Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00057 presentata da BIANCHI GIOVANNI (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 28/02/2002
Mozione Atto Camera Mozione 1-00057 presentata da GIOVANNI BIANCHI giovedì 28 febbraio 2002 nella seduta n. 106 La Camera, premesso che: a 5 mesi dagli attentati alle Twin Towers e al Pentagono, non è provata l'esistenza di alcun collegamento fra quei tragici eventi e la nazione irachena, come testimoniato dalla opinione pubblica internazionale e dalle indagini compiute; gli attentatori di Manhattan sono risultati tutti essere di altra nazionalità; l'Iraq, le cui posizioni politiche sono del tutto discutibili, così come la salvaguardia dei diritti umani, è però, per natura politica e storia, un Paese che ha combattuto il fondamentalismo di cui si alimenta il terrorismo contemporaneo; al contrario di altri Paesi arabi, l'Iraq riconosce le libertà religiose, come testimoniato dalla presenza nel suo territorio di comunità di fede cattolica e dal fatto stesso che autorevolissimi esponenti del governo di Bagdhad sono notoriamente di fede diversa da quella musulmana; perdurano le situazioni di sofferenza della popolazione, testimoniate dalla Croce Rossa e dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, causate dalla crisi economica e dall' embargo , contro il quale più volte si è espresso il Parlamento italiano; la proroga delle sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stata assunta alla fine del mese di novembre 2001, in via automatica e provvisoria, stante il clima internazionale seguito agli attentati di settembre; richiamate tutte le motivazioni più volte espresse nelle precedenti mozioni votate da questa Assemblea, incluse quelle finalizzate alla pacificazione ed alla messa in sicurezza dell'area del Golfo e del Medio Oriente; qualsiasi iniziativa tesa a minare la sovranità interna di un Paese senza comprovate ragioni collegate a precisi e circostanziati atti in violazione del diritto internazionale assume un carattere arbitrario; il Presidente del Consiglio dei ministri, nella sua qualità di Ministro degli affari esteri ad interim , ha affermato che l'Italia vuole non solo essere informata, ma preventivamente messa a conoscenza delle ragioni che starebbero alla base di nuove iniziative militari; l' embargo fu deciso dalle Nazioni Unite dopo la guerra del Golfo al fine di garantire la distruzione delle armi non convenzionali possedute dall'Iraq e di costringere il suo governo al riconoscimento e al rispetto dei confini legittimi del Kuwait; il governo di Baghdad ha ufficialmente riconosciuto i confini kuwaitiani; l'ininterrotta presenza per otto anni di ispettori aventi mandato Onu ha garantito l'esame e l'ispezione di migliaia di siti in territorio iracheno, disponendo la rimozione di armi di distruzione di massa e collocando telecamere ed avanzati sistemi di monitoraggio; il protrarsi dell'embargo non ha più alcuna giustificazione coerente con le risoluzioni ONU; molti contratti sottoscritti da aziende italiane nell'ambito dell'intesa oil for food sono trattenuti on hold dalla Commissione Onu; l'assenza dell'Iraq dal tavolo di negoziazione del prezzo del petrolio ha ripercussioni sul prezzo del greggio e danneggia gli interessi del nostro Paese; le ripetute affermazioni di esponenti del Dipartimento di Stato americano sulla necessità di procedere con nuove azioni militari contro Paesi, ad oggi non collegabili con gli eventi di settembre, non hanno trovato accoglienza positiva da parte dei principali alleati nella lotta al terrorismo e, anzi, hanno dettato preoccupazione; impegna il Governo ad avanzare alla competente Commissione Onu una formale richiesta di sblocco dei contratti firmati con l'Iraq e trattenuti on hold indebitamente, a tutela degli interessi nazionali; o procedere, come hanno già fatto altri Paesi fra i quali la Spagna, a formalizzare una rappresentanza diplomatica a Baghdad; ad accertare, in sede Onu, lo stato delle ispezioni interrotte e valutare le ragioni per le quali non furono concluse; ad avanzare formale richiesta alle Nazioni Unite di un esame conclusivo dell' embargo verso l'Iraq, fissando la data della sua cessazione; ad adottare in sede europea, già nel semestre di presidenza spagnola, una iniziativa per determinare una posizione comune sulla questione irachena. (1-00057) «Giovanni Bianchi, Pistelli, Castagnetti, Delbono, Bimbi, Banti, Vigni, Lucà, Lucidi, Preda, Bindi, Marcora, Burtone, Boccia, Morgando, Carbonella, Ruggeri, Piscitello, Cima, Fumagalli, Lumia, Panattoni, Rusconi, Pistone, Realacci, Crucianelli, Reduzzi, Cordoni».