Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00792 presentata da DUCA EUGENIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 27/03/2002
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00792 presentata da EUGENIO DUCA mercoledì 27 marzo 2002 nella seduta n. 124 DUCA, GASPERONI, GIACCO, PAOLA MARIANI e RUGGIERI. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali . - Per sapere - premesso che: dal 1982 con la legge n. 41 è stata attivata una politica per la razionalizzazione e lo sviluppo della pesca marittima in modo da garantire il rispetto delle risorse ittiche e la sicurezza del lavoro e del reddito dei pescatori; negli anni seguenti è proseguita l'opera di sensibilizzazione dei pescatori, e grazie alle loro associazioni, alle linee nazionali e comunitarie, a norme legislative e regolatorie sempre più evolute è stato raggiunto un equilibrio delicato, tra prodotto e risorse, tra le marinerie italiane dell'Adriatico, e con i paesi dell'altra sponda dell'Adriatico anche grazie ad accordi e convenzioni internazionali; il Ministro interrogato in data 18 marzo 2002 ha emanato un decreto riguardante la disciplina della pesca marittima dei piccoli pelagici nel mare Adriatico assicurando, nel rispetto delle specificità locali, condizioni di libera concorrenza tra le imprese esercitanti la pesca con i sistemi a «circuizione» e a «volante» riguardante il mare Adriatico, da Trieste a Brindisi; con lo stesso decreto sono stati abrogati i decreti ministeriali 30 maggio 1997, 31 luglio 1997 e 4 agosto 2000, emanati a seguito di un'ampia concertazione con le associazioni dei pescatori, sentiti gli enti scientifici competenti, e previo esame del «parlamentino» della pesca; il decreto citato è stato assunto senza sentire le marinerie dell'Adriatico, né le assocazioni dei pescatori, né il «parlamentino» della pesca a riprova secondo gli interroganti di un atteggiamento autoritario e arrogante del Ministero che in tal modo non assicura condizioni di libera concorrenza ma l'arbitrio sulle marinerie, con conseguenze devastanti per le risorse ittiche e per le possibilità di lavoro delle imprese di pesca dell'Adriatico che in breve tempo si troveranno in condizioni di crisi, forse come ringraziamento per l'accoglienza - ancorché a pagamento - riservata dai pescatori nei porti adriatici alla «nave» usata dal centro-destra nella campagna elettorale; il decreto inoltre è fuori dalle linee del piano della pesca nazionale, contrasta con i piani triennali, con le direttive comunitarie e con gli accordi e le convenzioni internazionali firmati con la Croazia e con altri stati rivieraschi; l'emanazione del decreto sta suscitando notevole preoccupazione tra i pescatori e gli operatori del mare che annunciano iniziative di protesta clamorose nei confronti del Governo mentre le Associazioni stanno cercando di contenere possibili tensioni e conflitti tra le stesse marinerie -: se non ritenga utile ripensare la scelta fatta, convocare una urgente riunione con le associazioni del settore e, se del caso, annullare il decreto ministeriale 18 marzo 2002 sulla pesca dei piccoli pelagici in Adriatico. (5-00792)