dicembre 1998 arrivò a scadenza l'affidamento temporaneo ai privati e privato-pubblici senza che l'INPS avesse maturato una soluzione in grado di delineare un progetto strategico in grado di contribuire al rilancio dell'economia e dell'occupazione delle realtà di che trattasi; che le società di gestione, che nel frattempo hanno creato dal nulla circa duecento nuovi posti di lavoro senza alcun onere a carico del bilancio dello Stato, ottennero una proroga dell'affidamento fino al 31 dicembre 1999; che nel luglio 1999 l'INPS costituì la Geti spa, dallo stesso, istituto controllata al 100 per cento, con lo scopo di riprendere la gestione diretta degli stabilimenti, e per giunta nominando negli organi societari consiglieri di amministrazione dell'INPS, nonostante la direttiva del Ministro del lavoro, che vietava esplicitamente tale eventualità; la Geti spa, non disponendo né di risorse economiche per effettuare gli investimenti richiesti né del know-how necessario, affidò alle stesse Società di gestione le aziende fino al 31 dicembre 1999, pretendendo un corrispettivo esorbitante che ha inciso pesantemente sui conti economici delle aziende stesse, e senza alcun vantaggio reale per l'INPS; le società di gestione accettarono tale proroga unicamente per salvaguardare i duecento posti di lavoro e non vanificare la bontà del lavoro svolto dal 1994; il Parlamento, con la legge n. 323 del 2000 e del 24 ottobre 2000 all'articolo 5, comma 4, approvata all'unanimità dei voti ha disposto il trasferimento a titolo gratuito di detti stabilimenti alle regioni ed ai comuni, senza alcun onere aggiuntivo a carico dello Stato, e ciò per favorire il rilancio degli stessi, dell'occupazione e dell'economia territoriale, con le modalità previste dalla legge n. 59 del 1997, articolo 22; che le regioni Toscana, Veneto, Lazio, Emilia Romagna e di comuni di San Giuliano Terme, Battaglia Terme, Viterbo, Salsomaggiore, Bertinoro hanno redatto ed approvato i piani di rilancio prescritti dalla legge ai fini del trasferimento, approvandoli nei rispettivi organi collegiali e trasmettendoli ai Ministeri dell'economia e delle finanze e del lavoro e politiche sociali; i Ministeri suddetti, esaminati i piani e dopo aver raccolto gli ulteriori chiarimenti, hanno emanato i relativi Decreti Ministeriali assunti di concerto e pubblicati dalla Gazzetta Ufficiale del 27 ottobre 2001, con i quali la piena proprietà degli stabilimenti ed ogni relativa pertinenza sono stati trasferiti a titolo gratuito a regioni e comuni; l'INPS, nonostante le ripetute richieste delle regioni e dei comuni, non ha ancora provveduto alla messa in liquidazione della Geti spa, dallo stesso istituto interamente posseduta, che oltre a non aver mai svolto alcuna attività, rappresenta, ad avviso degli interroganti, un inutile dispendio di risorse, oltre a non consentire la piena godibilità dei beni trasferiti in quanto, sia pure in presenza dell' iter legislativo della legge n. 323 del 2000, l'INPS aveva conferito alla stessa Geti spa un diritto di usufrutto novennale -: poiché il 31 dicembre 2001 e Società che attualmente gestiscono le Terme di San Giuliano, le Terme Tommasini di Salsomaggiore, le Terme della Fratta di Bertinoro, in assenza di un definitivo trasferimento a regioni e comuni, si vedranno costrette a cessare l'attività con il conseguente licenziamento di circa duecento lavoratori e l'inevitabile negativo contraccolpo sulle economie territoriali; gli interroganti ritengono altresì che l'unica funzione fino ad oggi svolta dalla Geti spa sia stata quella di distribuire emolumenti aggiuntivi ai consiglieri di amministrazione INPS nominati all'interno dei suoi Organi, nonché l'affidamento di consulenze e progetti sui quali anche la Corte dei conti ha sollevato più volte notevoli contestazioni e perplessità -: quali provvedimenti intendano assumere affinché l'INPS, a seguito del trasferimento degli stabilimenti alle regioni e ai comuni, ponga in liquidazione la Geti spa, consentendo l'attuazione di una legge unanimemente votata dal Parlamento, in grado di consentire l'effettivo rilancio delle realtà di che trattasi. (4-01426)
Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 17 febbraio 2004 nell'allegato B della seduta n. 425 all'Interrogazione 4-01426 presentata da REALACCI Risposta. - La società GE.TI. spa fu costituita dall'INPS in attuazione della legge 3 dicembre 1991, n. 412 che all'articolo 15, aveva previsto la riacquisizione, al patrimonio immobiliare dell'istituto, degli stabilimenti termali che l'articolo 36 della legge n. 833 del 1978 aveva assegnato ai comuni. In particolare, la norma prevedeva che gli stabilimenti termali fossero conferiti in capitale ad apposite società per azioni i cui atti costitutivi e statuti dovevano essere approvati dal Ministro del lavoro di concerto con i Ministri dalla sanità e del tesoro, su proposta del consiglio di amministrazione dell'INPS, al fine di pervenire ad una gestione che rispondesse a criteri di economicità ed efficienza. Successivamente è stata emanata la legge n. 323 del 24 ottobre 2000, di riordino del settore termale, che ha previsto il trasferimento degli istituti termali di proprietà dell'INPS alle regioni ed ai comuni, al fine di rilanciarne e svilupparne l'attività e per favorire il rilancio dell'occupazione e dell'economia territoriale. Con decreti interministeriali Tesoro e Lavoro del 4 ottobre 2001, sono stati individuati gli enti locali destinatari della piena proprietà degli stabilimenti. Il Consiglio di Amministrazione dell'INPS, nel mese di dicembre 2001, a seguito dei citati decreti interministeriali, ha deliberato di chiedere alla GE.TI. di adoperarsi per la consegna nei termini previsti, degli stabilimenti termali di Terme San Giuliano, Terme Tomassini di Salsomaggiore spa e G. Mercuriali del Gruppo Italterme srl. A seguito di ciò, i sindaci dei comuni destinatari delle strutture in questione hanno emanato, in data 27 dicembre 2001, delle ordinanze, notificate all'INPS, con le quali hanno ordinato alle Società di gestione di provvedere alla consegna degli stabilimenti entro il 31 dicembre dello stesso anno, ed alla GE.TI. di riconoscere i comuni quali legittimi possessori degli stessi. Per quanto concerne la società GE.TI. spa l'INPS, già con deliberazione del gennaio del 2002, in considerazione degli effetti della citata legge n. 323, aveva dichiarato formalmente l'intento di procedere alla liquidazione della stessa per sopravvenuta e riconoscibile impossibilità di perseguire l'oggetto sociale, come previsto dall'articolo 2448 del codice civile. Con la deliberazione n. 110 del 23 aprile 2002, il consiglio di amministrazione dell'INPS, ha conferito mandato al proprio rappresentante per partecipare all'assemblea della società del 21 maggio 2002 e per dare nella stessa parere favorevole allo scioglimento della società ed alla nomina di due liquidatori. Inoltre, nel corso dell'Assemblea straordinaria del 29 maggio 2003, l'INPS, avendo rilevato che i liquidatori incaricati avevano difficoltà nel concorde espletamento dell'incarico loro affidato, ha revocato i due liquidatori ed ha provveduto ad attribuire l'incarico di liquidatore ad un unico soggetto. Ciò per gestire la liquidazione secondo criteri di economicità ed efficienza, al fine di procedere alla sollecita conclusione della liquidazione della società. Infine, si rappresenta che per il raggiungimento di tale obiettivo, l'istituto sottopone a un monitoraggio continuo le attività residue connesse alla liquidazione. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Roberto Maroni.