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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01788 presentata da REALACCI ERMETE (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 14/01/2002

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01788 presentata da ERMETE REALACCI lunedì 14 gennaio 2002 nella seduta n. 082 REALACCI e GIACHETTI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: la compromissione di tutte le componenti ambientali e la presenza di numerosi impianti industriali a rischio di incidente rilevante, furono le principali ragioni che portarono nel dicembre 1990 alla dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale per i comuni di Siracusa, Augusta, Priolo, Melilli, Floridia e Solarino; con decreto del Presidente della Repubblica del 17 gennaio 1995 fu approvato il Piano di risanamento e d'inquinamento della suddetta area; a quasi 11 anni dalla dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale ed a oltre 6 anni dall'approvazione del Piano, nessun intervento di competenza delle parti pubbliche, diretto a depotenziare i rischi o a risanare i guasti ambientali, è stato realizzato. Gli interventi posti a carico delle aziende industriali interessate sono stati invece tutti effettuati; preso atto dei macroscopici ritardi dell'attuazione del piano, dovuti all'inesistente azione della regione siciliana, il Ministro dell'interno con ordinanza n. 3072 del 21 luglio 2000, commissariò la Regione Sicilia affidandone i compiti al Prefetto di Siracusa; nel numero 43 del 25 novembre 2001 del settimanale l'Espresso è apparso un articolo, a firma Marco Lillo riferito alla Ved di Siracusa, dove fra l'altro è narrata la vicenda di Sebastiano Guzzardi "un operaio di 36 anni scopre che suo figlio ha una malformazione congenita dell'uretere che fa tornare i veleni del suo corpo nel rene, danneggiandolo. Dopo due operazioni è tornato alla normalità. Ora ha sette anni e conduce vita serena, anche se il rene è danneggiato e deve essere soggetto a controlli frequenti. Il suo caso non è isolato. Tre anni dopo, un collega di Guzzardi, Giovanni de Cillis si ritrova nella stessa situazione: suo figlio nasce con una malformazione all'uretere. Anche lui ha la febbre ed il reflusso urinario. Anche lui è operato a Vicenza. Il tarlo che ronza nella testa dei due papà diviene rombo un anno dopo. Nello stesso reparto della fabbrica, un caposquadra li chiama in disparte e confida: "Mio figlio ha un reflusso all'uretere". Un incubo, un serial killer senza volto. Non passa un anno ed un altro operaio ha una bambina che gli nasce con la febbre e problemi alle vie urinarie... . Il 14 maggio la Ved spedisce a Sebastiano una lettera minacciosa: "Poiché ravvisiamo in tali gratuite ed infondate osservazioni del signor Guzzardi un chiaro proposito diffamatorio stiamo valutando l'ipotesi di una denuncia penale a suo carico". Eppure la richiesta di comprare gli aspiratori per tutelare i polmoni dei dipendenti non era campata in aria. Dopo le indagini della procura, pochi giorni fa, gli aspiratori sono stati istallati. Eppure le sostanze usate per produrre la vetroresina potrebbero avere un legame con le malattie»; negli undici anni trascorsi dalla richiamata dichiarazione di area a rischio la situazione ambientale dell'area in questione non sembra essere affatto migliorata come dimostrano i numerosi casi di allarme-emergenza per il superamento delle soglie per anidride solforosa, ossidi di azoto e ozono/idrocarburi che si verificano puntualmente con grave disagio per le popolazioni e, soprattutto, per l'abnorme numero di neonati malformati che nell'anno 2000 ha fatto registrare ad Augusta il terrificante livello del 5,6 per cento. Tale livello è sostanzialmente analogo a quanto registrato a Siracusa e comprovato dalle indagini e dagli studi condotti dalle strutture pubbliche sanitarie -: quali azioni il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territori abbia intenzione di intraprendere al fine di realizzare una veloce attuazione del Piano di risanamento; se il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio non ritenga opportuno istruire una commissione di inchiesta per esaminare la problematica delle malformazioni dei nati nell'area a rischio e per individuare i nessi casuali tra le lavorazioni, le sostanze presenti nell'area e le gravi conseguenze sanitarie registrate con riferimento anche a quanto riferito nell'articolo citato nelle premesse; se ciascun Ministro, per la parte di propria competenza, non ritenga opportuno ed urgente avviare un'indagine sul rispetto delle norme di sicurezza e sanitarie in cui operavano ed operano i lavoratori dell'azienda Ved. (4-01788)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 16 maggio 2002 nell'allegato B della seduta n. 146 all'Interrogazione 4-01788 presentata da REALACCI Risposta. - Si riferisce che la Regione Siciliana il 25 maggio 1988, con nota n. 26358, ha presentato istanza per la dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale del territorio della provincia di Siracusa, ricadente nei comuni di Augusta, Floridia, Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa e Solarino e del territorio della provincia di Caltanissetta, costituito dai comuni di Gela, Butera e Niscemi. Il Consiglio dei ministri, con deliberazione del 30 novembre 1990, ha dichiarato «aree ad elevato rischio di crisi ambientale» alcune zone ricadenti nelle province di Caltanissetta e Siracusa. I piani di disinquinamento e di risanamento di tali aree sono stati successivamente approvati mediante appositi decreti del Presidente della Repubblica. In particolare, a seguito dell'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica del 17 gennaio 1995, il ministero dell'ambiente ha provveduto a trasferire alla Regione Sicilia risorse pari a 100 miliardi di lire per il piano di risanamento da attuare nella provincia di Siracusa e pari a 40 miliardi di lire per il piano di risanamento da attuare nella provincia di Caltanissetta. A causa della mancata attuazione di tali interventi di risanamento, i prefetti delle province di Caltanissetta e di Siracusa sono stati successivamente nominati, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3072 del 21 luglio 2000, «commissari delegati» per l'attuazione dei piani di risanamento. A tali commissari sono state pertanto trasferite le risorse finanziarie erogate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 1995. Peraltro, nel corso di una riunione recentemente tenutasi presso il ministero dell'ambiente, l'assessore all'ambiente ed al territorio della Regione Sicilia ha assunto l'impegno di esaminare i motivi del mancato utilizzo dei 140 miliardi trasferiti dal ministero dell'ambiente, già nel 1996, alla Regione Sicilia per l'attuazione del piano di risanamento. Si deve inoltre rilevare che, già nel 1994, il ministero dell'ambiente aveva stipulato, con il Centro di ricerca di Ispra, un contratto, denominato progetto «Envireg», finalizzato alla realizzazione degli strumenti necessari ad attuare ed a monitorare tali piani di risanamento. Il contratto prevedeva, in particolare, la creazione di una rete centralizzata di sorveglianza dell'inquinamento ed di un centro per la prevenzione dell'inquinamento. La Regione Sicilia, la quale avrebbe dovuto realizzare tali interventi, non ha tuttavia provveduto, fino ad oggi, ad acquisire la strumentazione necessaria. Si deve peraltro segnalare che, nel corso degli ultimi mesi, si sono realizzate le premesse per alcuni importanti sviluppi ai fini dell'attuazione degli interventi di risanamento dell'area. Nel mese di novembre del 2001 si è tenuta, a Palermo, una riunione tra i rappresentanti della Regione Sicilia, delle prefetture di Siracusa e Caltanissetta e del ministero dell'Ambiente, nel corso della quale si è stabilito di trasferire ai prefetti una cifra pari a circa 40 miliardi di lire da suddividere, in parti uguali, per gli interventi di risanamento della zona di Siracusa e di Caltanissetta. Nel corso della stessa riunione, si è inoltre deciso di proseguire l'attuazione del «progetto Envireg», effettuando una serie di ricognizioni presso i siti in cui sono state installate le strumentazioni per il rilevamento e la prevenzione dell' inquinamento. Conseguentemente, nei giorni 14 e 15 gennaio 2002, si è svolta una prima ricognizione presso l'area industriale della zona di Augusta, Priolo e Melilli. Una seconda ricognizione si è poi svolta, nei giorni 11 e 12 febbraio 2002, presso l'area industriale di Gela. In questo quadro, il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio intende addivenire, in tempi rapidi alla conclusione di un Accordo di Programma con l'ARPA Siciliana, al fine di favorire un completo ed efficace utilizzo delle strumentazioni previste dal «progetto Envireg». Tali strumentazioni, integrate nella rete regionale di monitoraggio, potranno infatti fornire dati ed informazioni estremamente utili per un maggior controllo del territorio e per l'individuazione di ulteriori iniziative tese alla tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio: Altero Matteoli.



 
Cronologia
domenica 6 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro degli esteri Ruggiero si dimette per divergenze con le critiche espresse dai ministri Bossi, Martino e Tremonti all'euro. Il Presidente del Consiglio Berlusconi, dopo aver tentato una mediazione, assume l'interim del dicastero.