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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01850 presentata da GIORDANO FRANCESCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 22/01/2002

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01850 presentata da FRANCESCO GIORDANO martedì 22 gennaio 2002 nella seduta n. 084 GIORDANO e VALPIANA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: nel comune di Recoaro Terme, provincia di Vicenza, si sono riscontrate delle irregolarità sull'appalto ad una ditta esterna dei rifiuti solidi urbani e sull'approvazione del Piano regolatore; una di queste irregolarità riguarda principalmente l'obbligo per tre dipendenti comunali a lavorare con la ditta appaltante il servizio, previo licenziamento e con l'abrogazione immediata di una serie di tutele e diritti sindacali; il paradosso di questa vicenda è che addirittura è stata inviata una lettera al Sindaco Viero da parte dei 51 dipendenti nella quale, con un intento evidentemente provocatorio, gli stessi, mettono a disposizione la loro quota di premio di produzione affinché i tre dipendenti possano restare in carico all'amministrazione e possano essere retribuiti, in questa maniera, ancora per un anno; da questo appalto si evince chiaramente un favore ai privati che, inoltre, comporterà un aggravio consistente di costi a carico dell'erario pubblico; un altro episodio eclatante riguarda l'approvazione del piano regolatore che regola le costruzioni e la viabilità del Comune. Esso, infatti, è stato votato solo dalla maggioranza di sette persone perché l'opposizione, al momento del voto, ha abbandonato l'aula giacché i documenti che dovevano essere letti e controllati sono stati distribuiti solo due giorni prima dalla convocazione del consiglio comunale; queste e altre irregolarità sono state riportate da parte di un dipendente comunale in una lettera inviata al Presidente della Repubblica; a suddetta lettera ha risposto in data 15 dicembre 2001, protocollo UG n. 11592, a nome del Segretariato della Presidenza della Repubblica, il Direttore dell'Ufficio per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali signor Gino Onorato. In questa lettera si esprimevano delle perplessità per le scelte operate dalla locale amministrazione comunale relativamente all'appalto per la raccolta dei rifiuti e riguardo le modalità di approvazione del piano regolatore. Si comunicava altresì che tali perplessità erano già state trasmesse con lettera al Ministero dell'interno per le eventuali valutazioni di merito -: se abbia ricevuto da parte del Segretariato della Presidenza della Repubblica suddetta lettera; quali iniziative intenda assumere affinché si faccia chiarezza sull'intera vicenda. (4-01850)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 27 ottobre 2003 nell'allegato B della seduta n. 379 all'Interrogazione 4-01850 presentata da GIORDANO Risposta. - Tenuto conto che la materia trattata dall'interrogante riguarda, in linea generale, il sistema dei rapporti tra Stato e autonomie locali, si premette che la recente revisione del titolo V della Costituzione e il profondo processo di riforma delle istituzioni repubblicane in corso hanno ulteriormente ampliato lo spazio di autonomia delle comunità locali, già elemento fondante della nostra Costituzione. L'autonomia costituzionalmente riconosciuta agli enti locali rende questi ultimi liberi di formulare il proprio indirizzo politico-amministrativo attraverso gli atti di governo locale e la pariordinazione istituzionale attualmente sancita esclude ogni intervento autoritativo da parte dell'amministrazione centrale. Da ciò deriva che eventuali censure da parte del Governo nei confronti delle iniziative dei rappresentanti diretti dei cittadini devono essere attentamente valutate e tali iniziative, in ogni caso, sono esposte al successivo giudizio politico dei cittadini stessi. Per quanto concerne la vicenda oggetto dell'interrogazione descritta anche nella lettera citata nell'interrogazione che questo ministero ha ricevuto dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica nel dicembre del 2001, e nella quale l'interessato esprimeva perplessità riguardo alla procedura attivata dall'amministrazione comunale di Recoaro Terme in merito alle scelte da esse contenute relativamente all'appalto per la raccolta dei rifiuti e l'approvazione del piano regolatore, la prefettura di Vicenza ha preliminarmente riferito che il comune di Recoaro Terme, con delibera consiliare n. 20 del 4 aprile 2001, ha adottato un atto di indirizzo per l'affidamento del servizio di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti solidi urbani, a soggetti terzi specializzati. Tale decisione è stata motivata principalmente dall'esigenza di ridurre i costi sostenuti dall'ente per l'espletamento del servizio e per aumentarne l'efficienza. L'amministrazione comunale ha di ciò reso edotte le organizzazioni sindacali provinciali. Successivamente, la giunta con delibera del 12 settembre 2001, ha individuato i dipendenti che dovevano passare alle dipendenze del nuovo gestore del servizio, e ha fornito al responsabile del settore tecnico ulteriori direttive per avviare il procedimento di gara. Il 12 dicembre 2001 è stato sottoscritto il contratto di appalto con la ditta aggiudicataria. Ciò premesso, in ordine alle questioni sollevate nella prima parte dell'interrogazione, l'amministrazione comunale ha precisato che i tre dipendenti ivi indicati non sono stati licenziati, bensì, gli stessi sono passati alle dipendenze del nuovo gestore del servizio trasferito mediante l'appalto. Agli stessi sono state riconosciute tutte le garanzie previste dalla legge. Peraltro, la stessa amministrazione comunale per favorire l'accordo sul passaggio dei dipendenti comunali addetti al servizio di raccolta dei rifiuti alla ditta aggiudicataria dell'appalto, si era resa disponibile a riconoscere tutele e garanzie anche maggiori, nonché un compenso incentivante «una tantum» di tre mensilità per ciascuno dei dipendenti interessati. Ciò nonostante, dopo una lunga trattativa, le organizzazioni sindacali hanno opposto un netto rifiuto a qualsiasi accordo che non prevedesse il mantenimento degli interessati alle dipendenze dell'amministrazione comunale. A fronte di tale situazione l'ente comunale ha comunque portato a termine la procedura di «esternalizzazione» del servizio, garantendo agli interessati al trasferimento il minimo inderogabile di garanzie previste per legge. Si precisa che, dal punto di vista tecnico, l'appalto è stato effettuato con il sistema del pubblico incanto e l'osservanza delle norme previste dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 e successive modifiche ed integrazioni. Inoltre, trattandosi di appalto avente rilevanza comunitaria la pubblicità è stata effettuata ai sensi dell'articolo 8 della citata normativa e l'aggiudicazione è avvenuta con il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Le organizzazioni sindacali tuttavia, in conseguenza della decisione dell'amministrazione comunale di appaltare il servizio di raccolta dei rifiuti e del conseguente trasferimento alla ditta privata dei dipendenti, dichiaravano lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente con la proclamazione di una giornata di sciopero e chiedevano l'intervento dell'Ufficio territoriale del Governo di Vicenza per l'attivazione della procedura di conciliazione, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 12 giugno 1990, n. 146, e successive modificazioni ed integrazioni. Dopo una prima riunione, tenutasi il 28 novembre 2001, conclusasi infruttuosamente, le parti sono tornate ad incontrarsi, dapprima il 25 febbraio poi il 7 marzo 2002. Da ultimo, in data 27 marzo 2002 - a seguito della mediazione operata in sede di conciliazione - le parti hanno accettato la proposta formulata dalla prefettura-UTG di Vicenza, firmando l'accordo. Tale ipotesi, fra l'altro, ha garantito ai lavoratori trasferiti la possibilità di ricostituire il rapporto di lavoro nel caso la ditta privata fallisca o il comune decida di ritornare alla gestione del servizio in diretta economia, con garanzia di ricollocamento nella stessa posizione rivestita al momento del trasferimento. In relazione al secondo argomento esposto dall'interrogante circa asserite irregolarità nell'approvazione della deliberazione consiliare n. 39 del 19 settembre 2001, avente per oggetto: «Revisione Piano Regolatore Generale - Adozione», l'amministrazione comunale di Recoaro Terme ha evidenziato la regolarità dei comportamenti che hanno portato all'approvazione della stessa, precisando che, non avendo l'amministratore l'obbligo di astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri, o di suoi parenti o affini sino al quarto grado, ai sensi dell'articolo 78, comma 2, del decreto legislativo 267/2000, non sarebbe stato più necessario per il medesimo uscire all'aula: il consigliere può rimanervi a patto che non partecipi alla discussione, né tantomeno alla votazione. La prefettura di Vicenza ha inoltre riferito che in occasione dell'approvazione della delibera oggetto dell'atto di sindacato ispettivo in esame la procedura si è svolta con l'osservanza della disposizione richiamata. Tutto ciò considerato si deve ribadire - come già enunciato nelle premesse - che su un piano più generale, dopo l'approvazione della legge costituzionale n. 3 del 2001, il rapporto fra ente locale e Stato assume una connotazione nuova. Quando il nuovo articolo 114 della Costituzione stabilisce che la Repubblica è costituita dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane, dalle regioni e dallo Stato, il legislatore pone questi enti in posizione paritaria e, se un primato deve riscontrarsi, esso è da attribuire all'ente più prossimo al cittadino che, non a caso, è citato nominalmente per primo nel nuovo testo normativo. Tale nuova configurazione porta a ridimensionare il ruolo «sostitutivo» e «repressivo» dello Stato centrale, e a limitarlo a pochi casi specifici, connotati da una particolare gravità. Gli interventi auspicati dall'interrogante, quindi, non rispondono ai presupposti necessari per l'adozione di qualsiasi iniziativa di rigore da parte del ministero dell'interno che deve essere contenuta all'interno degli specifici limiti normativi espressamente previsti dalla legislazione in vigore, e in particolare l'articolo 142 del Testo Unico sugli enti locali, n. 267 del 2000. Tale articolo, infatti, motiva la rimozione e sospensione degli amministratori locali quando questi ultimi compiano atti contrari alla Costituzione, o gravi e persistenti violazioni di legge, o vi siano gravi motivi di ordine pubblico. Tali estremi non appaiono rinvenibili nelle circostanze descritte dall'interrogante. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Antonio D'Alì.



 
Cronologia
domenica 6 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro degli esteri Ruggiero si dimette per divergenze con le critiche espresse dai ministri Bossi, Martino e Tremonti all'euro. Il Presidente del Consiglio Berlusconi, dopo aver tentato una mediazione, assume l'interim del dicastero.

giovedì 21 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Dopo il rifiuto del Governo di stralciare la riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori dalla più generale riforma del mercato del lavoro i sindacati si dividono: la CGIL si dichiara indisponibile a proseguire le trattative.