Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00493 presentata da DE SIMONE ALBERTA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 13/12/2001
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00493 presentata da ALBERTA DE SIMONE giovedì 13 dicembre 2001 nella seduta n. 075 ALBERTA DE SIMONE e GIOVANNI BIANCHI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: decine di appelli da tutto il mondo sono riusciti fino ad oggi a posticipare l'esecuzione della condanna a morte di Safiya Husaini Tungar Tudu, nigeriana, quinta di dodici figli di un contadino; fin dall'età di 12 anni, data in sposa più volte sempre per volontà e decisione dei genitori, madre di quattro figli, viene violentata a trent'anni da un uomo di 60 anni. Rimasta incinta, in seguito alla violenza, si reca alla polizia per chiedere che l'uomo l'aiuti a provvedere al bambino ma la polizia l'arresta per adulterio e la condanna alla lapidazione; secondo la sharia, la legge islamica, una donna sposata, anche se divorziata come nel caso di Safiya, commette adulterio se si accoppia con un altro uomo; il rito della lapidazione consiste «nello scavo di una buca nel terreno appena fuori il villaggio, lì dentro viene piantata la donna, come fosse un albero, in piedi, ma in modo che sporga dalle spalle in su, le braccia rimanendo sepolte anche loro come l'emblema dell'impossibilità a proteggersi e a muoversi», come scrive sul Corriere della sera l'11 dicembre 2001 la scrittrice Dacia Maraini; la situazione di Safiya riporta in primo piano la drammatica attualità delle donne che vivono in paesi poveri, tenuti sotto il dominio di regimi militari o religiosi che violano regolarmente i diritti umani come hanno denunciato per anni i movimenti delle donne, che pochi finora hanno saputo ascoltare; l'orribile evento delle torri di New York, che ha portato lutti e dolori in migliaia di famiglie e sconvolto il mondo, ha attirato l'attenzione anche sulle condizioni di vita, a partire da quella delle donne afgane fino ad oggi quasi invisibili all'opinione pubblica, di quella parte del mondo che vive nel benessere; negli ultimi anni il nostro paese si è distinto, nella sua politica internazionale, per aver sostenuto uno sviluppo economico, culturale e legislativo attento al rispetto dei diritti umani fondamentali ed ha aderito con totale convinzione al trattato dell'Unione europea, ratificato con legge n. 454 del 3 novembre 1992, che ha definito tra gli obiettivi primari della politica di cooperazione allo sviluppo il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nei paesi in via di sviluppo; la Comunità di Sant'Egidio ha lanciato un appello affinché la vita di Safiya venga salvata e moltissime deputate e deputati del nostro Parlamento lo hanno sottoscritto, inviando anche una lettera al Ministro degli affari esteri per far sì che il nostro Governo si mobiliti concretamente per scongiurare tale barbarie; ilmondo missionario si è impegnato per impedire la lapidazione di Safiya e l'Agenzia missionaria Misna ha definito la sentenza «doppiamente ingiusta e crudele» ed ha invitato «ad aumentare la pressione sulle autorità nigeriane» auspicando che il Governo italiano «compia un passo ufficiale» presso quello di Abuja -: quali iniziative urgenti il Ministro intenda promuovere in tutte le sedi opportune per scongiurare la lapidazione di Safiya.(5-00493)