Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00720 presentata da DUCA EUGENIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 20/02/2002
Interrogazione a risposta orale Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00720 presentata da EUGENIO DUCA mercoledì 20 febbraio 2002 nella seduta n. 101 DUCA e GIACCO. - Al Ministro per i beni e le attività culturali . - Per sapere - premesso che: la vicenda relativa ai Bronzi da Cartoceto, assegnati sin dal ritrovamento al museo archeologico nazionale delle Marche, è stata oggetto di una lunga diatriba che ha coinvolto varie istituzioni nazionali, regionali e locali; a seguito del grave sisma che nel 1972 ha colpito il capoluogo delle Marche, rendendo inagibile la sede del museo nazionale archeologico, il complesso bronzeo è stato trasferito al centro di restauro a Firenze; a restauro ultimato, i bronzi sono stati restituiti al museo nazionale archeologico delle Marche di Ancona, nuovamente agibile dopo i lavori di riparazione dei danni del sisma; lo Stato ha inoltre finanziato con centinaia di milioni di lire la predisposizione di una sala specificatamente attrezzata ad ospitare il complesso bronzeo, installandovi una teca climatizzata per un'ottimale conservazione dell'importante reperto; il Ministero dei beni culturali allo scopo di venire incontro alle richieste del comune di Pergola (Pesaro-Urbino) territorio nel quale vennero rinvenuti i reperti, dispose un'esposizione temporanea dei bronzi; alla scadenza del periodo concordato, il complesso bronzeo non fu restituito, anzi venne sequestrato; le porte di ingresso della sala espositiva vennero murate i funzionari del ministero e la soprintendente dell'epoca, Architetto Lollini, vennero fatti segno di gravi minacce; di detto episodio, a tutt'oggi, sia il Governo che le Autorità competenti devono chiedere conto ai responsabili di quanto è avvenuto, considerato che il lungo periodo di sequestro provocò un danneggiamento dei bronzi, che necessitarono quindi di un ulteriore, lungo restauro; allo scopo di consentire la fruizione del bene e perdurando la tensione sulla collocazione dei bronzi, il Ministero dei beni culturali, la regione Marche, le province di Ancona e Pesaro-Urbino, i comuni di Ancona, e Pergola, in data 1 o luglio 1999, presso la sede del Ministero dei beni culturali sottoscrissero un protocollo d'intesa, il cui articolo 2 indica la volontà di rendere possibile la fruizione la promozione e la valorizzazione integrata del bene archeologico, nonché del patrimonio archeologico marchigiano nei siti interessati, museo nazionale archeologico delle Marche di Ancona e museo di Pergola; in data 31 gennaio 2001 presso il Ministero dei beni culturali i medesimi soggetti firmatari del protocollo d'intesa del luglio 1999 firmavano un aggiornamento dello stesso, prolungandone la durata a tutto il 2004; nel protocollo è previsto anche lo strumento per regolare la collocazione dei bronzi, il comitato consultivo al quale spetta elaborare un apposito programma per la valorizzazione culturale nonché la gestione dei beni storici; recentemente il sottosegretario ai beni culturali onorevole Vittorio Sgarbi, con atto unilaterale, ha inviato una lettera al soprintendente archeologico delle Marche, a seguito della quale è stato da quest'ultimo emanato un decreto di deposito a tempo indeterminato del gruppo bronzeo alla piccola struttura museale di Pergola, in contrasto con il protocollo sottoscritto da tutti i soggetti istituzionali coinvolti; lo stesso sottosegretario, il 6 febbraio 2002 rilasciava al quotidiano Il Messaggero la seguente dichiarazione: «Non è una cosa che deve risolvere il sindaco o il presidente della regione. Urbani gli dirà (al Presidente della regione Marche, Vito D'Ambrosio ndr) quello che ho detto io. Non mi sono posto neanche il problema dello scandalo che sarebbe nato, nessuno mi ha ricordato o ha evocato il protocollo. Io ho avuto la sensazione che fosse un accordo da bar»; il consiglio comunale di Ancona ha approvato il 18 febbraio 2002 un documento molto critico di condanna dell'operato del sottosegretario Sgarbi e ha dato mandato al sindaco di adire a vie legali, di concerto con la provincia di Ancona, affinché venga ripristinata la legalità sull'intera vicenda -: se condivida, come sostenuto pubblicamente dal sottosegretario Sgarbi, l'azione da lui intrapresa per giungere all'emanazione del decreto di deposito a tempo indeterminato del gruppo bronzeo alla struttura museale di Pergola, così come da decreto della soprintendenza archeologica delle Marche; se condivida il giudizio espresso da un esponente del Governo della Repubblica quando definisce «un accordo da bar» il protocollo d'intesa siglato in accordo con lo stesso Ministero per i beni e le attività culturali, dalla regione Marche, dalle province di Ancona e Pesaro-Urbino, dai comuni di Ancona e Pergola; se non ritenga corretto, invece, valorizzare il sistema delle autonomie locali, garantendo il rispetto degli accordi sottoscritti da tutte le parti interessate (ministero compreso), provvedendo a ripristinare i contenuti dei protocolli firmati in data 1 o luglio 1999 e 31 gennaio 2001. (3-00720)