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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01823 presentata da DE SIMONE TITTI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 21/01/2002

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01823 presentata da TITTI DE SIMONE lunedì 21 gennaio 2002 nella seduta n. 083 TITTI DE SIMONE e GIULIETTI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: nei circa quattro anni trascorsi in carica il professor Lino Micciché ha svolto l'incarico di Presidente della scuola nazionale di cinema - per unanime giudizio - in maniera eccellente, imprimendo all'istituzione nuova forza, nuove competenze e una nuova immagine, in ambito didattico come in ambito cinetecario, nelle attività editoriali come in quelle della produzione specializzata, nel reperimento di film come nell'acquisizione di fondi bibliotecari e documentari, stabilendo anche nuove e funzionali connessioni con gli ambienti universitari e con quelli scolastici, con i cineasti e con gli studiosi italiani e stranieri, dando vita altresì ad altre iniziative quale quella di una collettanea «Storia del cinema italiano» in quindici volumi, cui partecipano centinaia di studiosi che il Ministro per i beni e le attività culturali ha pubblicamente elogiato assieme al suo promotore, o quale l'apertura, per la prima volta nella ultrasessantennale storia dell'istituzione, di sedi e di attività didattiche distaccate; il Ministro per i beni e le attività culturali ha deciso comunque di cambiare gestione procedendo a designare quale futuro presidente dell'ex Centro Sperimentale di Cinematografia - che è una scuola professionale di eccellenza ma anche la maggiore cineteca nazionale, uno dei più importanti editori di opere scientifiche sul cinema, un fondamentale archivio di documentazione cinematografica e un centro di produzione di film culturali e sperimentali - non una personalità scelta fra le centinaia e centinaia possibili tra cineasti, critici, docenti e studiosi di cinema, ma un sociologo prossimo alla pensione e del tutto ignaro di cinema, il professor Francesco Alberoni, il quale ha candidamente ammesso di essere soltanto un appassionato della VII Arte, quasi che potesse bastare una generica passione a sostituire la specifica competenza -: quali siano state le motivazioni che hanno indotto il Ministro interrogato, che più volte ha affermato di voler imprimere sempre più efficacia e funzionalità alla macchina della Stato e di voler procedere alla gestione della cosa pubblica sulla base delle competenze e dell'interesse di tutti i cittadini, a non rinnovare l'incarico di Presidente della Scuola Nazionale di Cinema al professor Lino Miccichè; in base a quali criteri abbia designato il professor Alberto Alberoni; se, di fronte alla giusta e unanime reazione del mondo del cinema, costernato che possa accadere per la X Musa ciò che nessuno si sognerebbe di far accadere - e mai è in effetti prima accaduto - per le altre nove Muse, e ovvero, come è stato detto «chiamare un astrologo a italianistica» (Lizzani), il Ministro non ritenga di lasciare migliore memoria di sé al cinema italiano, ritirando l'incauta designazione - senza esporre il professor Alberoni ad ulteriore ludibrio - e designando chi crede purché abbia le competenze specialistiche necessarie a gestire e dirigere una istituzione che più specialistica di così non potrebbe essere.(4-01823)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 1 luglio 2002 nell'allegato B della seduta n. 167 all'Interrogazione 4-01823 presentata da TITTI DE SIMONE GIULIETTI Risposta. - Come è stato evidenziato il 6 febbraio 2002, in sede di discussione presso la VII Commissione permanente della Camera dei deputati, il criterio di designazione, e la successiva nomina del professor Francesco Alberoni quale presidente della scuola nazionale di cinema nonché degli altri componenti del consiglio di amministrazione, è stato quello della professionalità delle personalità individuate, che sono chiamate a svolgere un nuovo tipo di impegno in relazione all'intenzione del Governo di assegnare a tali enti funzioni diverse rispetto a quelle svolte dalla precedente gestione ministeriale. In sede parlamentare, si è poi evidenziata la necessità di garantire «un pluralismo fatto di esperienze, indirizzi professionali e attitudini a collaborare, anziché un pluralismo basato su criteri di appartenenza politica». Il professor Alberoni, sociologo di chiara fama in ambito internazionale, è stato proposto per i suoi alti meriti nel campo socio-culturale, per le conoscenze e gli studi nel settore cinematografico e per la sua competenza non limitata solo alla «mera organizzazione e gestione», come sottolineato nel dibattito del 29 gennaio 2002 nell'ambito dei lavori della 7 a Commissione permanente del Senato della Repubblica e, pertanto, più idonea ai nuovi obiettivi formativi in questo settore. La scelta governativa è stata, comunque, confermata dalle competenti Commissioni parlamentari, che hanno approvato a larga maggioranza la designazione del professor Francesco Alberoni a presidente della scuola nazionale di cinema. Il Ministro per i beni e le attività culturali: Giuliano Urbani.



 
Cronologia
domenica 6 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro degli esteri Ruggiero si dimette per divergenze con le critiche espresse dai ministri Bossi, Martino e Tremonti all'euro. Il Presidente del Consiglio Berlusconi, dopo aver tentato una mediazione, assume l'interim del dicastero.

giovedì 21 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Dopo il rifiuto del Governo di stralciare la riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori dalla più generale riforma del mercato del lavoro i sindacati si dividono: la CGIL si dichiara indisponibile a proseguire le trattative.